Sampdoria: Giampaolo, la mentalità al di là di tutto e tutti

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La scorsa estate, per prendere il posto sulla panchina blucerchiata, ci fu un testa a testa tra Pioli e Giampaolo. Buona parte dei tifosi avrebbero preferito, curriculum alla mano, il neo allenatore dell’Inter, un profilo che ha sempre fatto bene e dava sicurezza. Ma la società ha deciso di scommettere su Marco Giampaolo, una carriera caratterizzata da alti e bassi, ma sempre accompagnato dalla stessa mentalità, senza mai scendere a compromessi con nessuno, e dal suo credo calcistico. Quindi una scelta rischiosa ma allo stesso tempo intrigante che, attualmente, sta portando dei frutti.

Eh già perché l’arrivo del tecnico originario di Bellinzona ha portato IDEE ben consolidate, cosa che in casa Samp si è tentato di fare con Montella con esiti molto negativi. Come il tecnico campano, anche Giampaolo è un allenatore che non si adatta alle caratteristiche dei giocatori che ha, ma il contrario. In questo caso, però, si è avuto più tempo per provare a soddisfare le esigenze del tecnico ad una condizione: puntare sui giovani. E chi meglio di Giampaolo, considerato da molti un maestro di calcio, uno che davvero insegna le basi calcistiche e “non allena i giornalisti” come alcuni suoi colleghi, poteva far crescere una squadra giovane come quella della Sampdoria?

Infatti il mister sta valorizzando diversi giovani come Skriniar, che dopo vari errori pare stia maturando, i due folletti del centrocampo, Torreira e Linetty, senza dimenticare Bruno Fernandes e soprattutto Muriel, che pare essersi ritrovato ed è uno dei gioielli più in vista della Samp. La squadra, quest’anno, ha una sua identità di gioco ben precisa che anche nelle difficoltà non è mai stata accantonata, e sta qui proprio la bellezza di questo progetto tecnico-tattico. Giampaolo è stato accusato di essere molto legato ad un undici fisso, e fino al Derby in effetti era cosi, ma poi la scommessa la scelta, quasi a sorpresa, di far partita titolare Bruno Fernandes nella stracittadina ha smentito tutti e da li, il portoghese, sembrerebbe aver soffiato il posto ad Alvarez. Sta, inoltre, trovando sempre più spazio anche Praet. Resta, infine, da capire cosa ne sarà di Dodò, utilizzato solo per una parte del secondo tempo a Roma, e sul quale il mister si è espresso con queste parole: “Dodò va smontato e rimontato”, se non è un maestro lui………

Ma la cosa più attraente, personalmente, di questo mister è appunto la sua mentalità che è riuscito ad inculcare nella squadra, e di cui la sua massima espressione si è ammirata nel secondo tempo del Franchi: provare sempre ad imporre il proprio gioco, al di là dell’avversario, gestire il pallone e poi, appena si presenta l’opportunità, verticalizzare; oppure scambi di qualità che a volte si vedono tra centrocampisti, trequartisti ed attaccanti che portano a conclusioni spesso pericolose.

Questo è Marco Giampaolo. Nel bene e nel male. Keep on going Mister!!!!

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