La Formula 1 e i leoni da tastiera

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Leone da tastiera Formula 1

E’ sempre più diffuso lo sfogo libero, è di moda l’insulto al pilota o al team. Una maleducazione che sta prendendo purtroppo piede nel web e nessuno riesce a fermare.

Archiviata l’Ungheria, la Formula 1 si prende una pausa.

E’ stato un Gran Premio che, tanto per cambiare, si è portato dietro tantissime polemiche.

Polemiche costruite, polemiche create per fare parlare il tifoso medio anche durante la sosta e noi, palamidoni, puntualmente abbocchiamo. Abbocchiamo perché siamo abituati a criticare ogni cosa, ogni pilota, ogni manovra in pista, ogni presunta scorrettezza, ogni errore, ogni frase… anche la più insignificante.

Forse sto invecchiando, ma ricordo che quando avevo 16/18 anni in pochi parlavano di Formula 1. Ne parlava chi la conosceva, chi aveva un minimo di competenza. Tutti gli altri “si buttavano” sul calcio. Oggi chiunque guardi un Gran Premio, anche se è la prima volta che vede vetture con un solo sedile in TV, ha questa presunzione divina di poter criticare e offendere un pilota. I gruppi Facebook sulla Formula 1 sono diventati giungle, dove gli amministratori passano il 90% del tempo a calmare gli animi degli utenti che discutono tra loro, anziché pubblicare notizie o cose divertenti.

Incolpare il prossimo, che passione…

Ogni volta la colpa è a rotazione della Pirelli, della FIA, dei commissari, di un pilota, dei meccanici, del muretto, della pioggia, della monoposto, delle temperature, del consumo carburante, dei doppiati, della Safety Car, dell’affidabilità o dei presunti e non ben chiari “poteri forti”. Rendiamoci conto, fermiamoci 5 minuti a riflettere, le corse sono così, sono sempre state così, i fattori che determinano una gara (tralasciando i “poteri forti” di cui non sono a conoscenza) sono e devono essere questi.

Io stesso, a caldo, dopo Hockenheim ho dato del coglione a Vettel, ma era la foga del momento dopo un errore che da un quattro volte campione del mondo non ti aspetti. Ora, a mente fredda, non lo rifarei, ma un tifoso deve esternare le proprie emozioni. Il problema nasce quando si persevera e si insiste, e si scrive pubblicamente. Mettere alla gogna piloti che viaggiano ad oltre 300 all’ora non è né saggio, né furbo. Qualunque pilota o team uno tifi deve rispettare anche gli avversari. Non è una sola macchina che può farci divertire, ma l’insieme di tutte. Belli, brutti, antipatici, lenti e veloci.

Verstappen è aggressivo, ma è un manico. Hamilton è vanitoso, si sente un fenomeno, ma in pista è vicino all’essere un dio. Vettel spesso sbaglia, ma sulla carta è alla pari di Hamilton e guida una rossa. Raikkonen è vecchio, è serio, silenzioso, ma è l’ultimo Campione del Mondo Ferrari, come si fa a non volergli bene? Bottas è un tappo, ma è pagato per questo e lo sta facendo alla grande, che deve fare? Alonso guida una Renault 4, ma ci mette sempre anima e cuore, fossero tutti come lui… Ricciardo è forse troppo buono fuori dalla pista, ma in pista le dà di brutto!

Contenere i nostri pensieri, ma come?

Io credo che esternare a chiunque ogni nostra frustrazione ci ricopra di ridicolo, non certo di saggezza. Io ho, con i miei amici, una chat che durante le gare diventa uno “sfogatoio”; tutto è ammesso, dal rutto libero alla peggiore imprecazione contro chiunque si metta tra noi e la vittoria (a volte portiamo iella forte,ndr). Ma tutto resta lì, tra di noi. Difficilmente esterniamo malumori all’esterno.

Ragazzi usiamo agosto per rilassarci e abbassare i toni. Sarebbe bello ripartire da Spa con uno spirito più sportivo e meno spigoloso. La Formula 1 ha bisogno anche di questo. Non di sole polemiche.

Buone vacanze a tutti.

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