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La Juve vede le Streghe, Dybala la salva

La tripletta della Joya permette alla Juve di uscire vincente dal Vigorito, ma che fatica! Perla di Douglas Costa che chiude i conti.

Sfumature Bianconere: la Vecchia Signora si scrolla di dosso le scorie della bruciante sconfitta contro il Real Madrid e si afferma per 2-4 sul campo del Benevento. Per gli uomini di Allegri una vittoria molto sofferta. I Sanniti, combattivi fino al gol di Douglas Costa, hanno lottato per tutta la partita. Due volte in vantaggio e due volte raggiunta, la Juve passa solo grazie ad un rigore concesso per fallo sul nuovo entrato Higuain. Rigore propiziato dalla sclatrezza dell’attaccante che sfrutta l’errore di posizione del difensore per trovare il contatto. Lo stesso contatto che ha “cercato” Dybala contro il Real e che gli è costato l’ammonizione per simulazione. Evidentemente Casemiro è più scaltro di Viola.

Per il resto una Juve un po’ troppo molle in difesa e con qualche scoria di troppo portata dietro dalla partita di Coppa. A tratti alterni dominatrice del gioco, ma troppo spesso cedevole. Una Juve che si è aggrappata a Dybala e alla sua tripletta per aver ragione del Benevento. Il fanalino di coda della classifica di Serie A crea non pochi problemi alla Juventus, in una partita che doveva essere scontata sulla carta, ma che i Bianconeri hanno dovuto sudare non poco per conquistare sul terreno di gioco.

Il gol sul finale di Douglas chiude i giochi e regala al pubblico una perla di assoluta bellezza. Una ulteriore dimostrazione che con la rosa a disposizione la Juventus ha in campionato pochi (nessuno?) rivali. Sarà da vedere l’atteggiamente dei Bianconeri al Santiago Bernabeu di Madrid, dove i 30.000 di Benevento saranno sostituiti dagli 80.000 della Torcida Blanca, e al posto di Diabate (tra l’altro autore di una splendida doppietta) si troveranno di fronte ancora una volta Cristiano Ronaldo.

Forte coi deboli, ma coi forti?

La vittoria contro il Benevento è firmata da un’altra tripletta della Joya. Dybala ha dimostrato in Serie A di essere un grande giocatore e di poter influire da solo sul risultato delle partite. Bellissimo il promo gol. Fredde le esecuzioni dei due rigori, cambiando lato della battuta. Realizzazioni non scontate visto lo score di quest’anno della Juventus dal dischetto.

Inutile tornare a snocciolare i numeri di Dybala in Serie A. In questa stagione, pur avendo saltato diverse partite, l’apporto della Joya alla causa della Juve è stato grandissimo e fondamentale, dal punto di vista realizzativo e di gioco. E in Europa? Là dove si vede la differenza tra grande giocatore e Campione Dybala ha sempre fallito. Un problema di testa più che di tecnica. I veri Campioni si vedono nelle grandi competizioni. Dove oltre alla tecnica, alla corsa, al cuore, ci vuole la personalità. In questo Dybala deve ancora crescere, e molto. Soprattutto non è detto che arriverà mai ad essere quello che sono stati i grandi Campioni del passato e quelli di oggi. Uomini che nelle grandi sfide si esaltano e danno il meglio.

Dybala non è più una giovane promessa. A 24 anni è tempo di prendere in mano la squadra e portarla alla vittoria. Se è un campione vero deve dimostrarlo ed il tempo è arrivato. Le speranze che la Juve possa ribaltare le sorti del quarto di finale di Champions League al Bernabeu sono vicine allo zero. Per questo Paulo ha sprecato un’altra chance. Non si sa se ce ne saranno altre, con la Juve. Sicuramente se non dimostra il suo valore nel palco scenico più importante, Paulo non sarà mai un campione, rimarrà un grande calciatore, uno dei tanti..

