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#SorellaDelMondo – L’Inter ritrova Icardi e i suoi gol: sono 100 in nerazzurro

L’Inter ha ritrovato i gol di Icardi, la vittoria e tutto il resto. Poker del capitano nerazzurro, anche se ad aprire il conto delle marcature ci ha pensato niente di meno che… Ivan Perisic

di Sara Rossi

Nel girone di andata l’Inter superò in casa la Sampdoria per 3 a 2, giocando un primo tempo spettacolare e un secondo molto più di sofferenza, a causa di un calo di concentrazione che permise ai doriani di riaprire con Quagliarella una pratica che sembrava ormai chiusa, e costrinse me a spegnere la televisione a 5 minuti dalla fine perché non riuscivo a dominare l’ansia di quegli ultimi minuti.

Fu una partita sofferta nel finale di gara, che aveva però regalato per gran parte di gara ai tifosi un’Inter da applausi a scena aperta, contro una delle avversarie più in forma del campionato.

La partita di ieri a Genova, in un Marassi con un manto erboso duramente provato dalle continue piogge di questi giorni, si pronosticava come un match estremamente insidioso. Intanto a preoccupare era la caratura di un avversario, che seppure reduce dalla sorprendente sconfitta contro il Crotone, ha mostrato in questa stagione di sapersela giocare con tutte, togliendo punti anche alle prime della classe.

Poi eravamo tutti lì in attesa di vedere come i giocatori avrebbero reagito alle dure parole del loro tecnico, che dopo la buona gara contro il Napoli aveva parlato di una squadra che mancava in qualità, entrando a gamba tesa su quei giocatori che aveva sempre difeso anche nei momenti più bui.

Dopo una critica tanto feroce e inequivocabile, raramente si assiste a un allenatore che dà della “pippa” ai propri giocatori, si potevano avere due tipi di reazione: una di afflosciamento totale o di rivolta contro Spalletti, o una prova di orgoglio per dimostrare quanto fosse sbagliato il giudizio tranciante del mister.

Io, devo essere sincera, speravo tanto nella seconda anche perché non ho mai ritenuto Spalletti uno stupido e quindi avevo la speranza che conoscesse il suo spogliatoio e sapesse toccare le corde giuste. Ma devo anche ammettere che temevo uno sciopero bianco di protesta da parte dei nostri baldi giovani in calzoncini, che si sono dimostrati in questi anni tanto umorali quanto imprevedibili.

La risposta è arrivata dal campo

Al pronti via la squadra è scesa in campo nel migliore dei modi e credo che questi ragazzi abbiano giocato la migliore partita della stagione: uniti, compatti, sempre sul pezzo e in fiducia.

Vedere gente che fino a due, tre partite fa sembrava avere timore del pallone e di qualunque avversario correre a per di fiato, ma con logica, avventarsi su ogni pallone, sacrificarsi e servire il compagno lasciava quasi increduli, in un misto di stupore e rabbia per il tempo e i punti buttati via non si sa bene per quale ragione.

In novanta minuti la Sampdoria si è affacciata dalle parti di Handanovic pericolosamente solo con il palo colpito da Zapata nel primo tempo, quando eravamo già sul 3 a 0. Per tutto il resto della partita non si registrano altre azioni degne di nota dei blucerchiati, mentre balza agli occhi l’applicazione dei nostri per tutti i novanta minuti, anche sul 5 a 0.

Una partita vinta dal collettivo dunque, dalla capacità di impostare e gestire la partita da squadra. E da squadra che ha saputo muoversi all’unisono pressoché in ogni azione e in ogni minuto, come ci terrà a dire a fine partita un soddisfatto Spalletti.

Ma in questa prova di squadra, in cui tutti hanno giocato bene, è giusto anche menzionare la prestazione di alcuni singoli.

Gli “eroi” di giornata

Partiamo da chi ha aperto le marcature, Ivan Perisic. Il croato è sembrato l’ombra di sé stesso dall’ultimo 5 a 0 dell’Inter, quello contro il Chievo nel quale aveva segnato una tripletta. Da allora zero gol, pochi dribbling a saltare l’uomo, pochi cross, poca corsa e poca velocità. Poco tutto!

Sembrava che avesse finito le pile sia fisiche, che soprattutto mentali o che ci fosse una qualche forma di insoddisfazione che si traduceva in campo con prestazioni che viste dall’esterno apparivano svogliate.

Non che ieri abbia fatto la migliore partita in neroazzurro, però ha mostrato cenni di ripresa con un gol stupendo di testa a sfruttare al meglio l’assist morbido di Cancelo. Un gol voluto e costruito con il perfetto movimento a chiamare il pallone al centro dell’area. Oltre al gol si è impegnato in qualche recupero difensivo, cosa che a dire la verità ha sempre tentato di fare, ha cercato spesso i compagni e ha fornito un assist al bacio per Candreva che si è mangiato un gol già fatto.

Un solo altro appunto: sorridi Ivan, dopo un gol, soprattutto se tuo, sorridi. È finita la crisi? Vedremo!  

Joao Cancelo la settimana scorsa era stato uno dei destinatari degli strali di Spalletti, che lo aveva indicato come uno di quei giocatori poco incline a prendersi la responsabilità di una partita giocata male, adducendo come scuse ai suoi errori un errato posizionamento il campo. Ieri ha fatto una partita superlativa. Pochissime le palle perse per sufficienza o per eccesso di fiducia nei propri mezzi tecnici, e tanta, tanta qualità. Solo dal quindicesimo alla mezzora del primo tempo ha tirato fuori dal cilindro l’assist per Perisic, quello per il colpo di testa di Skriniar sventato da Viviano, l’incrocio dei pali colpito direttamente da calcio d’angolo, e ha dato il via all’azione del 3 a 0.

