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Lavori in corso: come sarà il nuovo Milan?

Bonaventura azione gioco San Siro

Il giovane e la pepita: è il risultato della maxi manovra di mercato con la Juve. Da una parte Mattia Caldara, 24 anni, centrale promettente del vivaio atalantino. Giocatore duttile, marcatore e ragazzo di grandi qualità tecniche, maturità di gioco e propensione al goal.

Dall’altra il cobra della serie A. Gonzalo Higuain, 31 anni, bomber afferamatissimo, capace di totalizzare in 177 partite ben 111 goal fra Napoli e Juventus. La nuova stella dell’attacco rossonero. L’uomo che dovrà capitalizzare al meglio e più del mai sbocciato Kalinic gli assist dei laterali e dei fantasisti rossoneri. E’ su queste due nuove basi e in attesa di ulteriori inserimenti successivi che si baserà il nuovo Milan

Da Zaza a Higuain: un orgoglio ritrovato grazie a Leo

Dopo due settimane di agonia finalmente si sono chiuse le trattative in cui tutti noi tifosi rossoneri speravamo. Onore al lavoro della nuova dirigenza.
Chi se lo sarebbe mai aspettato! Un mese fa, ricordo che con Fassone e Mirabelli e un presidente “esistente -inesistente” Yonghong Li i nomi che circolavano per il mercato rossonero erano di giocatori del calibro di
Zaza, Falcao (scambio di prestiti con Andrè Silva) e altri “nomignoli”, che assolutamente non erano giocatori da Milan. Invece ora grazie alla nuova proprietà siamo riusciti a convincere la scettica Uefa che il Milan poteva restare in Europa League (anche se con limitazioni collegate a mercato e monteingaggi, nonché rispetto delle regole del bilancio).

In tutta questa storia emerge il carisma e la consapevolezza calcistica di un uomo solo: Leonardo. Il Milan che ci incantò a fine anni ’90 ora ci strega con le sue manovre dirigenziali. E così grazie a lui il Milan e i milanisti oggi in Duomo hanno potuto abbracciare una nuova stella della sua gloriosa storia. Leo ci ha portato il bomber tanto atteso.

Higuain: e quella maledizione della 9

Gonzalone è stato accolto come un re (prima di lui solo Ibrahimovic). Ora dal pipita noi tifosi ci aspettiamo
tanto, soprattutto perché indossa quella maledetta numero 9. La maglia, che dopo-Inzaghi non è mai stata onorata come si doveva. Ora per il caro Gonzalo c’è il compito di sfatare quel tabù e di riempire di reti e gioie l’animo di un popolo che mai come in questi anni è caduto sempre più nel vortice di una depressione costante: fuori dalla Champions da sette anni circa, umiliato negli scontri diretti degli ultimi campionati, vittima di una cessione mal gestita e mal riuscita e beccato ironicamente dal web per tutte le stagioni bruciate.

Il Pipita è proprio quell’attaccante, stile Inzaghi, che sotto rete è sempre presente, che spaventa le difese avversarie e che sa capitalizzare le palle che gli vengono servite. La tradizione portò nel lontano 2001 proprio Pippo Inzaghi dalla Juve al Milan per volontà assoluta di Berlusconi. Oggi da Torino arriva un attaccante, che vive per il goal, che se lo mangia il goal e che non può non rievocare i dolci ricordi di quel bomber di razza. Speriamo che il destino si reincarni in quell’attaccante, tutto scossa e goal, che ci ha portato sul tetto del mondo.

Vabbé, bando ai ricordi, allora augurandoci che Higuain possa seguire le orme e la carriera di Super Pippo. Sarà il momento di cominciare a ipotizzare questo nuovo Milan, con Higuain leader.

Il nuovo Milan: come giocherà?

Ma ora che è arrivato il pipita come giocherà il milan?

Sappiamo che  Gattuso considera Suso una pedina fondamentale nello scacchiere rossonero, quindi io ipotizzo ancora un 4-3-3 con: Donnarumma fra i pali (Reina come suo sostituto, anche se non escluderei una sua possibile titolarità nel caso in cui il gigante dovesse fare male), a destra Calabria (aspettando il miglior Conti ), centrali il neo acquisto Caldara (con Musacchio pronto a subentrare) e il possibile capitano Romagnoli (con Zapata come suo vice), sulla fascia sinistra c’è l’insostituibile Rodriguez (come sostituto abbiamo Strinic).

A centrocampo davanti alla difesa Biglia, sperando che faccia una buona stagione (con Locatelli pronto a subentrare), come mezz’ali da una parte abbiamo il treno Kessiè, mentre dall’altra l’ormai affidabile e speriamo capitano Bonaventura. In attacco abbiamo da un lato Suso pronto a servire palloni invitanti alle punte e a far
partire i suoi tiri dalla distanza (unica pecca che ha solo un piede) e dall’altro lato abbiamo il talentuoso
giocatore turco Calhanoglu pronto con le sue giocate a strabiliarci ancora e anche lui ha fornire tanti assist e a cercare il corriodio giusto (come suo sostituto è pronto il buon vecchio Borini). Attenzione anche ad Halilovic, che probabilmente darà da rifiatare a Suso, ma che potrebbe costituire un jolly da giocarsi sullo spazio della trequarti. La punta centrale sarà il Top Player Gonzalo Higuain speriamo che con le palle che i centrocampisti, i terzini e gli esterni gli possano fornire, riesca a buttare giù la porta e che faccia un sacco di gol.

