Sampdoria: stanchezza ed errori portano alla 4° sconfitta consecutiva

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Sampdoria's goalkeeper Emiliano Viviano (R) tries to stop Cagliari's Federico Melchiorri on his way to score during the Italian Serie A soccer match Cagliari Calcio vs UC Sampdoria at S.Elia stadium in Cagliari, Sardinia island, Italy, 26 September 2016. ANSA/NICOLA BELILLO

4° sconfitta consecutiva per la Sampdoria che cade anche al Sant’Elia, per 2-1. Succede quasi tutto nel finale: dopo il vantaggio dei padroni di casa nel primo tempo con Joao Pedro, il match si infiamma negli ultimi 5 minuti con i blucerchiati che trovano un pari insperato con Bruno Fernandes, dopo una bella azione. Ma, neanche il tempo di godersi il pari, i sardi trovano nuovamente il vantaggio con Melchiorri grazie alla clamorosa indecisione di Viviano, il quale esce fuori dall’area e nel tentativo di rinviare cicca completamente il pallone. Finisce cosi la partita, tra ennesimi errori individuali e stanchezza, c’e rammarico per un altro punto perso nel finale. Onestamente gettare la croce addosso a Viviano, per quanto l’errore c’è e sia grossolano oltre che decisivo, credo sia esagerato per quanto fatto l’anno scorso che quest’anno, confezionando innumerevoli parate salva-risultato. Inoltre credo che lui stesso, sia il primo ad essere affranto. 

Tornando alla partita, dalla sconfitta di ieri sera, tutto sommato giusta, la Sampdoria ne esce male: è stata la prestazione più brutta di queste prime 6 gare. La squadra è apparsa molto stanca, accusando gli impegni ravvicinati, con un’atteggiamento ed un approccio molto diverso e lontano da quello ammirate ad inizio campionato, tanto da accostarla a quella dello scorso anno: poca lucidità, appoggi sbagliati, oltre che una mancanza di reazione allo svantaggio. I due gol del Cagliari, per quanto meritati, sono stati due errori difensivi (altra similitudine con la stagione passata), specialmente il primo dove Pereira, alla sua seconda prestazione negativa da titolare, si fa saltare nettamente da Padoin con uno scatto felino, il quale, poi, appoggia facilmente per il tap-in di Joao PedroOltre a questo errore però, il terzino portoghese ha giocato male, sempre surclassato dal diretto avversario; come Dodò, anche il giovane portoghese, avrebbe bisogno di un reset totale per poi essere riformato (come detto da Giampaolo, in conferenza stampa, su Dodò, ndr.).

Ora è fin troppo facile tirar fuori problemi futili come Regini capitano, Cassano fuori rosa, Ferrero se ne deve andare; “problemi” presenti anche nelle prime 4 giornate, ma che le ottime prestazioni hanno “offuscato”. Non si era dei fenomeni all’inizio, come non si è diventati, improvvisamente, dei brocchi. Forse questa mancanza di equilibrio nei giudizi e questa esasperazione è influenzata dalla, ancora troppo ravvicinata, stagione disastrosa dell’anno scorso anno. Gli errori, misti a stanchezza palesata ieri sera, accompagnati da un’involuzione di gioco, sotto gli occhi di tutti, ma bisogna ripartire dagli ultimi 10 minuti, secondo gol subito a parte, dove la freschezza dei nuovi entrati ha fatto la differenza.

Col Palermo sarà si importante tornare alla vittoria ma, soprattutto, tornare a giocare con quella intensità, grinta ed umiltà ammirata all’inizio. Spero, poi, non si crei, già, un’atmosfera da ultima spiaggia per Giampaolo, è ancora presto per guardare la classifica. Senza scomodare paragoni illustri, ma ricordo che con Delneri, nel girone d’andata, si fecero 6 punti in 11 partite con 6 sconfitte, 4 pareggi ed una sola vittoria. Poi sappiamo tutti come andò a finire. Il punto non è che andremo in Champions, quanto il fatto che ci vuole pazienza e fiducia. Questa è una squadra giovane, pur con limiti difensivi palesi, e di qualità. Forza e coraggio.

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