Un altro passo avanti

La vittoria contro il Benevento permette alla Juve di fare un altro passo avanti in classifica. Con 7 partite da giocare, un vantaggio di 4 punti sulla seconda e lo scontro diretto in casa, la Juventus ha, a questo punto della stagione, ottime possibilità di portare a casa il settimo scudetto consecutivo. Certo ci saranno da affrontare Inter e Roma in trasferta, e il Napoli allo Stadium venderà cara la pelle, ma 4 punti di vantaggio su 21 ancora in palio sono un margine discreto. Ammesso che il Napoli le vinca tutte, in primis lo scontro diretto, il che non è per niente scontato.

Sotto la lente: la Difesa

Tra i pali Szczesny non impeccabile. Compie dei belli interventi, ma commette qualche errore. Incolpevole sul primo gol, dopo una bellissima parata, sarebbe potuto uscire sull’ancolo del secondo pareggio, ma Diabate è arrivato davvero in altro. Rugani e Benatia soffrono fin troppo l’attacco Sannita. Soprattuto il Marocchino sul secondo gol di Diabate è sovrastato dall’attaccante avversario. Per Rugani una partita discreta, ma non dà la sicurezza che dovrebbe. Il primo gol è frutto di una dormita colossale sua e di Alex Sandro. L’esterno difensivo brasiliano lasacia libero Diabate di intercettare la palla in piena area. Abbastanza attivo sulla fascia, non è mai determinante. Lichtsteiner senza infamia né lodo come spesso gli accade in questo periodo. Per entrambi sembra che l’avventura in Bianconero sia alla fine.

Sotto la lente: il Centrocampo

Allegri parte a tre. In cabina di regia Pjanic scolge con sufficienza il suo compito. Buona la circolazione di palla e buona anche qualche apertura. Ha il gran merito di procurarsi il rigore del 2-1 concesso grazie al VAR. Marchisio ritorna titolare. Un’ora di gioco per lui. Parte molto bene e poi cala durante la partita. La classe è sempre quella, ma la sensazione è che non si sia mai ripreso completamente dal brutto infortunio. Huguain sosotituisce Marchisio al 63′ minuto. Si guadagna il rigore con esperienza e si fa vedere spesso dai compagni. Non è incisivo, ma lascia comunque il segno. Per Matuidi altra partita di sostanza. Poca classe e tanta legna. Non scalda i cuori del pubblico.

Sotto la lente: l’Attacco

Dybala decide la partita con un’altra tripletta. Bellisima la prima rete e impeccabilli le due trasformazioni dagli 11 metri. Polveri bagnate nei calci di punizione. Nel mezzo qualche altra buona giocata. Mandzukic parte titolare al centro dell’attacco. Il giocatore Croato non è al meglio della forma e si vede. Sotto porta non è spietato come in passato. Segna un gol che viene annullato per un tocco di mano, involontario il tocco ma giusto non convalidare. Esce al 78′ per Khedira sull’1-3. L’ingresso del tedesco serve ad equilibrare la squadra dopo il vantaggio e congelare il risultato. E lui fa quello per cui è stato chiamato in causa, dare equilibrio. Cuadrado rimane in campo 58′. Buon rientro da titolare dopo gli spezzoni delle partite scorse. Spesso pericoloso e propositivo. Douglas Costa entra al posto di Cuadrado e mette in campo tutta la sua elettricità. Il gol che chiude la gara è una rete spettacolare.

Sotto la lente: il Mister

La squadra al rientro in campo dopo la batosta in Champions è un po’ stordita. L’avversario è di livello inferiore (con tutto il rispetto per il Benevento) e lui mette in campo un ampio turnover. Vince anche questa avvicinandosi all’obiettivo scudetto, ma la disfatta in Champions ha lasciato l’amaro in bocca a tutti. Anche al lui.

Testacoda finito come da pronostico. Con non poche difficoltà da parte di una Juve che ha speso tante energie fisiche e soprattuto nervose. Dopo la disfatta nell’andata dei quarti di Champions non resta che guardare avanti.

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