Cesena – Latina: “poteva essere ma non è stato”

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Contro il Latina tre lampi in una gara da dimenticare: la splendida pennellata di Ciano, l’azione da centravanti di razza di Djuric, l’ingresso di Laribi

Dopo un rodaggio tutto sommato tranquillo in Coppa Italia, con l’avvio del campionato sono arrivate le difficoltà ed è ormai da fine agosto che ci raccontiamo che la prossima deve essere la partita della svolta, del cambio di passo, dei tre punti fondamentali. Ed invece, se non fosse stato per la meravigliosa quanto estemporanea mezza rovesciata di Djuric contro il Carpi a 5′ dal termine, saremmo ancora qui ad aspettare la prima vittoria, visto che dopo di essa sono arrivate solo sconfitte e pareggi deludenti che, considerata la caratura degli avversari affrontati, possono tranquillamente essere catalogati come occasioni perse. Non fa eccezione nemmeno il 2-2 odierno contro l’abbordabile Latina al Dino Manuzzi: al cospetto di una formazione che in trasferta continua a subire sempre almeno due gol, i bianconeri sono andati subito sotto nel punteggio, poi hanno rimontato con due reti strepitose, ma hanno sprecato troppo e nel finale sono stati beffardamente puniti. E così, ancora una volta, il Cesena deve rimandare i buoni propositi e con essi la risalita in classifica che ora si fa più che mai necessaria se si vuol evitare di sprofondare negli abissi della serie B.

Con Vitale e Rodriguez ancora fuori gioco per infortunio, Laribi in convalescenza ed a corto di preparazione, Massimo Drago ha optato per il 4-2-3-1 visto nel finale di Ascoli con Cinelli avanzato in linea con Ciano e Di Roberto, lasciando Kone e Schiavone nel ruolo di mediani. Il tutto per provare a dare maggior peso offensivo ad una squadra rivelatasi finora sterile ed inconsistente in attacco, con l’intento di approfittare delle frequenti amnesie difensive del Latina. Fin qui tutto come previsto, le occasioni sono arrivate e con esse anche i gol; ma purtroppo non tanti quanti sarebbero dovuti essere, complice la superficialità, la sfortuna ed anche la bravura di Pinsoglio. Quello che invece non poteva essere previsto erano le nostre di amnesie difensive che oggi sono costate due reti (come solo a Bari in queste 7 giornate) e due punti in classifica. Pare evidente che questa squadra, a differenza di quella dello scorso anno, per riuscire a segnare di più debba concedere di più, visto che fino a martedì si concedeva pochissimo ma si segnava mai… Quello che però non cambia è il risultato: si perde o si pareggia contro squadre tecnicamente inferiori (Bari a parte, forse) e la classifica piange. Per non parlare del gioco che latita, delle sovrapposizioni che non funzionano, degli esterni che non creano superiorità e di sostituzioni non proprio convincenti… O di Renzetti che è rimasto a Genova, Di Roberto che Ragusa lo fa rimpiangere eccome e Schiavone che ahimé Sensi non lo sarà mai.

In questo pomeriggio emblema del “poteva essere ma non è stato”, alcuni lampi da sottolineare: la pennellata su calcio di punizione di Ciano al 13° che accarezza il palo interno e gonfia imparabilmente la rete, il movimento stop-dribbling-tiro compiuto da Djuric al 75° che gli vale uno dei gol più belli della carriera, l’ingresso di Laribi che in poco meno di un quarto d’ora incide profondamente sulla partita e per poco non la consegna al Cesena.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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