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Sprofondo Rossonero

Una squadra senza “capa” né coda

Che disastro! Questa è una squadra da rifondare. Solamente la scorsa estate sono stati spesi 250 milioni di euro. Ai tempi dissi, forse scaramanticamente o forse realisticamente, che sarebbe stato il campo a giudicare e così è stato.

La partita di ieri sera è il culmine di una stagione iniziata male e proseguita peggio, condita da alti e bassi. Dove però i bassi son degli abissi, vedi Verona e Benevento( due squadre arresesi e retrocesse da mesi) oltre a una marea di punti persi un po’ qua e un po’ là.

A livello tecnico sulla partita di ieri ho poco da dire, se non che abbiamo buttato al vento la possibilità di accedere direttamente all’Europa League senza lo strazio dei preliminari. Lasciatemi però dire che forse è meglio così. Mi spiego meglio: in campo europeo avremmo fatto solo figuracce e non accedendovi terremmo i giocatori con i piedi ben piantati a terra senza che si montino la testa pensando di  essere già arrivati.

Parlo sempre e solo tinto di Rossonero, ma ora non ce la faccio. Parlo un po’ della Juve

Sette scudetti di fila e quattro coppe Italia. Numeri da brivido. Sì, ma solo in Italia.

Sono anni che la Signora non ha rivali adatti per competere con loro. Prima la Roma di Spalletti e Garcia, senza comunque mai colmare il gap e oggi il Napoli di Sarri. Questi ultimi, con la vittoria a Torino, si erano avvicinati al titolo in maniera molto decisa e avevano quasi spaventato gli uomini di Allegri. Dico quasi perché alla fine la squadra partenopea ha perso punti importanti e ha gettato tutto alle ortiche, delegittimando anche in parte i presunti torti subiti.

Si sono lamentati che la Juventus avesse rubato contro i rivali dell’Inter, senza però accorgersi delle tre pappine prese con la Fiorentina. Sì, ok, molte volte si è storto il naso di fronte alle decisioni arbitrali che riguardavano i Bianconeri, ma ciò non toglie che sono anni che vincono in Italia e che sono più forti di tutti. Hanno costruito negli anni uno squadrone rinforzandosi di reparto in reparto.

Ma alla fine, di chi è la colpa?

Un unico colpevole Rossonero non c’è. Oggi è facile addossarle tutte a Donnarumma ad esempio, ma non sono certo tutte sue e non è certo un suo demerito se il Milan ha tre punte da 15 gol tutti insieme, ovvero un disastro.

Il problema, per me, sta nel mercato fatto. Di questo però vi parlerò nel mio prossimo pezzo! Sempre forza Milan, ci rialzeremo ragazzi e ricordate che prima c’era il calcio, poi è arrivato il Milan!

 

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