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Il pagellone Rossonero: ubi leonis pellis deficit, vulpina induenda est

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Buonanotte ai suonatori

La grinta e la foga agonistica che ci hanno contraddistinto per tutto il girone di ritorno fino a circa tre settimane fa, sta lasciando spazio ad una naturale stanchezza e spossatezza dei nostri. A fronte di questa mancanza dovremmo farci più furbi nel gestire le partite, ma la latitanza ingiustificata di alcuni elementi fondamentali della rosa, non permette tutto questo.

Ennesimo passo falso da un mese a questa parte. Se però i primi possono essere giustificati visti gli avversari, Inter, Juventus e Napoli, quello contro il Sassuolo e quello contro il Torino non dovevano accadere. La squadra è palesemente esausta. Soprattutto i principali motori di questo ingranaggio faticano. Uno su tutti: Suso. Fino al termine del girone di andata viaggiava a buone medie, 5 gol nelle prime undici e 6 assist. Numeri non da fenomeno ma comunque in grado di dare quella marcia in più quando, come ieri sera, la partita si blocca.

L’unica cosa che mi lascia veramente contento e speranzoso per il futuro, è il modo in cui Ringhio, non più solo grinta, è riuscito a sistemare la fase difensiva del Milan. Dico la fase e non la capacità dei singoli perché, come abbiamo visto, chiunque giochi nel reparto arretrato, se la cava egregiamente. Una sola sconfitta e pochissimi gol subiti in tutto il girone di ritorno e, anche per punti realizzati,  saremmo in piena zona Champions. Ovviamente se il campionato fosse iniziato a Gennaio. Purtroppo non è così e dobbiamo smetterla di vivere le stagioni al condizionale. Ennesimo anno fuori dalla Champions ed ennesimo anno senza poter dir la nostra in Campionato. Va bene che le basi ci sono più degli altri anni e pare ci sia finalmente uno spiraglio per uscire da questa melma, ma dall’anno prossimo mi aspetto di tornare ad occupare posizioni ben più degne per il Milan.

Grinta? No, grazie. Là davanti, il nulla cosmico

Se per quello che riguarda la difesa e la fase di copertura del centrocampo possiamo essere soddisfatti, tutto quello che concerne la costruzione della manovra e la finalizzazione della stessa lascia molto a desiderare. E’ proprio nel reparto centrale e in quello più avanzato che dovranno essere fatte le principali e maggiori operazioni. Non solo in entrata, attenzione, anche in uscita. Abbiamo più di un giocatore che non ha più nulla da dire e che non è adatto a fare il salto di qualità tanto atteso dalla società. Da Suso a Locatelli, passando per Mauri, Montolivo, Kalinic e forse anche Jack, è necessaria una vera sfoltita di qualità. Via tutti quelli troppo altalenanti e chi non è in grado di fare la differenza. Ovviamente, per ogni uscita, mi aspetto un’entrata dal rendimento maggiore, altrimenti teniamoci pure gli attuali. Non dev’essere un mercato tanto per farlo, ma una vera finestra di compravendita fatta con senno e intelligenza.

La grinta a casa Kalinic non è mai pervenuta. Delusione totale

Abbaglio Kalinic

Avanti, sono inginocchiato pronto a farmi cospargere il capo di ceneri. Per tutta la stagione vi ho rifilato “pipponi” sul fatto che Kalinic avesse solo bisogno di tempo e palloni giocabili, che ci avrebbe portato in Europa, quella maiuscola e che, probabilmente, avrebbe sfondato la quota delle venti reti stagionali. Bene, credo che fossi sotto gli effluvi di qualche sostanza, non mi spiego altrimenti tale abbaglio. Perché se da una parte è vero che non sempre è stato rifornito a dovere, in mille altre occasioni è lui ad avere toppato sotto porta. Ieri sera, poi, si è anche macchiato di un pacchiano errore sul gol subito. Doveva stare sul primo palo? Ok, e come mai appena battuto si è lanciato tre metri avanti? Ovvio che poi Donnarumma rimanga spiazzato sul colpo di testa, il croato ha letteralmente aperto la nostra porta agli avversari. Per quanto mi riguarda non lo voglio più vedere in campo, se non per provare a ridare valore a un pezzo di carbone che nemmeno un minatore raccoglierebbe.

 

Andiamo ora al momento più atteso dopo ogni partita, il nostro #PagelloneDelTifoso:

Donnarumma: 6 – Miracolo su Ljajic allo scadere, un po’ a metà strada sul gol del pareggio, ma l’errore macroscopico di Kalinic sul primo palo è il peccato originale. ALTALENANTE

Abate: 5 – Ex calciatore da un anno ormai. Peccato il palo in zona  Cesarini, ma i restanti  95 minuti son da mani nei capelli. PENSIONATO

Bonucci: 6,5 – Una costante da mesi a questa parte. Belotti? Non pervenuto. PILASTRO

Zapata: 6,5 – Continua il riscatto del colombiano. Niente, se rimane concentrato per tutta la partita, non si passa mai. WALL

Rodríguez: 6  – A lui non chiedetegli la grinta. In ogni azione ha la stessa espressione, dovrebbe però fare un salto di qualià per non rimanere nella mediocrità. SCOLASTICO

Kessiè: 5 – Pronti via e stende Ansaldi. Partita confusionaria, ma è stanco. 49 partite giocate, Donnarumma 48. Fate le vostre considerazioni. ESAUSTO

Biglia: 6,5 – Quando gira lui, tutto il Milan ne beneficia. Viaggia al piccolo trotto, va bene, ma quest’ordine nella manovra era da tanto che non si vedeva. Peccato non abbia l’acuto in fase offensiva. PULITO

Bonaventura: 6 – Il gol e poco altro, anzi null’altro. Continua il periodo no. Jack, sveglia, o le sirene estive suoneranno anche per te, senza rancore eh. DELUDENTE

Suso: 4,5- Da 4 mesi a questa parte, le sue pagelle sono un copia incolla. Non pervenuto, irritante ed irriverente verso i compagni che si sbattono e ci mettono grinta fino a morire. FIGHETTA

Kalinic: 4 – Errore imperdonabile  sul gol. Ora basta. ECTOPLASMA

Borini: 5,5 – Grinta e impegno ci son sempre, ci mancherebbe. Chiedetegli però di fare un semplice uno-due, ieri sera la palla di ritorno l’ha sparata in tribuna. LIMITATO

Locatelli: s.v

Cutrone: 6 – Ci prova ed impegna anche Sirigu, ma ha poco tempo. VELENOSO

Silva: s.v

Gattuso: 6 – Che colpe può avere? Squadra esausta. Ora compatta il gruppo e pensiamo alla finale di Coppa Italia, deve essere nostra! CONDOTTIERO

 

 

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