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Olimpia Milano-Real Madrid: le mie emozioni

Olimpia Real

Olimpia Milano-Real Madrid rappresenta la mia prima volta al Forum di Assago da cronista tifoso della squadra di Milano

IO e il basket

Inutile dirlo non sono esperto di basket. Anzi, dirò di più questo sport da ragazzino l’ho sempre odiato. Troppo fanatico di calcio e schemi, non ho mai apprezzato della pallacanestro il fatto che rubar palla è difficile. Sì, è vero, ci sono delle regole molto più severe del calcio. E lo scontro fisico in realtà è più virtuale che reale. Però, ora, che ho maturato una certa esperienza con l’età mi rendo conto che anche nel basket il duello esiste. Ne concludo che era solo un mio limite di visione.

Poi casualmente, iniziando a interessarmi a tutto lo sport lombardo-milanese o quasi, sono entrato in contatto con il mondo dell’Armani Exchange.

E così in un’occasione più unica che rara mi sono detto: andiamo a vedere una partita di alto fascino. Detto-fatto: Olimpia Milano-Real Madrid. Più di così cosa potevo chiedere?

Olimpia Milano: il perché di una scelta

Ecco, perché, per volontà mia, mi sono ritrovato mercoledì 17 sera al mitico Forum di Assago per la sfida della seconda giornata di Eurolega. Come detto poco innanzi. Non una partita comune, ma la squadra campione d’Europa contro una delle sognatrici della coppa. Quella mia Milano di pallacanestro che fa faville in campionato da quattro anni. Una squadra vincente, ricca e ambiziosa.

E in un momento in cui calcisticamente sia Milan che Inter non possono farci andare, a noi milanesi, oltre la speranza di un quarto posto in campionato, ecco che verso nuove emozioni è meglio aprirsi. O Meglio io ho fatto così.

Olimpia Milano-Real Madrid: mini cronaca

Ora, questa mini cronaca potreste anche non leggerla perché io, come già detto, per ora di basket ne sono come una bambino di 5 anni. Certo che giocando a calcio a 5 e interessandomi giorno dopo giorno ai biancorossi, potrei dichiarare che qualcosa ho appreso. Ma non giudicatemi per ora, perché è troppo presto.

Il primo quarto

I ragazzi di coach Pianiggiani partono subito a spron battuto e si prendo gli applausi miei e di tutto il palazzetto. I primi parziali sono esaltanti e meritatissimi. Il Real non sembra lo squadrone, che invece è, e per un attimo si pensa a fare la storia. Chi mi colpisce di più è il numero 2 dell’Olimpia, il nuovo acquisto Mike James. Fantastico, autoritario, veloce ed esaltante. Quando lo speaker pronuncia il suo nome ad ogni giocata, mi esalto pure io.

Da solo mette in tilt la squadra madrilena con pochi punti, ma una quantità di assist per Micov, che le insacca tutte. Il Real parte in sordina e il solo giocatore che mi sembra davvero sopra le righe è Campazzo. Così il primo quarto finisce 28-13 e sono convinto che la vittoria potremmo pure portarcela a casa noi.

Secondo quarto

Ecco, nel secondo quarto gli spagnoli iniziano a uscire. L’Armani conserva il suo distacco e sia Micov che Gudaitis continuano a far punti. La difesa c’è, vedo qualche grande stoppata dei nostri ragazzi, ma inizio anche a percepire che il Real si avvicina. Non è più solo il giocatore che io temo di più a proseguire le sue giocate e le sue infiltrazioni in area nostra. Parlo sempre di Capazzo. Stavolta inizio a conoscere e vedere in azione nuovi campioni: Randolph, Reyes, Tavares. Prima o dormivano oppure eravamo noi a non farli giocare. Il livello si alza. Il Real si avvicina, ma si va alla seconda pausa con un 50-41 di punteggio.

Il terzo quarto

Il terzo quarto è quello forse più deludente. In realtà il nostro James continua a produrre punti da due, triple e a depistare il Real, ma gli altri cedono e non ci sono più. Resta in battaglia Micov, che cerca di tenere con le sue schiacciate la partita in equilibrio, ma il nostro 7, il nostro 7, non esiste più. Anzi quasi lo odio o mal sopporto, perché continua a sbagliare le cose semplici, perfino i tiri liberi.

Il Real è di un’altra caratura e si vede. I vari Reyes e soprattutto Tavares ormai li sento nominare in continuazione come un incubo. Ammiro la foga e lo sprono dei tifosi di Milano, ma il parziale 14-26 per gli spagnoli ci toglie ogni speranza.

Il quarto quarto

Nel quarto quarto, però, i ragazzi di Milano sembrano non mollare e si avvicinano con un -4 o -3 agli avversari. Ancora torno a sperare nell’impresa. Ma è quella specie di Allen Iversen di Spagna, Capazzo, che ogni volta accumula punti su punti. Saranno 21 alla fine. Lui, proprio lui  è insopportabilmente ammirevole: elastico, preciso e rapido. Fra assist e triple non lo prendi più.

Io non ne capisco molto, ma in realtà nei confronti degli arbitri partono una sequela di fischi per qualche fallo troppo largamente concesso e per qualche irregolarità. Ho sentito tipo passi, ma non ho visto il fallo. Non sono riuscito a individuarlo. Ad ogni modo i nostri cercano di star lì. Non siamo più testa a testa come prima, ma i ribaltamenti di fronte non mancano.

Alla fine il Real, campione d’Europa in carica, merita la vittoria. La convinzione, vedendo questa squadra, è che ancora manchi qualcosa o qualcuno per fare i salto di qualità.

Olimpia-Real: che emozione!

Per essere finora stato più un calciofilo che altro devo dire che una partita di basket è molto più imprevedibile di quella di calcio. C’è più dinamismo, incertezza e imprevedibilità. La sorte non è mai così prestabilita. Voglio dire nel calcio, se una grande squadra vince 2-0, ci sono poche possibilità che ci sia un ribaltone e le cose possano cambiare. Nel basket invece tutto più accadere e tre minuti di gioco rappresentano ancora un bottino di canestri e di olè.

I fronti si ribaltano velocemente, non ci si annoia mai e a volte ammiri schiacciate volanti o palleggiatori che in TV non fanno lo stesso effetto. Poi i cori da vero e proprio stadio. Gli speaker sul modello americano. Le pause con i balletti rallegranti. Peccato non ci siano ancora le cheerleaders. Spero che un giorno arriveranno.

L’Armani nel perdere ci ha messo del suo, specialmente per gli errori del terzo quarto. Ma si vede che l qualità dei giocatori e le idee chiare di gioco ci sono. Poi ripeto, io ancora sono un tifoso provetto e spero quanto prima di ambientarmi in questo mondo per me totalmente nuovo, eppur già coinvolgente.

E infatti mi sono già informato sulla strepitosa vittoria in terra greca.

D’ora in poi sarà

Forza Olimpia! 

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