Capitolo rinascite, parte prima

Gagliardini, uno tra i più criticati dai tifosi nei mesi scorsi. Critiche giustificate per la sua inconsistenza in campo e i suoi troppi e continui errori. Dalla gara con il Napoli invece abbiamo di nuovo visto comparire quel Gagliardini che ci aveva esaltato e fatto innamorare fin dalle sue prime apparizioni in neroazzurro lo scorso anno, prima di finire anche lui inghiottito dall’orribile finale di stagione. Un tunnel da cui era uno dei pochi a non essere uscito neanche nei mesi nei quali l’Inter giocava, vinceva e era prima in classifica. Finalmente lo abbiamo ritrovato: tanti palloni recuperati e altrettante situazioni pericolose sbrogliate.

Capitolo rinascite, parte seconda

La vera sorpresa di queste ultime due partite: il numero 77, Marcelo Brozovic. Già con le valige in mano a gennaio, rimasto a Milano in extremis, quasi più per un motivo numerico che per convinzione nella sua reale utilità, Brozo aveva toccato il fondo nel suo rapporto con i tifosi nelle settimane successive dopo una reazione sbagliata a un cambio nell’ennesima partita imbarazzante. Quello che il pubblico non riusciva più a tollerare era la sua indolenza in campo, quel vagare a destra a sinistra senza costrutto, l’agitare le braccia e scuotere la testa a ogni errore suo e dei compagni, uscendo così dalla partita.

Spalletti aveva cercato di proteggerlo, dicendo che il ragazzo era scosso e dispiaciuto e che quindi stava cercando di lavorare al meglio per recuperare terreno e riconquistare il posto in squadra e i tifosi. Potevano essere frasi di circostanza, ma a giudicare da quello che abbiamo visto contro il Napoli e la Sampdoria forse siamo davvero davanti a un giocatore che si è ritrovato.

Ogni corsa, ogni contrasto fatto e pensato per il benessere della squadra, impegno e attenzione anche sul 5 a 0, palloni su palloni recuperati all’avversario e tanti passaggi utili per i compagni.

Si vede che è in fiducia anche dalla responsabilità che si prende nel cercare certe giocate. Benvenuto Marcelo, che bello averti a bordo, ti prego restaci!

Tra nuovo e vecchio

Benvenuto Rafinha! In realtà è da quando è arrivato che ce lo coccoliamo, riconoscendo in lui quelle abilità tecniche e visione di gioco che nel nostro centrocampo latitano ormai da anni. Ieri per lui 80 minuti in campo, segno che sta ritrovando anche la migliore condizione.

E infine il mattatore della domenica nerazzurra: il capitano, Mauro Icardi.

Per lui il 2018 non era iniziato troppo bene, il gol a Firenze e poi fuori quattro partite per infortunio, nel mezzo vergognose e assurde polemiche gossippare a mezzo stampa, che hanno portato a una doppia querela, una da parte dei coniugi Icardi e una da parte di Brozovic, nei confronti di alcuni giornali e siti on line.

Finalmente una volta ristabilitosi dalla noia muscolare è tornato a fare quello che meglio sa fare: buttarla dentro, da ogni posizione e pure di tacco. Fino a ieri gli mancava un gol per toccare quota 100 in serie A e dopo essersi tolto questo sfizio, ha pensato bene di continuare a segnare fino ad arrivare anche alle 100 marcature in tutte le competizioni con la maglia dell’Inter (quindi 103 totali tra Sampdoria e Inter nella massima serie italiana).

In 64 minuti, tanto è durata la sua partita, si è laureato il sesto più giovane calciatore di sempre a superare i 100 gol nel nostro campionato alle spalle di Meazza, Piola, Boniperti, Borel e Altafini.

Dalle statistiche Opta scopriamo che Mauro ha una media realizzativa, dal 2012 a oggi, di 0,53 gol a partita, che per la sesta volta ha realizzato tre o più gol in una singola partita e che le doppiette raggiungono quota 18.

Numeri impressionanti per un venticinquenne che ha ancora tutto il tempo per migliorare anche in quei limiti che magari lo penalizzano in certe situazioni di gioco, ma che oggi non ci interessano.

Oggi ci godiamo e celebriamo il nostro capitano, bomber vero, di razza. Un giocatore straordinario che in questi anni ha, secondo me, dimostrato con i suoi gol, il suo lavoro in campo, con il suo continuo pressing, troppe volte solitario, il suo valore e anche, a mio modo di vedere, il suo attaccamento a questi colori.

Spero che l’Inter abbia la forza per trattenerlo, e lui la voglia di restare in neroazzurro ancora per molti anni, perché vincere qualcosa qui ha un sapore particolare e credo che lo sappia anche lui, avendo diviso lo spogliatoio con gente come Zanetti, Cambiasso, Samuel e Milito.

Per questo interpreto come di buon auspicio il post celebrativo dell’Inter di ieri:

Capitano a soli 25 anni, 100 gol segnati con la maglia neroazzurra, decimo marcatore della storia dell’Inter. E tutto questo è solo l’inizio.

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