Editoriale nerazzurro – Il peggio non è passato, deve ancora arrivare!

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Che vittoria quella di Cagliari. Che vittoria ragazzi!

Poco importa se per una notte siamo stati in testa alla classifica, da soli.

Non importa se poche ore dopo il Napoli, espugnando Udine, ci ha scalzati dalla vetta.

Non ha alcuna importanza la vittoria della Juventus nel derby con il Crotone.

Ciò che importa, ma relativamente, è il mezzo passo falso delle romane, perché la nostra corsa è solo ed esclusivamente su loro due.

Andiamo a vedere, però, cosa importa veramente: Andare a Cagliari e ottenere il bottino pieno. Fatto!

MAMMA MIA CHE PARTITA! – Se riesci a portare a casa anche queste partite, vuol dire che la strada che stai tracciando non può che essere giusta. Ancora una grandissima prova di carattere della Beneamata, mai in difficoltà come contro i rossoblu.

Squadra di casa che parte forte, fortissimo. Il Cagliari spaventa l’Inter che viene messa sotto per numero di occasioni da gol.

La formazione guidata da Lopez affronta senza alcuna paura i nerazzurri e Handanovic ha un gran da fare nel primo tempo.

L’estremo difensore sloveno mette a segno due-tre interventi da applausi, di cui uno da stropicciarsi gli occhi.

Ho ancora impresso nella mente il ricordo di quella sfida con l’Atalanta, di quella sua parata su Cigarini… ricordate anche voi? Cose viste solo in Holly e Benji.

Eppure anche con il Cagliari il nostro numero 1 tira fuori un intervento PAUROSO, negando il gol ai padroni di casa.

Chissà quanti altri portieri avrebbero avuto la sua stessa freddezza e fare quel passo all’indietro, rischiando di andare oltre la linea di porta. Chissà! Ma è sempre il solito discorso.

Handanovic dimostra di essere, al momento, al livello dei migliori portieri del Mondo e nessuno se lo fila, se invece un intervento simile lo avesse fatto qualcun altro e giù un articolo a sei colonne.

Ah già che sbadato, c’è anche chi vede nella bravura del portiere la “fortuna”. Si vince o si pareggia perché “si ha la fortuna di avere un portiere straordinario tra i pali”. Mi viene da ridere… ma riprendiamo il discorso…

Santo Samir ci tiene per i capelli, l’Inter regge l’onda d’urto rossoblu, lascia sfogare gli avversari e poi… poi al solito colpisce.

Ancora una volta questa squadra ha messo in evidenza le proprie potenzialità: l’Inter sa 1) soffrire, 2) domare l’avversario e 3) colpire.

Per l’ennesima volta questa squadra è riuscita a tenere in mano il controllo del match. Ha corso più di un rischio, ma non ha mai perso la bussola. Ha saputo controllare la gara, ha lasciato che l’avversario sprecasse tutte le energie e poi ha piazzato l’uno-due che ha di fatto indirizzato l’incontro verso la vittoria nerazzurra. Ennesima vittoria di carattere, ottenuta con gli attributi, senza paura alcuna dell’avversario e con un pizzico, sì è bene dirlo, di fortuna, perché è giusto menzionare anche la Dea bendata, perché se dopo 120” dal suo ingresso in campo Brozovic trova l’angolo giusto e il gol del raddoppio, beh, un pizzico di fortuna ce l’hai.

Ah, e poi da noi non segnano mai i centrocampisti!

TUTTI UTILI E TUTTI INDISPENSABILI – Arruolati alla causa nerazzurra sono ormai (quasi) sempre gli stessi uomini. Spalletti ha trovato l’assetto preferito, gli uomini su cui fare affidamento. Oggi la new entry si chiama Davide Santon, fuori per diversi mesi, l’ex bambino sta trovando continuità sia di gioco che di tenuta fisica. Lui meglio di Nagatomo? La risposta sembra ovvia ed ingenerosa, ma è sì. Il giapponese mette in campo tanta quantità, ma poca qualità tecnico/tattica. Davidino ha anche dei piedi buoni. Può trasformarsi in un’arma in più.

L’esterno ex vivaio può però diventare l’esempio per tanti giocatori al momento ai margini del progetto. Coloro che hanno avuto meno spazio devono riuscire a mettere in difficoltà Spalletti, devono dimostrare di sapersi guadagnare un posto da titolare, di poter essere utili e (anche loro) indispensabili in questo progetto.

Spalletti è stato bravissimo a creare un gruppo solido capace di non subire contraccolpi in caso di novità in formazione. La spina dorsale è formata da ^n uomini, il resto deve essere funzionale al gioco della squadra. Tutti giocano al servizio della squadra.

