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Milan: una breve storia triste

C’era una volta il Milan di Berlusconi. C’erano una volta Adriano Galliani e Ariedo Braida. Era una società seria che in 30 ha vinto tutto (più volte) ed ha conquistato il vertice del calcio mondiale. Gli olandesi di Sacchi, gli invincibili di Capello e l’albero di Natale di Sir Ancelotti. Van Basten, Savicevic e Shevchenko tanto per citare qualche nome. Poi arrivarono i cinesi…

Viviamo in una realtà parallela, secondo me, perché non è possibile vedere una squadra come il Milan farsi deridere e sbeffeggiare persino dal Benevento (con tutto il rispetto), Di chi è la colpa? Chi ha davvero sfasciato la nostra identità? Chi ha imbrattato con orrende prestazioni anni di gloria?

Come sempre accade i primi a rimetterci sono stati coloro che ricoprano posizioni nascoste, visto che abbiamo cacciato il preparatore atletico reo di aver dato a Montella una squadra non pronta fisicamente; poi è stato lo stesso Montella a cadere reo di essere un allenatore mediocre. Adesso chi dovrebbe essere licenziato?

Possibile che la colpa sia di Fassone e Mirabelli? Possibile che la ragione di tale andamento vada ricercata negli uomini scelti per guidare la rivoluzione del Milan?

Analizziamo i fatti

I lor signori hanno avuto il coraggio di spendere 200 e passa milioni per creare una squadra ridicola e presentarla ai tifosi come la formazione ideale per vincere sin da subito il titolo. Io ci avevo creduto all’inizio, devo essere onesto. Adesso sono oggetto di scherno tutte le domeniche. La cosa mi ha stufato.

Biglia. Ma perché abbiamo preso questo elemento totalmente inutile? E’ sempre infortunato. Quando gioca vaga per il campo alla ricerca della palla. Le persone che lo hanno definito il “nuovo Pirlo” andrebbero arrestate. Soldi buttati.

Chalanoglu. O è stato rapito dagli alieni oppure è segregato in qualche prigione turca. E’ sparito. Già in mezzo al campo era una sorta di fantasma se poi quando non gioca nessuno ne parla, possiamo intuire il valore tecnico del 10 turco. Imbarazzante a tratti.

Musacchio, Borini, Kessiè. Tutta gente che fa sicuramente comodo, ma in una squadra che ha già una struttura è che va rinforzata. Chiedere a Musacchio di fare Nesta mi sembra chiedere a Giurato di azzeccare un congiuntivo. Il povero Borini, invece, sembra il classico bambino che si danna come una bestia ma che in fondo sa di avere due ferri da stiro al posto dei piedi. Il talentino ex Atalanta andava messo al fianco di un centrocampista valido che ne guidasse i movimenti e che lo deresponsabilizzasse da alcuni compiti. Bene ma non benissimo.

Bonucci. All’inizio cadavere sembra stia tornando a livelli consoni di uno che vale 40 milioni.  Prima, più che spostare gli equilibri, non ci stava con la testa; adesso molto meglio. La crisi sembra esser passata.

Conti. Non pervenuto. Poveraccio. Ha fatto un paio di partite e poi si è rotto.

KalinicNe avrei da dire su di lui ma una parola racchiude tutti i concetti: LICENZIATELO. E’ un qualcosa di imbarazzante. Peggio di lui, nella storia del Milan, solo Ricardo Oliveira e Javi “El Raton” Moreno. Manco al Cervia. Vi prego riportatelo alla Fiorentina. Secondo me paga Gattuso per schierarlo titolare ogni domenica.

Andrè SilvaUn altro desaparecido. Io mi chiedo come si fa a non far giocare un calciatore che è capocannoniere in Europa League; un calciatore che con il Portogallo segna anche bendato. Ci vuole coraggio. Mettetelo in campo; tanto peggio di Kalinic non può fare.

Rodriguez. L’unico che sin da subito ha fatto vedere di essere uno pronto e costante. Davvero, fin ora, unico acquisto azzeccato da parte dei mitici Fassone e Mirabelli.

Donnarumma. Per non parlare dell’acquisto più ridicolo di tutta la storia del Milan. Il fratello scemo, scarso e anziano di Gigio. Una cosa inimmaginabile, Ridicoli. Galliani, ad una richiesta simile, avrebbe spedito entrambi i ragazzi a Posillipo con il primo Italo disponibile.

 

Che dire di più…

Detto questo, secondo voi ho ragione di credere che forse la colpa è da ricercare nei vertici della società? Di una cosa sono abbastanza certo: puoi cambiare auto, moglie e casa ma la fede resta sempre immutata. Forza Milan!

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