Connect with us

Ultime News

Non bariamo, non variamo, vogliamo la Moviola in campo

Siamo ormai ben oltre il secondo girone di ritorno di serie A e mentre il campionato è una sfida due, mentre la sfida Champions è sempre più intensa e così pure quella per la seconda Europa, un dato oggettivo emerge: il Var non basta più. Ci vuole la Moviola in campo

Ai tempi di Biscardi: la Moviola in campo

Non ho mai fatto l’assistente arbitrale, nè il quarto uomo, nè l’arbitro (anzi una vola sì, al liceo, ma ho fatto finire la sfida 2-2, se no venivo menato). Sono cresciuto pane e processi di Biscardi del lunedì. Ogni discussione, ogni riflessione, ogni proposta portava sempre in bocca quella parola, il problem solving di un calcio forse corrotto, forse sottomesso, forse controllato: la Moviola in campo.

Mentre seguivo le istrioniche dissertazioni di Mosca, le accuse a vicenda dei Crudeli e Corno, la ponderatezza ragionata di Jacobelli, giocavo nei campetti di periferia. Ogni tanto capitava (come sarà accaduto a tutti) di urlare all’avversario: hai barato, non barare, macché fallo, gioca, la palla è uscita, oh ma c****** imbrogli! Ladri di m******.

Intanto serie A, Coppa dei Campioni e Coppa Uefa andavano, scorrevano fra grandi rimonte, risultati pilotati o dubbi e vincitori prevedibili e, si diceva, “aiutati”.

Dopo vent’anni arriva la Moviola in campo: il VAR

Sono passati vent’anni e poi gli organismi nazionali della federazione hanno deciso con la sperimentazione: l’anglicismo VAR. Finalmente durante un’azione di calcio  (sia questo calcio di rigore, fallo di mano in aerea, rigore assegnato o fuorigioco in un goal) è possibile rivedere l’immagine, aspettare il check dall’addetto alle videoregistrazioni e sentenziare l’assegnazione o la negazione di una data azione. Tutto bello, tutto perfetto, tutto verso un calcio pulito. Forse qui ci vuole il condizionale: tutto che sembrerebbe così. Puntualmente non lo è! Viene da chiedersi il perché, nonostante l’oggettività di falli di mano, calcioni a centrocampo, trattenute, gesti violenti e quant’altro, siamo ancora lì sui social, puntualmente, dal sabato al martedì a mettere in mostra video scandali relativi a episodi scandalosi.

Nel neo sistema nominato Var, è l’arbitro a decidere se si deve ricorrere al controllo o si può lasciare correre. Ecco l’ultimo tassello da eliminare per raggiungere il sogno di sportivi come Biscardi e Mosca. Credo. Forse. Di tutti noi sportivi.

Fiorentini, sampdoriani, clivensi, interisti, juventini, torinesi, romanisti, laziali, benevantani ecc…sono stanchi di sentire parlare di sudditanze psicologiche, di dinamiche economiche per cui una data squadra X deve per forza andare in Europa o un’altra Y deve per forza rinunciarci. Sono discorsi triti, ritriti, da bar dello sport, inaccettabili in un calcio dove ormai girano milioni , anzi palata di milioni di euro, dollori, yen, yaun, petroldollari e chissà quant’altro.

Il calcio vada oltre i suoi limiti mentali ed economici: il volley challenge

La soluzione a diatribe da cronisti da strapazzo, da forum di accusatori e accusati, da tifosi accaniti e quant’altro c’è o ci potrebbe essere. Se non allevierebbe tutti i dubbi, almeno li medicherebbe un po’.

Bisogna andare oltre la figura indiscutibile e competente dell’arbitro, oltre la sua decisionabilità e bisogna dare diritto di parola anche a chi crede di essere stato sopraffatto o abbia subito un torto. Dalla VAR al challenge del volley il passaggio è semplice, ma necessario.

Ogni squadra deve avere il diritto sacrosanto di chiamare uno o due check dalla panchina, se ritiene che qualcosa di oggettivamente grave sia stato commesso ai propri danni. In tal caso l’arbitrarietà di chi la esercita sarebbe costretta a rifarsi alla volontà popolare del tifoso e si raggiungerebbe un ulteriore gradino verso la massima espressione della sportività naturale.

Come diceva Mosca: Moviola in campo e rigori ovunque

E se proprio volessimo raggiungere la perfezione assoluta bisognerebbe pensare al detto famoso di Mosca: se una partita avrà 5 o 6 rigori che vengano fischiati. Magari guardando a un altro sport: il basket. Chi subisce il fallo, batte il rigore e non il principino di turno.

Ne verrebbero fuori finalmente partite da 5 -6 o 7-0 o 8-4 e via dicendo e gli 1-0 o 1-1 sarebbero solo ricordi di un calcio obsoleto.

La Moviola in campo e la possibilità di fischiare rigori arbitrariamente avvicinerebbe il calcio odierno all’emotività dirompente del basket e fidatevi che si tornerebbe nuovamente a come quando eravamo bambini con le partire che finivano 20-19, ma si diceva 1-0, perché non si riusciva più a tenere il conto.

Questa è la strada non per silenziare le polemiche, ma per smetterla di pensare che X l’arbitro non ha visto oppure ha fatto finta di non vedere il dato fallo in aerea, ha controllato, ma ha dato l’avvallo a un goal particolarmente suscettibile di discussione o errore marchiano.

Dal cielo Biscardi e Mosca ce lo stanno chiedendo: facciamo di questo sport spettacolarmente emozionante solo un calvario di emozioni, non un crogiolo di subdole ipotesi.

Forse agli arbitri, alle federazioni, a tutti quelli che girano intorno al pallone serve un ingrediente solo: l’umiltà di sapere imitare gli altri per migliorare.

Ci vuole la Moviola in campo, non il VAR, sono due cose diverse.

Click to comment

Chi Siamo

Siamo un gruppo di tifosi – aspiranti giornalisti con l’idea di raccontare le emozioni del calcio e dello sport.

Mail : info@tifoblog.it

I Nostri Partner :

Scrivici!





Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

More in Ultime News

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: