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All’ombra del Vulcano: Catania, ora metti la quarta

Dopo la convincente vittoria per 2-0 sul Lecce, il Catania si prepara al secondo impegno casalingo consecutivo ospitando domenica la Paganese: in primo piano, però, rimane una situazione societaria intricata e difficile da risolvere, nonostante gli sforzi di Pietro Lo Monaco.

Che sia una stagione particolare, al termine (speriamo) di uno dei periodi più bui e travagliati della storia del Calcio Catania, è fuor di dubbio: gli alti e bassi si susseguono, accavallando tra loro emozioni positive e negative. La gioia per il 2-0 casalingo sul Lecce, maturato domenica scorsa in un Massimino finalmente entusiasta, si accompagna infatti alle dichiarazioni rilasciate in settimana da Pietro Lo Monaco in merito al futuro del club. Il lavoro fatto è molto, puntualizza il Direttore, ma ancora non basta per dichiarare che il Catania sia fuori pericolo.

Facendo un passo indietro e parlando di calcio giocato, i rossazzurri sono riusciti nell’impresa di sconfiggere per la prima volta in stagione la capolista Lecce: Rigoli ha messo in campo una squadra ordinata e grintosa, in alcune occasioni anche fortunata e protetta da un grande Pisseri, ma sempre e comunque pronta a reagire a Torromino e soci. Il doppio vantaggio piazzato a metà del secondo tempo ha esaltato due esponenti della nouvelle vague rossazzurra. Il primo è Gladestony Silva, centrocampista brasiliano casse ’93 arrivato quest’anno alla corte di Rigoli, in rete anche grazie a una deviazione di un difensore leccese; il secondo è Andrea Di Grazia, ragazzo sempre più anima e leader di una squadra che ha gran bisogno di trovare punti di riferimento in campo.

Passando dal campo alla scrivania, invece, il sorriso dei tifosi si trasforma in smorfia dubbiosa: Lo Monaco ha definito il Catania come “a rischio implosione“, nonostante il passivo sia passato sotto la sua guida da -16 a -11 milioni di euro. Ciò evidentemente non basta: serve liquidità, che può essere assicurata solo da Finaria, la holding che controlla la società rossazzurra. Al momento, tutto dipende dunque dall’approvazione da parte dei creditori del piano di rilancio industriale di Finaria: chiaro che, in assenza di questo elemento, il tragico finale paventato da Lo Monaco potrebbe tramutarsi in realtà.

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Queste incertezze societarie, anche inconsciamente, possono avere ripercussioni sui calciatori: un fardello che, unito a quel -7 in classifica, aggrava di una zavorra non indifferente il progetto di risalita dei rossazzurri. Cosa augurarsi dunque, viste le nubi fosche che continuano a persistere all’orizzonte? Che i rossazzurri, in primis, non perdano la verve delle ultime due partite casalinghe, replicando domenica prossima contro la Paganese le vittorie interne con Messina e Lecce: troppo importante, per la truppa di Rigoli, acquisire continuità e allontanarsi dal fondo della classifica, trovando la vittoria numero quattro al Massimino. Più aumentano risultati e fiducia, infatti, più le tribolazioni societarie rimarranno sullo sfondo.

Non resta che ingranare la quarta allora: con la speranza che la squadra, innestando marce più alte e aumentando il numero dei giri del motore, possa scrollarsi di dosso timori e dubbi che sinora ne hanno minato il cammino.

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