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Juventus – Manchester: Siete su scherzi a parte…

Juventus – Manchester è stata probabilmente la partita più bella della stagione. Almeno fino alla punizione di Mata.

La Juve ha spadroneggiato in lungo e in largo mettendo in mostra un ottimo Bentancur che ha fatto una figura decisamente migliore dell’acclamato figliol prodigo Pogba. Il ragazzo del ’97, così elegante quando tocca il pallone, quanto sgraziato nella corsa ha giocato una partita sontuosa, come tutta la squadra.

La partita non è stata mai in discussione. Anche dopo il primo tempo chiuso 0-0. Sembrava solo questione di tempo, al massimo con un po’ di sfiga poteva finire a reti bianche con un po’ di rimpianto. Enorme la delusione quando a fine partita il tabellone recitava Juventus – Manchester 1-2! Uno scherzo, di pessimo gusto, d’accordo, ma non può essere altrimenti.

Invece è tutto vero.

Vedere l’acerrimo nemico, che esce dalla panchina, dove era rimasto rintanato per tutta la partita, con un ghigno beffardo e le mani alle orecchie è davvero fastidioso.

E sicuramente l’allenatore del Manchester avrà faticato a prendere sonno, come chi è stato in pericolo di vita ma si trova immeritatamente in salvo, senza sapere come e perché.

La cronaca

La Juve comincia la partita senza troppa veemenza ma, pian piano prende il comando delle operazioni, anche perché il Manchester sembra davvero poca cosa, impreciso, svogliato, inconcludente. La cosa strana è vedere Pogba caracollare per il centrocampo senza proporsi per un passaggio e senza che i compagni lo cerchino. Quando abitava a Torino era un’altra storia. Chissà che non si possa ripetere…

Nostalgia a parte, sembrava la partita tra due squadre di diversa categoria. È vero che agli inglesi mancava Lukaku, ma se ci mettessimo a fare la conta delle assenze bianconere, la bilancia sarebbe ancora sbilanciata.

Con un Dybala ispirato, un Cuadrado pericoloso e un Ronaldo che impreziosisce ogni tocco di palla, la Juventus, sembrava sempre ad un passo dal gol del vantaggio.

Invece il primo tempo si conclude con un predominio nel gioco e tante piccole occasioni che non si concretizzano. La più importante capita sui piedi di Khedira che, su splendida iniziativa di Ronaldo, colpisce il palo a portiere ormai battuto. Sfortuna.

Il secondo tempo si apre come si era chiuso il primo e, quando Dybala con una splendida conclusione a giro colpisce la traversa, si cominciano a fare i primi gesti scaramantici.

Poi c’è Ronaldo. È sempre un piacere vedere il portoghese toccare il pallone, come stoppa i palloni più difficili, come danza sulle punte e come colpisce al volo sul lungo lancio di Bonucci per il suo primo centro in Champion’s con la casacca della Juventus.

Ora sembrava tutto a posto.

Il solito problema

Tanto che la Juve, continua a specchiarsi nella sua superiorità, senza però affondare il colpo del KO.

Il solito problema che si riscontra alla Juve da qualche anno.

L’atteggiamento che è costato i due punti contro il Genoa.

Dal canto suo, il Manchester comincia a buttare in campo attaccanti e soprattutto grazie ai centimetri di Fellaini comincia a spaventare la Juve.

Non è un mistero che la Juve subisca le squadre fisiche, come se non concepisse che qualcuno attacchi con la clava quando lei gioca di fioretto.

E così, in 5 minuti subisce prima il pareggio su punizione di Mata e poi il sorpasso su autogol di Alex Sandro al culmine di un pasticcio al quale contribuisce tutta la difesa.

Il risultato è che falliamo in un colpo solo il primo obbiettivo stagionale, magari rimandato di soli 15 giorni, falliamo l’occasione di mandare a casa gli inglesi con le pive nel sacco, falliamo l’occasione di concentrarci solo sul campionato visto che a breve ci saranno partite importanti contro Roma, Inter, Milan, Fiorentina…

Anche occasioni perse come quella di ieri sera alla lunga possono pesare sull’intera stagione.

Al netto di questo problema che si può associare ad un atteggiamento sbagliato, è necessario far tesoro della sconfitta di ieri.

Juventus – Manchester deve essere da monito per evitare di perdere ulteriori punti non chiudendo le partite, ma soprattutto deve essere importante per farci capire la nostra vera forza.

Le sconfitte che fanno bene

Nel campionato ‘97/’98, andammo a giocare a San Siro contro l’Inter del Fenomeno.

A fine partita il risultato recitava Inter – Juve 1-0, per la partita fu quasi un monologo bianconero, quella fu la partita che fece capire che nonostante la presenza di Ronaldo, la squadra più forte era la Juve e non l’Inter che volò al primo posto in classifica.

Figurarsi oggi che Ronaldo gioca con noi e, oltre a segnare gol spettacolari come il tiro al volo che abbiamo ancora negli occhi, incita i compagni, li consola e si arrabbia come un matto ogni volta che tira in porta e non mette la palla nell’angolino.

Era questo il campione che ci serviva per fare il definitivo salto di qualità, quello che inseguiamo ormai da anni.

Per fare questo salto, si passa dai campioni, si passa dalla trasformazione dei Bentancur da brutti anatroccoli a cigni e si passa anche dalle sconfitte come quella di Juventus-Manchester.

Come una medicina, che più è amara e più fa bene, così l’amara disfatta contro il non plus ultra dei nemici deve aiutarci nella cura degli ultimi dettagli.

La strada è quella giusta.

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