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Editoriale nerazzurro – In vista del Derby con tre punti in più in classifica!

Tre punti sudati e subito dopo il Derby. Una prestazione a metà. La solita Inter che fa e disfa da sola. Sanniti che trovano il gol e provano l’impresa. Ancora una volta prova di maturità e carattere, ma latita il gioco. Cosa pensate di Benevento-Inter? Questo editoriale lascia spazio a voi tifosi. Lasciate un commento. Dite la vostra. Fateci sapere il vostro punto di vista.

Oggi mi piacerebbe coinvolgere voi lettori in questo mio editoriale. Mi piacerebbe avere una interazione con chiunque si accinga a leggere queste mie osservazioni. Anche perché oggi ho deciso di rivolgere a voi alcune interessanti domande…

Quanti di voi pensavano che la trasferta campana fosse solo una proforma, una vittoria già certa prima ancora di cominciare a giocare, e che la stessa potesse essere la prima goleada di questa stagione? Quanti di voi hanno pensato alla vigilia del match con i sanniti che l’Inter avrebbe fatto un sol boccone del piccolo e sfigatissimo Benevento?
Prima di sentire i vostri commenti (che spero arrivino!) vorrei dirvi che il pensiero della partita facile, della possibile goleada era vivo anche in me, ma… più ci si avvicinava alla partita e più questa idea si affievoliva. All’inizio della gara era già del tutto scomparsa. Sapete perché? Semplicemente perché – come scritto anche nel mio precedente editoriale – non siamo ancora una squadra matura, perché il mio (forse anche vostro pensiero) era dettato più dalla presunzione, che dalla realtà dei fatti. Perché non basta essere tassativamente più forti per avere la meglio su un avversario, almeno nel calcio non funziona sempre così. Ci sono aspetti, circostanze, situazioni che veicolano le partite e i risultati finali.

Quindi più si avvicinava la sfida del Vigorito e più in me cresceva il dubbio, l’incertezza… ho iniziato a credere che potesse essere una sfida tosta, dura da giocare e vincere, solo perché la si era sottovaluta dal primo momento.

Adesso, ditemi, in tutta onestà, quanti di voi hanno avuto lo stesso mio pensiero? Quanti di voi hanno sottovalutato la gara del Vigorito?

CHE INTER SI È VISTA A BENEVENTO? – Continuo con il mio repertorio di domande chiedendovi (e chiedendomi!) come valutare la prestazione della nostra squadra al termine dei novanta minuti di Benevento. Dare retta ai freddi numeri o lasciarsi andare alle sensazioni? Come detto precedentemente, il pensiero a freddo è leggermente differente da quello dell’immediato post partita, anzi del “durante-partita”.

Logico che durante il naturale corso della gara avrei voluto un gol ad ogni affondo, avrei voluto che proprio come Napoli e Roma anche la nostra Inter dilagasse nel punteggio, per dimostrare anche noi le nostre qualità e la nostra ritrovata potenza da big. Poi è arrivato il gol dei padroni di casa e con esso i timori di non portare a casa il risultato pieno. Il Benevento ha alzato il baricentro, ha iniziato a collezionare occasioni (e pali!), è cresciuta mentre noi, con il passare dei minuti calavamo. La mente ha ripescato dal cassettino dei ricordi vecchie sfide perse appunto allo stesso modo, con squadre molto inferiori della nostra.

Dovevamo chiuderla prima”. Mi ripetevo questo durante quei minuti finali. “Dovevamo farne 3-4 dopo il doppio vantaggio. Tramortirli. Colpire e spegnere il loro entusiasmo, invece siamo riusciti a riaccenderlo, siamo riusciti a dare speranza ad una squadra che doveva soccombere facilmente”. Questo il mio pensiero durante il match.

Tutto giusto, anche se, motivazioni alla mano, il Benevento si giocava molto di più rispetto a noi.

Per noi era una partita facile facile, una formalità (in fondo lo è stata!), per loro invece no.

Cenerentola del campionato, partiti già battuti e con tanti proclami durante la settimana. Un tecnico sempre più in bilico, un gruppo colpito anche da eventi extra sportivi, formazioni d’emergenza per alcune giornate di campionato… diciamo che fino ad oggi il Benevento non è riuscito a giocarsela come avrebbe voluto per una serie di fattori, ieri pomeriggio, invece, ha provato a farlo, ha provato a riacciuffare una partita che per loro era impossibile… in fondo non erano loro quelli ad avere qualcosa de perdere, ma solo e soltanto noi. Loro erano già partiti battuti. Erano gli sfavoriti. Qualsiasi risultato diverso dalla sconfitta sarebbe stato un’impresa.

CHECCHE SE NE DICA SIAMO UNA SQUADRA IN SALUTE – Altra vittoria. Diciannove punti e secondo posto in classifica in coabitazione con la superpotenza gobba [da leggere con sempre più ironia!]. Un ruolino di marcia invidiabile, risalente alla stagione 2002/2003, anche in quella circostanza l’Inter collezionò 19 punti nelle prime 7 gare di campionato, poi finimmo secondi. Oggi firmerei per finire il campionato nella stessa identica posizione, perché – è bene ricordarlo – il nostro obiettivo è la qualificazione alla Champions, arrivare – dunque – nei primi quattro posti della classifica.

