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Editoriale nerazzurro – Emozioni europee che non si possono dimenticare!

Ho ancora in mente le sfide della nostra Inter con il Milan e il Torino. Ho ancora in corpo tutto il nervoso accumulato per due sfide che dovevamo vincere e che invece abbiamo “regalato”. Un punto ai cuginastri e addirittura l’intera posta in palio all’ex Mazzarri.

La sfida di domenica con il Toro è da inserire nel novero delle prestazioni impossibili da perdere, proprio come già accaduto quest’anno con Udinese e Sassuolo: predominio assoluto, numero di occasioni create a nostro favore, il loro portiere migliore in campo e, udite udite, anche un gol annullato, anche se nessuno ne ha parlato o ne parla. Poi, basta vedere l’azione del loro gol e… e si capisce che tipo di partita sia stata.

Belotti non si accorge dell’arrivo di Perisic, che da dietro gli porta via il pallone, il croato però tocca di punta la palla mandando sul fondo De Silvestri, tutto questo mentre il gallo, manda platealmente a quel paese un compagno di squadra. Intanto la corsa del terzino granata finisce con un traversone in mezzo che viene millimetricamente spizzato da Skriniar, ma tanto basta per servire l’ex Ljaijc che è bravo e lesto a battere Handanovic.

Altro da aggiungere che non sia già stato detto dalla nostra #SorellaDelMondo? No! Siamo stati sfigati. SOLO TANTA SFIGA. Se alla malasorte ci si aggiunge anche un arbitraggio ampiamente discutibile… siamo sempre alle solite. Ormai la VAR è stata addomesticata e stranamente si ricordano di usarla solo contro di noi (vedi il gol annullato ad Icardi nel Derby). Su altri campi capita che un centravanti di quasi 100 kg voli come un fuscello al minimo contatto e così, senza batter ciglio… rigore!

Quando usarla in Toro-Inter? Ad esempio per constatare se il gol di Brozo fosse regolare.

Tu arbitro che decidi di bloccare tutto devi anche spiegare il motivo. La palla forse era in movimento? Ne sei sicuro? Beh, in ogni caso vai a vedere le immagini… per non parlare di un intervento stile MMA che Burdisso compie ai danni di Icardi. Né punizione, né cartellino… ah già, ma quelli cattivi sono stati i nostri: Distribuzione falli e cartellini veramente assurda. ASSURDA.

Quindi meglio lasciare stare la nostra ultima partita, per focalizzarsi su un qualcosa di più “attuale”.

Il passaggio del turno della Roma!

Complimenti alla Roma

Una impresa pazzesca. Bellissima. Da inserire nell’album dei ricordi. Da raccontare ai posteri. Roba da Amarcord. Bravi. Bravissimi quegli undici ragazzotti in maglia giallorossa che hanno regalato una serata indimenticabile a tutti i loro tifosi. A tutti i veri sportivi italiani.

Al termine della gara che ha visto i lupacchiotti battere il temibile (e aiutatissimo dagli arbitri!) Barcellona di sua maestà Messi, sono partiti caroselli, feste… un vero casino.

Da ogni parte d’Italia e attraverso ogni tipo di social sono arrivati complimenti ai giallorossi, messaggi che, oggi come oggi, fanno bene al calcio.

Tutti uniti? Tutti tutti? Ma proprio tutti? La risposta sembra essere proprio affermativa. Se non tutti, almeno la stragrande maggioranza degli italiani non tifosi della Roma si è emozionata, entusiasmata vedendo la sfida di Champions di ieri sera. Ha goduto nel vedere gli spagnoli, così tanto spocchiosi, andare a casa, subendo, a loro volta,  la fatidica “remuntada”.

Non voglio parlare della Roma, ma delle analogie che legano questa partita e questa impresa alla nostra. A quella di, ormai, tanti anni fa. All’Inter di Mou.

Non si può non fare un parallelo tra la Nostra Inter e questa Roma

Le emozioni, l’ansia, quella paura di non farcela, quel controllare il cronometro e l’attesa interminabile di quel triplice fischio col cuore in gola ci ha unito ieri sera unisce ancora oggi. Ci rende più vicini, anche se con le dovute differenze.

Noi affrontavamo un Barcellona spaziale. Una squadra che sembrava impossibile da battere. Siamo riusciti a schiacciarli in casa nostra, tramortendoli, quando tutto e tutti ci davano per spacciati. Quel Barcellona era di un’altra categoria. Ben altra pasta. La nostra impresa fu ben più “rumorosa”, perché noi (Davide) riuscimmo a sconfiggere Golia.

Ma sapete cosa unisce i due momenti? L’effetto “sorpresa”, il fatto che in entrambi i casi la vittoria non era del tutto aspettata. Non era poi così certa.

“Bisogna crederci sempre”!

Questo è il mantra che sentiamo spesso in ogni occasione e in ogni situazione della nostra vita.

A volte lo diciamo senza nemmeno dargli un peso… così, tanto per dire… ma a volte, come in quell’Inter-Barca o come nella sfida di ieri, bisogna crederci veramente.

