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L’Inter non si piega: Icardi riagguanta il Barcellona

Inter Torino 2-2

Partita di sofferenza quella di ieri sera al Meazza contro il Barcellona, ma l’Inter non molla mai e quando sembrava finita pareggia il conto con Mauro Icardi.

Doveva essere una strage, la seconda parte di quello che avevamo subito al Camp Nou. Una disfatta, una Caporetto per gli uomini di Spalletti che sarebbero dovuti tornarsene a casa a leccarsi le ferite dopo la lezione di calcio che il Barcellona avrebbe loro impartito. La dimostrazione che a certi livelli ancora l’Inter non può stare. Ci ha pensato Mauro Icardi a salvaguardare la squadra e noi tifosi dalle critiche feroci che ci sarebbero piovuti sulla testa.

Sì, perché se avessimo perso la partita di ieri sera niente ci sarebbe stato risparmiato. Si sarebbe parlato di un’Inter alla stregua di una parvenue al banchetto delle grandi d’Europa, grazie a quel gol invece le critiche si sono per forza di cose smorzate.

Una rete importantissima per il punto che ci permette di consolidare la seconda piazza nel girone, e per il momento in cui è arrivata: reggi 85 minuti contro il Barcellona, una squadra fatta da campioni, con una fisionomia di gioco consolidata da anni e anni, che gioca con la tranquillità data della consapevolezza di essere più forte, eppure non ti arrendi, non sbrachi e invece di prendere l’imbarcata trovi la forza di cercare il pareggio e agguantarlo.

Il Barcellona di oggi non è alla pari con quello degli Xavi e Iniesta, ma continua a essere una squadra stellare.

Potremmo parlare tanto di quanto il Barcellona ci sia superiore… no, dico, l’avete visto come giocano no? Sembra incredibile, ma mettono sempre la palla dove vogliono che vada, anzi sembra che la palla vada da loro: c’è un rimpallo, un rimbalzo strano, una folata di vento? Non importa, il pallone rotolerà sempre o quasi tra i piedi di un blaugrana. E noi ci abbiamo provato a recuperare palla, e ci siamo riusciti anche più volte, ma spesso la frenesia, l’ansia di voler far bene, e la paura di sbagliare ci ha portato a fare errori stupidi e riconsegnare immediatamente la palla ai nostri avversari. Avversari che del resto sono maestri nell’arte del pressing e del non dare tempo agli altri neanche di ragionare.

Eppure nonostante la consapevolezza di star incrociando i guantoni contro una delle squadre più forti al mondo,  non ci siamo arresi. Dobbiamo anche ringraziare Handanovic e Skriniar che hanno fatto una grande partita e ci hanno tenuti vivi in più di un’occasione. Handanovic ha parato tutto quello che era possibile parare, sul tiro improvviso di Malcom non poteva fare molto di più. Skriniar è stato il solito muro su cui un po’ a turno l’intero attacco del Barcellona è finito per andare a sbattere. Anche De Vrji non aveva sfigurato, ma quel contrasto perso con Coutinho, vicino alla linea di centrocampo, da cui è poi partita l’azione del gol del Barcellona ha influito sulla qualità della sua prestazione.

Un primo tempo di grande sofferenza, a cui è seguito una seconda frazione decisamente migliore.

Nei primi 45 minuti la differenza tra le due squadre è stata più evidente, le nostre incursioni pericolose nella loro area si contano su due dita: quell’azione in velocità Perisic-Icardi-Vecino, viziata però dal fuorigioco iniziale di Icardi, e quella discesa di Perisic con cross arretrato per Asamoah che non è riuscito a tenere bassa la palla che è schizzata alta sopra la traversa. Per il resto è stato un monologo del Barcellona, che avrebbe potuto segnare almeno un paio di gol se non fosse stato per Handanovic e la scarsa vena realizzativa mostrata ieri da Luis Suarez.

Il secondo tempo è andato decisamente meglio. Il pallino del gioco è stato ancora nei piedi dei catalani, ma abbiamo cercato di rispondere e far male in più occasioni. Abbiamo creato almeno 3 palle gol oltre alla rete di Icardi: il cross di Perisic che Politano – altra bella partita la sua! – in terzo tempo ha mandato a lato di testa, l’azione di Icardi che raccoglie un cross fuori misura di Politano destinato a Perisic e calcia a botta sicura, ma viene murato da Piqué, il tiro alto di Vecino.

Oltre a questo c’è stato un tratto di gara nella quale abbiamo costretto il Barcellona a giocare nella propria trequarti, imbastendo delle buone azioni e mettendo noi pressione a loro.

Gol subito, reazione da applausi.

Poi abbiamo subito il gol, su una leggerezza e grazie alla prodezza di Malcolm, e abbiamo reagito. È entrato Lautaro che non ha perso tempo per fare la sportellate nel cuore dell’area avversaria, l’ha passata a Vecino che ha tirato di prima intenzione un pallone rimpallato da un difensore del Barcellona. Il più svelto ad avventarsi sulla respinta è stato Mauro Icardi, che ha addomesticato un difficile pallone, ha resistito a un fallo, si è girato e l’ha piazzata tra le gambe di Ter Stegen.

Nella gioia dell’esultanza, l’avete notata cosa ha fatto Icardi una volta segnato? Ha sì esultato, ma si è anche precipitato a prendere il pallone in fondo alla rete per riprendere il gioco prima possibile. Capito? Non si accontentave del pareggio, Icardi, come i suoi compagni, voleva provare a vincere. Ed è questa la notizia più bella per noi: l’Inter c’è, lotta e ci crede. Contro chiunque, anche contro chi è fisiologicamente più forte.

Un punto, un gol , una prestazione che sono un premio per i giocatori, per Spalletti e per gli interisti tutti, perché la sintesi migliore della partita di ieri l’ha fatta un interista vero, uno a cui non abbiamo mai sentito dire una parola sbagliata o fuori posto: Esteban Cambiasso, el Cuchu. A Sky, nell’intervista post partita ha detto a uno Spalletti felice, ma che sottolineava gli errori e le sbavature dell’Inter: «Non si preoccupi, all’Inter si vive di emozioni e la gente oggi torna a casa felice, quindi può andare a riposare tranquillo. Lo so che lei cerca di migliorare tutti gli aspetti, però le emozioni sono forti, la squadra dimostra di essere viva… quindi tanti complimenti per questo». Come contro il Tottenham ci hanno regalato un’emozione, che per un tifoso è quasi tutto.

 

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