Lo scudetto, di cui tanto si è parlato, si parla e sicuramente si parlerà, non deve essere il nostro obiettivo. Non siamo l’antagonista di nessuno. Siamo lì dove dobbiamo stare per l’intera stagione, è vero che non avendo le coppe abbiamo un vantaggio in più rispetto alle altre avversarie, ma lo scudetto non deve essere una nostra ossessione. Dobbiamo continuare a raccogliere punti, vincere le nostre gare e migliorarci partita dopo partita, perché questa Inter ha bisogno di trovare sé stessa in vista di matches più impegnativi.

Vincere seppur con grosse difficoltà su campi difficili come Crotone e Benevento dimostra che questa squadra sta lavorando sulla propria mentalità, ma deve ancora fare un upgrade per rifinire le proprie qualità tecnico/tattiche. La voglia di lottare, i risultati ottenuti col minimo sforzo non dicono che siamo già una grande squadra, ma solamente che questa squadra continua ad avere tante lacune.

Numeri alla mano anche in terra campana l’Inter ha fatto più dell’avversario, dal possesso palla, alle occasioni create, fino ad arrivare al numero dei calci d’angolo, numeri sterili se li si avvicinano al risultato finale. Nel dopo Benevento-Inter si parla più della “fortuna” dei nerazzurri, che della difficoltà incontrata nell’affrontare una squadra che anche sullo 0-2 era interamente arroccata davanti la propria area di rigore.

LACUNE NERAZZURRE – Quando di fronte hai una squadra che si difende con quasi l’intero effettivo far girare la palla è davvero difficile. È chiaro che difficile non vuol dire impossibile, perché basterebbero alcuni accorgimenti tattici per scardinare la difesa e provare a sorprendere l’avversario. Del 62% del possesso palla nerazzurro gran parte di esso non ha portato a grandissime azioni da gol.

Il giro palla è stato più veloce del solito, ma sono mancati tagli ed inserimenti. Quelle poche volte che qualcuno ha provato ad accelerare la manovra, a prendersi la briga di farsi trovare tra le linee è nato qualcosa di positivo: vedi il primo gol di Brozovic, con quegli inserimenti che Spalletti tanto ama e che all’Inter si faticano a vedere e la punizione al limite dell’area da cui è nato poi il raddoppio dello stesso croato.

Il dato statistico si completa aggiungendo al novero del possesso palla anche i 20 tiri totali da parte degli ospiti, contro i soli 9 dei sanniti. Più precisi però i padroni di casa, che han centrato la porta 8 volte su 9, al contrario dell’Inter che ha ciccato i pali difesi da Belec 6 volte su 20.

L’ex canterano nerazzurro è stato più volte chiamato in causa, ma non c’è da registrare nessun intervento miracoloso o parata prodigiosa. Meno lavoro invece per Handanovic, graziato anche dai legni colpiti dagli avversari.

SOSTA E POI DERBY Cerchio rosso sul calendario! È arrivato anche il momento del derby di Milano. Bisogna però aspettare più del dovuto, tra la sfida contro il Benevento e l’attesissima stracittadina c’è di mezzo la pausa delle Nazionali. Spalletti sarà costretto a lavorare con una rosa striminzita, preparare la sfida contro i rossoneri con gran parte dell’organico sparso per il Mondo. La sosta farà bene ai nostri? Speriamo di sì, ma soprattutto speriamo di non dover fare i conti con nessun intoppo sulla tabella di marcia, che i nostri portacolori possano tornare integri e rispondere alla chiamata del proprio tecnico, perché il derby è assolutamente una partita da vincere. Anzi è tra LE partite DA VINCERE.

Sull’altra sponda del naviglio un nostro “ex” afferma che “bisogna temere il Milan”.

Beh, il derby è sempre una partita atipica, dove spesso e volentieri il pronostico viene disatteso. Scorsa stagione abbiamo assistito a due sfide rocambolesche, con nessuna delle due formazioni che ha pienamente convinto.

Spalletti non avrà due settimane facili. In vista dell’ennesimo Derby di Milano sembriamo noi quelli che stanno disattendendo le aspettative di inizio stagione. Quelli che hanno speso milioni e milioni di euro e che oggi si trovano tra mille dubbi e incertezze in una situazione di caos. Sembriamo noi quelli che sono partiti per ammazzare il campionato, ma che invece stanno collezionando figuracce. Sembriamo noi …loro.

Questi giorni che ci separano da quella sfida saranno lunghissimi e carichi di mille significati. Oggi ci troviamo con un’Inter brutta, culona, che però vince e si trova lì in alto. Di contro c’è la seconda squadra di Milano che gioca bene, ma che per colpa della sfortuna, gli astri e una serie infinita di altre fandonie perde [ironia a palateeeeee!]… a due settimane dal Derby di Milano l’adrenalina è già a mille. Bisogna dare un’importante lezione ai “cugini” rossoneri e chiudere un bel po’ di bocche. Il Derby è sempre stato intriso di mille significati. Da quest’anno ce n’è uno in più. Tutte le partite sono da vincere, questa molto di più.

“NOI VOGLIAMO QUESTA VITTORIA”. NOI VOGLIAMO RIVIVERE UN’ALTRA NOTTE COME QUESTA… Mettetevi comodi, prendete dei pop corn o delle patatine, cliccate su play, una, due… più volte e rigodiamoci quel derby magico. Dimostriamo ancora una volta che Milano siamo noi!

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