Bisogna voler fortemente realizzare la propria volontà. Scendere in campo determinati e coscienti delle proprie forze. Anche se l’avversario è ben più forte o più blasonato, anche se tutti ti danno per spacciato… le imprese, in parallelo, di Inter e Roma dimostrano che si può.

Noi, dopo la sfida stradominata e vinta in casa, andammo a fare visita ai blaugrana al Camp Nou… una settimana infernale. Loro ci temevano. Avevano paura di noi. Che bella sensazione. Che bei ricordi.

La settimana vissuta tra le due sfide fu piena di rimandi, slogan, media che “pubblicizzavano” la loro “remuntada”. Loro ci credevano. Volevano a tutti i costi estrometterci dalla Coppa. Fermare il nostro sogno. Le nostre ambizioni. Calare il sipario sulla nostra fantastica interpretazione europea.

Quella sera il Camp Nou era una bolgia. Sembrava l’inferno.

Ricordo di aver vissuto il giorno della partita con un’ansia incredibile e indescrivibile.

Ci siamo è tutto pronto

L’arbitro fischia il via. Si entra in uno stato catatonico. Non connetto più. Ho il cuore a mille… ma che dico mille… diecimila o forse più… salivazione azzerata… fiato corto… “siamo nella tana del lupo, abbiamo un discreto vantaggio… possiamo, anzi dobbiamo farcela. Questo è il nostro anno. Abbiamo battuto i più forti. Basta non fare cazzate che la portiamo a casa”.

Erano questi i pensieri che mi frullavano per la testa mente le azioni da gioco si susseguivano, mentre il pubblico sosteneva i propri idoli. Poi, il fattaccio… l’arbitro decide di ergersi a protagonista (stranamente!), Busquets crolla per terra come se fosse stato colpito da un cecchino… cartellino rosso per Thiago Motta e strada assolutamente in salita.

L’Inter resta in inferiorità numerica. Saranno SETTANTACINQUE minuti di SOFFERENZA PURA.

Le emozioni non mancheranno

Il gol di Piqué, il gol annullato a Bojan, le parate di Julione, Zanetti che disinnesca Messi. Il resto lo sappiamo già. Alla fine a festeggiare fummo noi. Tra l’incredulità di tutti. Davanti al loro pubblico, lo stesso che era accorso per assistere alla “remuntada”. Perdemmo di un gol, ma ci qualificammo lo stesso. Eliminammo la squadra più forte del Mondo. Fu un’impresa epica. Proprio come quella della Roma. L’ESTASI!!!

Loro un po’ come noi

Nessuno si aspettava che i giallorossi potessero ribaltare il risultato dell’andata senza subire il Barca, invece… con una partita perfetta e con l’apporto di ogni singolo calciatore è arrivata la qualificazione. Bene. Bravi.

Di certo quando giocammo noi non tutti si esaltarono per l’impresa dei nostri calciatori. Non credo che l’Italia non interista quella sera tifò per noi.

Chissà in quanti hanno tifato per il Barcellona, sperando che Messi e Co. potessero farci fuori solo per imbrattare le bacheche di Facebook e tornare così a “vivere” nell’anno domini 2010, quello in cui si è registrata la scomparsa di ogni tipo di tifoso.

Non ricordo se i romanisti hanno esaltato – come è capitato anche a noi – quella che fu la nostra impresa, ma ciò che ricordo è che proprio loro furono dei degni “rivali”, riuscirono a tenerci testa fino all’ultimo in campionato, sfidandoci anche in finale di Coppa Italia.

Riuscirono a tenere vivo un discorso scudetto che sembrava chiuso già a Febbraio, ma che si giocò all’ultimissima giornata.

Perché ai tempi era tutto diverso. Le squadre se la giocavano fino alla morte un po’ con tutti. Perché non c’erano società che si scansavano o direttori di gara che “condizionavano” le partite solo perché eri nettamente più forte di ogni altra squadra: Se eri in difficoltà non arrivava l’aiutino che ti sbloccava la partita, anzi, a volte eri anche costretto a giocare in doppia inferiorità.

Proprio come succede oggi, no? Anche negli ultimi anni abbiamo assistito a campionati equilibrati, direzioni di gara non faziose e squadre che hanno SEMPRE espresso la loro superiorità. Già. Perché la squadra che sta ai vertici da anni vince SOLO ed ESCLUSIVAMENTE perché è la più forte del campionato… poi si chiedono perché, dopo aver scoperto l’italianità, stasera torneremo tutti a tifare Real Madrid.

Non è perché vi invidiamo. Sia chiaro. Non è perché vincete che siete antipatici a tutti. Ma il come lo fate. Ecco perché tutta Italia vi schifa. Anche oggi i media, vostri servi, hanno usato l’impresa della Roma per pompare la vostra possibile impresa. Hanno usato loro per pompare voi, perché in Italia gli altri non sono niente. Esistete solo VOI e i vostri schiavi ce lo ricordano ogni momento.

La Roma potrà anche non vincere una cippa, ma intanto ci ha regalato “emozioni”, continuate a farlo anche voi, regalandocene un’altra… l’eliminazione. Grazie.

#Finoalconfinepoiscendo #halamadrid #siamotuttiantijuventini

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