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#SorellaDelMondo – Inter, la corsa continua… e sabato testeremo la nostra sensibilità!

Diciamoci la verità, il cassonetto di tanti di noi ieri ha perso un battito su quell’ultima azione del Chievo, con quella palla che ha danzato pericolosamente lungo tutta la nostra area di rigore per poi spegnersi a fondo campo e con lei le speranze clivensi e le nostre ansie

di Sara Rossi

Eh sì, perché noi siamo quelli vestiti del colore del cielo della notte e del blu del mare in tempesta, siamo quelli pazzi, quelli inaffidabili nella situazioni normali e straordinari in quelle disperata e abbiamo dentro di noi una parte di autolesionismo che ogni tanto prende il sopravvento e ci fa patire fino all’ultimo secondo.

Come ieri: una gara difficile messa in cassaforte e riaperta a pochi minuti dal fischio finale, giusto per farci assaporare il brivido della possibile beffa – parola tanto cara ai nostri “amici” – e della liberazione finale. Il giorno in cui capirò il perché di questa nostra tendenza sarà sempre troppo tardi, anche se alla fine il bello è che con noi non ci si annoia mai, nel bene così come nel male.

CHE FATICA!!!

Che non sarebbe stata una passeggiata di salute come quella con il Cagliari era ampliamente prevedibile: la lotta per evitare il terzultimo posto vede cinque squadre racchiuse in quattro punti, con il Chievo in piena bagarre e con un disperato bisogno di punti per evitare le insidie di un calendario piuttosto ostico.

Per questo gli uomini di Maran ieri sono scesi in campo con il coltello tra i denti e per il primo quarto d’ora si sono impegnati in un forcing che ci ha messo in seria difficoltà, fino a che piano piano non abbiamo iniziato a riprendere il controllo della gara e a gestire la partita.

Il possesso alla fine dei novanta minuti sarà a nostro favore per il sessanta percento del tempo, segno che anche ieri la partita l’abbiamo fatta noi, nonostante l’aver lasciato qualche occasione di troppo agli avversari soprattutto nel primo tempo e poi negli ultimi minuti di gara. Handanovic ha però sempre risposto presente nelle occasioni pericolose create dai gialloblu, dandoci così la giusta tranquillità per costruire la vittoria nel secondo tempo, con i gol di Icardi e di Perisic.

Quando il capitano e il croato stanno bene, l’Inter ne trae il massimo beneficio: non è un caso che come i due si sono ripresi, uno da un infortunio e l’altro da un lungo periodo di appannamento, la squadra sia tornata a vincere. Icardi ieri ha avuto una volta ancora il merito di farsi trovare pronto al momento giusto realizzando un gol pesantissimo, ma anche quello di uscire dall’area di rigore, la sua comfort zone per eccellenza, aiutando la squadra a salire e nel palleggio. Segno che le indicazioni di Spalletti in questo senso vengono recepite e messe in pratica dall’argentino. Perisic, da parte sua, ha fatto un’altra ottima partita non facendo mancare il suo apporto a tutto campo e credendo nella giocata meravigliosa di Rafinha nell’occasione del raddoppio.

MA OLTRE AI MARCATORI MENZIONE SPECIALE PER I DUE ASSIST-MEN

D’Ambrosio su quella respinta di Sorrentino ha avuto la non scontata freddezza e generosità di fare l’assist perfetto per Icardi piuttosto che lasciarsi ingolosire dal tiro in porta, che del resto in pochi gli avrebbero potuto rimproverare. E cosa altro dire di Rafinha? Quel passaggio a Perisic per il raddoppio mostra in un tocco cosa significhi avere nuovamente in squadra qualcuno che sappia vedere uno spazio, una linea di tiro o una sviluppo di gioco prima degli altri. Bene ha fatto Spalletti a sottolinearlo nella intervista post match ai microfoni amici di InterTV: “Il secondo gol vuol dire avere qualità. Darsi la palla in maniera corretta e fare la giocata che non è ancora sotto gli occhi di tutti” e ancora “Sia D’ambrosio che Rafinha hanno fatto due spelndide giocate. Hanno fatto vedere di avere qualità nella scelta“.

