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Il punto del bolognese: siamo abituati a perdere

Commento tifoso bolognese

Bologna-Atlanta 1-2: alcuni numeri dell’era Saputo

C’è un dato che rende tutto poco sopportabile nell’era Saputo: in serie A, il Bologna ha perso 64 delle 125 partite disputate; di cui 30 in casa. E che piaccia o no, questo risultato sportivo è orribile. E aggiungo: delle squadre che in questi tre anni sono state sempre nella massima divisione, il Bologna è quella che ha totalizzato meno punti.
E questo è quanto! E ognuno, in base a questo, avrà il proprio stato d’animo.
Personalmente mi va bene tutto purché ci si risparmi di qui in avanti la parola progetto…

Bologna: davvero un peccato

Si sapeva che l’Atalanta fosse più forte. Lo erano anche Torino e Sassuolo. Diciamo che l’Atalanta poteva essere il dottore che provava la pressione. E pronti via i nostri stupiscono il dottore con ardore e un gol fulmineo, proprio come a Reggio Emilia, dopo un’ottima azione culminata con Santander che difende palla come un consumato centroboa, aspettando l’ inserimento puntuale di Mbaye che in spaccata fa 1-0. E ci fa apparire in gran salute. Per la cronaca: secondo gol consecutivo per Ibra e secondo assist consecutivo per Santander.
La partita si mette come può piacere a noi: palla agli altri e ripartire convinti.
L’ Atalanta gioca bene, con geometria e le individualità di Ilicic e il Papu, ma la difesa rossoblù è attenta e ribalta velocemente lo scenario. Ne scaturiscono: un colpo di testa di Palacio fuori di uno zic, un tiro dal limite di Pulgar alto di pochissimo e un paio di uno contro uno a campo aperto che Palacio, non in grande giornata, non riesce a monetizzare. Finisce il primo tempo con Skorupsky a maglia ancora linda.
E si cominciano a fare conti, a prospettare nuovi scenari, perché a 12 punti l’ aria è meno rarefatta e permette anche di sognare. Sogni piccoli, sia chiaro, ma pur sempre sogni.
Ma i conti si fanno in presenza dell’ oste.

Bologna-Atalanta nel secondo tempo: un’altra partita

L’oste Gasperini manda in campo Zapata al posto di  un evanescente Barrow e da subito si capisce che sia cambiato lo spartito. Il gigantesco Zapata addomestica tutto ciò che passa dalle sue parti, e gli orobici prendono la residenza nella nostra meta’. Attaccano in sei, in sette e anche in otto e a forza di girare e rigirare il pallone ci fanno mancare fiato, fiducia e audacia. E quando sono sempre dentro la tua area prima o poi l’ errore lo commetti. Presto detto. Presto fatto: palla imbucata, Gonzales ci mette un tacco come un bimbo in cortile e spiana a Mancini porta, pareggio e sacramenti. 1-1 e se fischiasse la fine andrebbe anche bene. E invece manca tanto e noi siamo sgonfi, flosci e loro sembrano lo squalo che ha sentito l’odore del sangue.
Altra palla imbucata, errore comico di Mbaye con conseguente assist per Zapata che non può esimersi. L’ avrei fatto anch’io . E si capisce benissimo che è irrimediabile. Infatti non la rimediamo. Ci andiamo anche vicini, all’ultimo tuffo con Palacio, ma sulla girata ravvicinata di Rodrigo, si immola Berisha e loro ne fanno tre e noi zero.

Chievo-Bologna: un crocevia

Domenica si va a Verona , contro un Chievo attaccato al respiratore artificiale. Temo la legge dei grandi numeri e la sindrome del braccino. Vincere è l’ unica cosa che conta, non importa come. Anzi, fossimo brutti e vincessimo uno a zero con un gol orrendo, fortunato e irregolare sarei disposto a dire anche che siamo uno squadrone e che il progetto….
No! Questo no! Il progetto no. Per carità
In estrema sintesi: vincono loro perché sono più forti. Punto!
Forza ragazzi
A cura di Fabio Cabassa
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