Higuain e la novità del nuovo Milan

Attenzione, attenzione. L’arrivo del Pipita potrebbe modificare radicalmente il sistema di gioco del Milan attuale. Il nuovo Milan potrebbe infatti optare in alcune situazioni per un 4-3-1-2. Stavolta al bomber argentino si affiancherebbero o Cutrone (il giovanissimo non goleador, ma voglioso di dimostrare tutto) o Silva (in cerca di riscatto e perfetto come seconda punta) o Borini (il cui ruolo naturale è sempre stato quello e la cui generosità l’ha portato a sacrificarsi in zona esterna). In tal caso a far da raccorciamento fra il centrocampo e la zona della trequarti ci sarebbe o Chala (rimesso in tal caso nel suo ruolo più confacente) o Halilovic (le cui qualità tecniche sono evidenti e sembra capace di accentrarsi da destra per aprire gli spazi ai compagni). Il rischio di una modifica simile è nell’assetto di tenuta della mediana. Quest’ultima fatta più da giocatori di inserimento che veri e propri organizzatori di gioco, potrebbe risentirne in caso di ripartenza avversaria o sbilanciamento da contropiede. Gattuso in tal caso dovrà essere bravo a non rischiare soluzioni troppo offensive. La difesa del Milan attuale è giovane per età, poco rodata e spesso ancora in difficoltà nello scalare con l’uomo e in recupero di marcatura. Non è ancora adatta a proteggere e restare alta, sviluppando adeguatamente il fuorigioco.

E gli altri del nuovo Milan?

Entusiasmo alle stelle per l’approdo di Higuain in rossonero, ma adesso, come ha detto lui oltre che lavorare c’è da ragionare. Il Milan in questo momento non ha una rosa lunga. Leonardo sa che deve portare ancora qualche accorgimento. Le priorità per ruolo sono una mezzala e un esterno. Inutile per ora dilungarsi sui possibili obiettivi, veri o verisimili che siano.

Bacca e Bertolacci

Il vero problema che ora Leo deve risolvere è il mercato in uscita. Infatti nella rosa attuale figurano ancora i ritorni da prestiti (su tutti Bacca e Bertolacci). Il colombiano al Milan non vuole più restare, ma la situazione di mercato è ancora in stallo, sponda Villareal. Per l’ex genoano si prospetta proprio un ritorno definitivo nella città portuale, ma solo dopo lunedì si saprà qualcosa in più.

Kalinic

Resta poi il nodo croato di Kalinic. Pagato oltremodo lo scorso anno dalla Fiorentina, proveniente da un’annata inconcludente e disastrosa, avverso a parte del pubblico rossonero e di difficilissima collocazione. La sua ultima uscita con la Nazionale al Mondiale di Russia non aiuta certo i corteggiatori. Il Milan può o svenderlo o dargli un’altra chance o cercargli un’altro club per parcheggiarlo.

Montolivo

Dispiace dal punto di vista umano anche per l’addio al vecchio capitan Montolivo, ma anche qui giustamente il cammino del mediano è giunto a conclusione. Per il mister lui è ormai fuori dal progetto tecnico. Non ci sono dubbi. Ad ogni modo è giusto ringraziarlo sin da adesso per tutta la passione, l’animosità e la volontà con cui ha accettato di fare il capitano, arretrare da aggregato senza mai discutere o creare focolai polemici.

Andrè Silva

Sul dubbio Silva pendono tante variabili. L’età del giocatore, che consente di sperare in possibili miglioramenti tecnici e caratteriali; il costo dell’investimento dell’estate scorsa (38 milioni) che non sono recuperabili quest’anno e che potrebbero maturare solo se il ragazzo potesse giocare con continuità in una squadra dove è titolare.

Il nuovo Milan: speranze e piedi a terra

Ora basterà non fare come accade lo scorso anno con il bagno di folla per Bonucci. Sappiamo tutti com’è finita. Fondamentale è seguire la filosofia spicciola del nostro mister: lavorare e sudare poi si vedrà. Il Milan deve pensare solo a ricostruirsi come società, staff e squadra. La speranza portata dall’acquisto di Higuain non deve far pensare a nessuo a scudetto o altre coppe. Passo fondamentale per crescere è raggiungere la postazione Champions.

Priorità assoluta anche al bilancio, alle esigenze economiche, al tetto degli ingaggi e ai contratti onerosi.

La possibilità di tornare a scrivere pagine di storia prima o poi arriverà. Ma ancora i rossoneri sono un cantiere che sta costruendo una nuova casa. Ci vuole tempo per erigere una casa. Ci vuol tempo per tornare sul tetto del Mondo. Ma prima poi ci torneremo, perché…

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan.

A cura di Marco Genovesi e Stefano Fornaro 

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