E non è un caso se il tecnico toscano è tornato a parlare di qualità, questa volta per sottolineare come l’Inter la abbia e sia in grado di metterla sul campo per vincere meritatamente anche partite difficili come quella di ieri.

LAMENTELE, INUTILI LAMENTELE

Maran e i suoi si sono lamentati invece della sconfitta, maturata a loro modo di vedere soprattutto grazie alla convalida del primo nostro gol a opera del VAR. Pur capendo quanto per loro possa essere fondamentale ogni singolo punto, bisogna però anche essere onesti e sereni nell’analisi di certi episodi. Sul tiro di Brozovic e la conseguente respinta di Sorrentino, D’Ambrosio è assolutamente in gioco, l’errore da parte di Valeri sarebbe stato quello di fischiare il fuorigioco assecondando la segnalazione erronta del frettoloso guardalinee.

L’arbitro al contrario è stato perfetto nell’applicare quello che è il protocollo VAR, che prevede in caso di episodio dubbio di lasciar andare il gioco per poi ricontrollare una volta che la palla sia terminata in rete. Che è esattamente quello che è successo: nessun fischio, e ad azione conclusa revisione dell’episodio.

Le lamentele dei clivensi appaiono per questo un po’ stucchevoli: se l’arbitro non ha interrotto il gioco di cosa stiamo parlando? Del resto i difensori del Chievo non si sono fermati, hanno continuato a giocare anche se quella bandierina, come ha detto Maran, era alzata.

E poi seguendo il loro ragionamento, cosa avremmo dovuto dire e fare noi che nel girone di andata ci siamo visti dare contro dal VAR un rigore nella partita con l’Udinese, per un fallo di mano di Santon, netto ma avvenuto a gioco fermo? Eppure non ricordo proteste vibranti da parte nostra, né dubbi di sorta sollevati dalla stampa.

Infine, a voler essere precisi il VAR avrebbe dovuto intervenire anche in un’altra occasione, annullando di fatto il gol della speranza per il Chievo che avviene subito dopo un fallo piuttosto evidente commesso su Vecino. Anche in questo caso ha fatto bene Spalletti a ricordarlo, così come ha rimarcato che pure l’ultima occasione capitata al Chievo era in fuorigioco e che quindi anche in caso di gol sarebbe stato poi annullato.

Spalletti ha fatto bene perché parlando in questo modo non ha alimentato una polemica, ma con toni molto pacati ha voluto mettere i puntini sulle i, ribadendo con forza come l’Inter abbia meritato la vittoria e come nessuno le abbia regalato niente.

Infine Brozovic, no dico Brozovic… anche ieri una buona partita, a questo punto direi che posso quasi abituarmi a pensare di avere in campo tra le nostre fila un giocatore affidabile e di talento. E dire che le ultime uscite social mi avevano anche un po’ fatto preoccupare: temevo che questa ubriacatura di foto su Instagram nei panni di Superman, hashtag di tendenza, domande tipo “come volete che faccia il prossimo gol?”, dialoghi surreali con DJ Francesco lo deconcentrassero o fossero la dimostrazione di una sua prossima deconcentrazione. E invece no, evidentemente si sta solo divertendo o il tutto è funzionale a un rilancio di immagine a trecentosessanta gradi. Sia come sia, bravo Brozo, continua così!

LA CORSA CONTINUA…

La nostra rincorsa al quarto posto si rinnova nel duello con Roma e Lazio, due squadre che non stanno mollando un centimetro e che ci costringeranno, se davvero vogliamo tornare nell’Europa dei grandi – a proposito da ieri siamo matematicamente in Europa, come sarebbe stato fiero di noi Mazzarri fosse ancora sulla nostra panchina! Ma per fortuna non c’è… – a non mollare niente per la strada.

E sabato sera aspettiamo la Juventus in un San Siro che dovrà essere una bolgia, per una partita che vale molto di più, per noi, di un posto Champions…

Loro si giocano uno scudetto, noi la possibilità di mostrare quanto possa battere forte il nostro cassonetto.

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