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Calcio Italiano

Spal: la storia ci dice che siamo nei grandi del calcio italiano

Tifosi spal in festa

Comincia il secondo capitolo del grande ritorno della SPAL in serie A: il calcio moderno con i valori di una volta

Per la Spal si è appena chiusa con una sconfitta di misura la terza giornata in casa del Torino.

Prima di commentare gli eventi più recenti facciamo, però, un passo indietro, partendo dalla fine del calciomercato.

In questa sessione estiva le operazioni messe in atto dalla SPAL sono tante e significative, al fine di garantirsi la salvezza con qualche fatica in meno rispetto alla stagione passata.

Mercato Spal: analizziamo i singoli reparti

Portieri

Tra i pali c’è stata una piccola rivoluzione. Meret infatti, dopo la stagione d’esordio in A coi colori spallini, ha terminato il suo prestito lasciando il posto a Gomis.

A salutare Ferrara è stato anche il terzo portiere, Gabriele Marchegiani (figlio del più famoso Luca), in scadenza il 30 Giugno che, libero di accasarsi altrove, ha scelto il Gubbio.

In entrata invece è arrivato, in prestito per un anno dal Torino, il gigante serbo Vanja Milinkovic Savic. È quindi prevedibile, dopo l’avvio di campionato, una lotta tra i due portieri ex-Toro per la maglia di titolare.

Difesa

La Spal non ha perso occasione per rinforzarsi. Lo svizzero Johan Djourou a parametro zero dall’Antalyaspor (squadra di massima serie turca) e la riconferma del prestito del talento Lorenco Simic dalla Sampdoria. Insieme a loro è arrivato in extremis anche Kevin Bonifazi, promettente giocatore di proprietà Torino, che fu protagonista e rivelazione proprio nella promozione in A della SPAL. Per lui un prestito con diritto di riscatto a fine stagione.
A dare continuità ad un reparto così importante c’è anche il rinnovo di Vicari fino al 2022, uno dei veri punti fermi di Semplici.

Veniamo ora al centrocampo, parte più ricca del mercato estense

In un’ottica di investimento economico e tecnico, hanno firmato a titolo definitivo per il bianco azzurro Mattia Valoti e Mohamed Fares  (Hellas Verona), Mirko Valdifiori  (Torino) e Simone Missiroli dal Sassuolo. Da non dimenticare anche l’arrivo di Lorenzo Dickman dal Novara, esterno destro che andrà a sostituire, se necessario, Lazzari.

In particolare Valoti  è stato scelto per ricoprire il ruolo di mezzala di qualità sulla falsa riga del suo predecessore Alberto Grassi. Al giocatore viene infatti riconosciuta e richiesta la capacità di concludere a rete o di generare l’assist per la finalizzazione, ma anche di poter partecipare attivamente alla costruzione dell’azione dalla difesa.

Sulla lavagna tattica Valdifiori si posizionerà al centro della mediana, venendo chiamato spesso ad abbassarsi verso la difesa per guidare la classica ripartenza palla terra “made in Semplici”. Dovranno comunque fare parte del suo repertorio lanci lunghi per le punte, utili per alleggerire la pressione sulla difesa in fase di assedio, e la capacità di calciare a fin di rete le punizioni.

La concorrenza per la titolarità non sarà poca, data la presenza di 2 giocatori fondamentali per l’allenatore quali Viviani e Schiattarella.

Meritevole di ulteriore analisi è la mezzala Simone Missiroli che, dopo un mercato estivo che lo ha messo ai margini del progetto del Sassuolo, ha scelto la   Spal.

Anche in questo reparto non sono mancate le conferme all’insegna della continuità e del buon lavoro fatto dalla dirigenza nelle sessioni precedenti. Sono infatti arrivati i riscatti di Viviani e Kurtic, rispettivamente da Hellas Verona e Atalanta, insieme ai rinnovi di Lazzari (2023), Costa (2021) e Schiattarella (2020).

Per concludere le operazioni in mediana, al netto degli arrivi e delle conferme, si registrano la fine dei prestiti di Grassi e Mattiello, rispettivamente accasatisi al Parma via Napoli e al Bologna dopo la cessione dalla Juve all’Atalanta.

Veniamo finalmente all’attacco: record assoluto di spesa nella storia della SPAL

Il riferimento è chiaramente al centravanti Andrea Petagna, arrivato dall’Atalanta in prestito oneroso di 3 milioni con diritto di riscatto a fine stagione per 12 milioni. La scelta del ragazzone, classe ’95 è stata favorita da un progetto, quello della Spal,  solido e basato sul rispetto degli impegni economici, ottenendo così il favore del giocatore.

