Sampdoria: allo Stadium sconfitta senza spirito ed umiltà

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La Sampdoria esce dallo Juventus Stadium con le ossa rotte, battuta per 4-1. Una sconfitta pronosticabile, quasi scontata, ma che gli uomini di Giampaolo (oltre che lo stesso tecnico) hanno meritato per lo spirito con il quale sono scesi in campo. Totalmente passivi ed in balia dell’avversario per la prima mezz’ora di partita, risultata, alla fine, decisiva nonostante tra gli ultimi quindici minuti del primo tempo ed i primi del secondo, la Samp si sia leggermente svegliata provando a costruire qualcosa e trovando anche il gol che ha, momentaneamente, riaperto la gara.

Ovviamente il merito è, per la maggior parte, da attribuire alla forza della Juventus scesa in campo con il giusto approccio, quello mancato agli ospiti. Ancora una volta, la difesa blucerchiata ha messo in evidenza tutti i suoi limiti: nel primo gol, Mandzukic, lasciato liberamente solo, si incunea tra Sala e Silvestre approfittando di un mal posizionamento dei due centrali; il secondo e l’ultimo su calci piazzati hanno messo, ulteriormente in evidenza, la disorganizzazione difensiva della Samp con conseguente marcatura a zona che sarebbe meglio rivedere (perché per farla come ieri sera, è meglio che ognuno marchi il proprio uomo e via).

Insomma la partita di ieri, forse, era meglio perderla a tavolino per come, la Sampdoria, si è presentata in campo. Auguriamoci, ma sicuramente cosi dovrà essere, di vedere un altro spirito contro l’Inter, fatto soprattutto di umiltà, ammirata nelle prime tre partite stagionali ma poi smarrita nel corso del campionato.

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Bene Dennis Praet che, nel deserto, è l’unico che ha provato a far qualcosa, correndo, pressando e provando a dare anche una mano indietro. Male, ripetiamo, la difesa. Anche quest’anno anello debole della squadra e non a caso, 4° peggior difesa del torneo assieme al Palermo; la Samp, a parte la prima partita, ha sempre subito almeno un gol. Un handicap che deve essere risolto per non dover patire le pene della stagione passata ma, ribadiamo, con Giampaolo in panchina. Bisogna avere pazienza.

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