Così ci ritroviamo un Candreva che, dopo la delusione azzurra, sta sfornando prestazioni eccelse, sembra stia rivivendo una seconda giovinezza.

Anche lui tra i migliori a Cagliari. Indomabile sulla destra, sempre presente quando si tratta di attaccare o dare una mano in difesa. C’è il suo marchio nelle marcature nerazzurre.

Ci ritroviamo un Perisic apparentemente in riserva, ma poi scopri che è uno di quelli che ha macinato chilometri e chilometri sulla corsia di sinistra (11,5 per l’esattezza!). Nelle ultime giornate non è sembrato tanto lucido. Contro l’Atalanta ha mostrato qualche segnale di appannamento e i suoi scatti non sono più così micidiali: andate a rivedere come sia riuscito Cristante a riprenderlo in pochi metri.

Sarà stanco, avrà l’indicatore del serbatoio fisso su riserva, ma, anche se in maniera silenziosa, Ivan è importante per questa squadra. Ci si accorge delle sue “difficoltà” perché ci ha abituato a grandissime giocate, a scatti impressionati, a gol meravigliosi: oggi sta rifiatando, si limita al compitino e lo fa più che bene. Basti vedere l’ennesimo assist in stagione per Icardi.

E, dulcis in fundo, il re dei marcatori. Il nostro uomo di punta. Il redivivo Icardi. L’uomo dei record nerazzurri. Il capitano dell’Inter è riuscito con la doppietta al Cagliari a centrare due diversi obiettivi: agguantare al primo posto della classifica marcatori Ciro Immobile della Lazio (entrambi a quota 15 gol realizzati) e a mettere a segno il record di marcature multiple in Europa, solo lui è riuscito a segnare 5 doppiette e una tripletta.

La crescita del bomber rosarino è impressionante. La sua evoluzione non è solo tattica, ma anche mentale.

Spalletti è riuscito a responsabilizzarlo. Oggi Icardi non è solo il finalizzatore delle nostre azioni. Non è solo una “macchina da gol”, ma anche e soprattutto il giocatore su cui fondare la rinascita nerazzurra. Ah, già che stupido… il Real è pronto a portarcelo via. Che importa. Prenderemo Gabbiadini.

FUTURO, MA NON TROPPO – Il nostro progetto va avanti a vele spiegate. La nostra rinascita passa da quella personale dei giocatori, dalla scommessa del tecnico, dalla sua voglia di fare e dimostrare che questo gruppo può non essere inferiore a nessuno. I numeri stanno dalla parte di Spalletti e questi ragazzi.

Numeri fatti di vittorie e posizioni nobili di classifica; che sorridono ai nerazzurri, sia singolarmente, che nel collettivo e che si fanno ancora più interessanti se buttiamo l’occhio in casa d’altri e ripensiamo a tutte le buffonate che siamo stati costretti a sorbirci nei mesi passati.

La corsa dell’Inter non si ferma e la testa si proietta già alle prossime sfide. Decisive.

Domenica potrebbe già essere interessante per noi nerazzurri. Noi dobbiamo affrontare il Chievo, non sarà una sfida facile, lo sappiamo già, ma dobbiamo a tutti costi ottenere la vittoria e approfittare del calendario che mette di fronte Napoli e Juventus. Poi andremo a fare visita ai gobbi. Nella settimana per loro più calda. Dopo la sfida contro i partenopei avranno il delicato incontro di Champions, non una formalità… andremo a Torino per l’ennesima prova del nove. Per l’ennesima prova di maturità. La sfida di Torino sarà un importantissimo banco di prova per questi ragazzi. La trasferta al “Gobbi Stadium” ci dirà davvero quale sarà il nostro (o loro!) valore. Ma un passo per volta. Adesso testa alla sfida interna con il Chievo, poi LucianONE avrà tutto il tempo per preparare la sfida ai gobbi.

Perché sì, noi facciamo un altro calcio. Possiamo tranquillamente preparare i match di settimana in settimana, non avendo le coppe è questo il nostro più grande vantaggio. Sfruttiamolo!

P.S. Vorrei mandare un saluto CALOROSO ai cuginastri (+16). Dispiace per Vincenzino, ma con Ringhio in panca sarà tutta un’altra storia. È lui l’uomo giusto per voi, per la vostra resurrezione.

Nel caso in cui non doveste fallire, sarebbe triste avervi lontano dal massimo campionato per troppo tempo, così vi auguro una pronta risalita in Serie A, anche perché prima o poi dovrete davvero passare alle #coseformali, con sempre più #tiepidoottimismo.