Degno di nota è anche l’arrivo a titolo definitivo di Moncini, ex attaccante del Cesena, svincolatosi dopo il fallimento di quest’ultima. Alla SPAL è arrivato per coprire il ruolo di 4°/5° attaccante insieme a Sergio-gel Floccari. Dopo aver visto la sua visione della porta durante il precampionato, ho la sensazione che non sarà solo un semplice tappa buchi. Magari non quest’anno, in futuro chissà…

Come per il resto della squadra, non sono mancati i rinnovi importanti di Antenucci (2021) e Floccari (2019). Quest’ultima  ha dichiarato di volere chiudere la carriera sotto i colori spallini.

È dunque (quasi) inutile dire quanto Ferrara sia la piazza perfetta per il lancio e rilancio di giovani talenti offuscati dall’aura di grandi compagni di squadra, da aspettative prematuramente troppo alte o da progetti sportivi non sufficientemente fiduciosi delle loro capacità.

La parentesi Borriello

Concludo la carrellata di mercato con una citazione a margine sulla rescissione anticipata di un anno di Borriello a fine stagione scorsa.

Dal mio punto di vista l’acquisto di Borriello è stato, per la SPAL, un atto obbligato per creare credibilità intorno a un proprio progetto sportivo.  La società ferrarese ha sentito la necessità di comunicare indirettamente a tutti gli ascoltatori collegati che in serie A era arrivata per restare, anche a costo di investimenti importanti per una neopromossa. Da quel giorno sempre più voci ricorrenti su trattative con giocatori di relativo valore e con altrettante sponsorizzazioni, anche portate direttamente dal personaggio Borriello.

Una sorta di colpo di coda insomma di una società seria che rischiava di essere ignorata perché nuova nella moderna massima divisione??

Per quanto mi riguarda, pur capendo il motivo strategico dell’acquisto, sono sempre stato scettico sin dal precampionato, sul possibile reale apporto del giocatore in sé alla squadra.

Il profilo del giocatore risulta poco congeniale al gioco di Semplici e alle esigenze di una SPAL che necessitava ieri, come oggi, di costruire l’azione dal basso. Un attaccante che, con spirito di sacrificio, si abbassi sulla mediana per far da sponda alle fasce. in modo da far salire la squadra tutta insieme. Inoltre, in fase di non possesso, la nostra formazione ha bisogno di difendere in 11 nella propria metà campo contro l’80% delle squadre, per lunghi periodi di gioco.
Un lavoraccio per un 35enne con tanta strada nelle gambe. Lo stesso Floccari, quando chiamato a farne da vice, si è calato con molto più impegno nel ruolo richiestogli, ma senza riuscire a svolgerlo in maniera sufficiente.

Grazie al cielo l’allenatore, rinsavito forse a causa delle pressioni di proprietà e tifoseria spazientite, verso Dicembre cominciò a schierare titolare capitan Antenucci. Il resto è storia.

A un pessimo rendimento sul campo, Borriello univa anche un pessimo rapporto col gruppo dei senatori provenienti dalla scalata delle serie minori. Con tanto di cessione di questi ultimi.

Di bene in meglio penserete voi. Ebbene la telenovela non è finita. Infatti l’ex Cagliari durante una gara di campionato si procura una strappo muscolare abbastanza profondo. Tempi di guarigione previsti: un mese.

A fine terapia il giocatore continua però a lamentare un fastidio misto a dolore dovuto a un ispessimento della fibra muscolare, secondo accertamenti medici a cui lui stesso si era privatamente sottoposto. Condizione che gli avrebbe impedito di allenarsi. Situazione non confermata però dai medici Spal.

Insomma il rapporto che non era partito così bene è finito anche peggio sino a portare a giugno ad una onerosa consensuale rescissione.

Le prime tre giornate

Ma come sono andate le prime 3 gare della SPAL in questa stagione?

Bologna-Spal

Subito derby con il Bologna, una partita difficile e con molte aspettative, specie per i risultati del mercato.

Non è stata una partita dominata dai giocatori estensi, ma sempre mantenuta in pieno controllo e con molte occasioni verso la porta avversaria.

Lo stesso non si è potuto certo dire per i bolognesi. Prestazione poco convincente aggravata anche dall’espulsione per doppio giallo di Nagy, dopo una brutta entrata da dietro ai danni di Cionek.

Fortunatamente a sbloccare lo stallo ci ha pensato un siluro di Kurtic che si è schiantato sul palo interno avversario. Non era nel sette, ma abbiamo goduto lo stesso.

Una volta incassato l’eurogol dello sloveno, verso la fine del secondo tempo i rossoblu, spinti da un moto d’orgoglio, hanno provato a pareggiare, prendendo anche un palo con un tiro alla cieca di Helander.

Per la SPAL è stata vittoria storica.

Spal-Parma

Seconda giornata, altro derby. È il Parma, antica rivale, a presentarsi in casa della SPAL.

Nell’ambiente spallino il confronto con i gialloblu era considerato difficile e allo stesso tempo importantissimo per la concorrenza verso l’obiettivo salvezza.

Ma veniamo ai fatti. La partita della formazione estense non è stata lucida come la precedente dal punto di vista del gioco. Sul piano della presenza in campo, si percepiva una maggiore sicurezza che nella scorsa stagione appariva solo a sprazzi in match così difficili. Lo si è potuto capire dalla gestione di palla, più sicura e meno tentennante, anche in momenti di pressing avversario. Indizio di maggior maturità è stata anche la cresciuta rapidità di tutta la squadra nel ricomporsi una volta persa palla, “spendendo”, se necessario, anche il fallo per bloccare pericolose ripartenze.

A sbloccare il risultato al 49° del secondo tempo è stato ancora una volta un gol spettacolare, questa volta del capitano Antenucci che, su un perfetto cross di Lazzari, insacca nel sette al volo in mezza rovesciata.

La Spal dopo il vantaggio, però, non si accontenta, conscia che in qualsiasi momento il Parma avrebbe potuto dare atto alla fiammata letale per il pareggio con la sua pericolosa punta centrale.

E fa bene, perché il Parma non vuole accettare la sconfitta e martella per gran parte del secondo tempo la metà campo difesa dai ferraresi, arrivando vicinissima al gol quasi sullo scadere.

Il triplice fischio arriva giusto in tempo e concede un liberatorio sospiro di sollievo a tutti i tifosi che, dopo essersi asciugati i sudori freddi gongolano guardando la classifica della SPAL capolista in serie A.

A mente fredda comunque la sensazione è quella di averla scampata bella e che, per gli impegni successivi, sia necessaria una più solida e corale fase difensiva.

Torino-Spal

Ultima sfida prima della sosta nazionali, si va a Torino.

Scontro temuto, per via del ricordo dei match della passata stagione, dove la SPAL soffrì tantissimo la velocità della manovra granata, capace di infilare a sorpresa la propria difesa.

Con mio stesso stupore il primo tempo passa liscio, con i biancoazzurri che si fanno valere senza complessi di inferiorità, difendendo compatti senza farsi mancare qualche apparizione nella trequarti del Toro.

È un peccato infatti che l’acquazzone di fine estate interrompa il buon ritmo della gara, facendo sospendere la partita per un’ora buona.

Al rientro in campo il gioco e l’attenzione della SPAL sembra tutto ancora intatto, ma bastano pochi minuti per cominciare a vedere i primi pericolosi cali di tensione.

La stanchezza, dovuta alle condizioni pesanti del campo e probabilmente forse all’ora tarda, comincia ad emergere sempre più chiaramente. Fino al punto in cui è chiaro che la classica trama di gioco “made in Semplici” è quasi saltata.
Come se non bastasse si aggiungono gli infortuni muscolari di giocatori di riferimento. Fuori prima Felipe, sostituito con Djourou, e poi Schiattarella, sostituito con Valdifiori. Cambi obbligati che mostrano, nel caso specifico del nazionale svizzero, il non ancora perfetto inserimento negli schemi dell’allenatore. È infatti lo stesso Djourou a farsi sorprendere da Nkoulou, che salta di slancio alle sue spalle mandando la palla in rete di testa. Difesa a zona da ripassare per il neoacquisto.

La stampa di settore ha commentato la partita elogiando la prova della SPAL, scrivendo che la prestazione, anche se non è valsa nemmeno un punto, ha convinto quanto basta.
Personalmente non mi trovo granché d’accordo. La mia sensazione è che la SPAL abbia mostrato uno dei possibili lati deboli della squadra: una temporanea perdita di identità tattica, con i giocatori che non cercavano più il fraseggio costruttivo, lasciando in fase difensiva grossi buchi, salvabili solo dalle abilità individuali dei centrali.

Verso Spal -Atalanta

Quarta e prossima gara in vista, arriva l’Atalanta. Lo squadrone bergamasco esce da un brutto break di sconfitte, si spera dunque che la ricerca della riscossa non cominci per forza da Ferrara.

La probabile formazione della SPAL sarà uguale a quella iniziale delle scorse partite, con l’unica eccezione forse a centrocampo. Non escluderei infatti la possibilità di un cambio di ruolo per Schiattarella, che potrebbe tornare a fare la mezzala, posizione più naturale. Al suo posto in regia il ballottaggio è aperto tra Valdifiori e Viviani. Il romagnolo a sentimento sembra essere preferito da Semplici per la sua velocità di esecuzione in impostazione. Viviani dal canto suo, oltre a conoscere gli schemi dell’allenatore toscano, vanta buone, a tratti ottime, prestazioni della passata stagione anche se a volte manca di istinto.

Sempre FORZA SPAL!

A cura di Federico Breveglieri

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