Chievo, i TOP e i FLOP dell’anno solare

445
Chievo - udinese

Con la vittoria ai danni del Frosinone si chiude l’anno solare probabilmente più burrascoso della storia clivense.

Tra tante delusioni e troppe scommesse perse emerge qualche nota lieta, che ha reso meno amaro il 2018 gialloblu.

Tra i senatori sugli scudi spiccano senza dubbio Sorrentino e Pellissier, e con loro meritano un riconoscimento Depaoli e Sorrentino.

Bani e Radovanovic, tra i più positivi della passata stagione, non hanno mantenuto quegli standard, riprendendosi gradualmente solo dall’arrivo di Di Carlo.

Una menzione è doverosa per i vari Inglese, Dainelli e Castro, tasselli essenziali per la rincorsa alla tanto sudata salvezza dello scorso anno, che hanno lasciato Veronello in estate.

TOP

SORRENTINO: le uscite permangono il suo tallone d’Achille, ma non si può essere ciechi di fronte ad alcuni interventi, risultati spesso determinanti ai fini del risultato. HIGHLANDER

DEPAOLI: una crescita costante per il giovane trentino, che al gran contributo in fase di spinta sta accompagnando anche un’attenta fase difensiva e un’ottima tecnica palla al piede. PREDESTINATO

GIACCHERINI: 3 reti e 3 assist vincenti in tredici partite nella seconda metà della scorsa stagione. I dati parlano da soli e riescono quasi a zittire l’opaco girone d’andata appena concluso, leggermente ripulito dalla perla su calcio piazzato nell’ultima giornata. RISOLUTIVO

PELLISSIER: come si può non inserirlo tra i migliori? Il quasi quarantenne aostano è il più in forma dell’intera rosa e si sta prendendo parecchie rivincite dopo essere stato quasi rilegato ai margini nel torneo precedente. Una risorsa infinita di energie vitali. ETERNO

FLOP

CACCIATORE: la squalifica rimediata per il divenuto celebre gesto delle manette sembra averlo totalmente plasmato. Anche a causa di alcuni acciacchi fisici non è più stato in grado di offrire prestazioni sopra la sufficienza. PERDUTO

BIRSA: giocate sopraffine, rapidità di palleggio, visione di gioco: queste sono le caratteristiche che compongono il miglior Birsa ammirato tra le mura del Bentegodi fino a qualche tempo fa, ma che è ormai lontano ricordo di quello attuale che vaga spaesato in mezzo al campo. DESAPARECIDO

PUCCIARELLI: la dirigenza aveva puntato tanto su di lui, sborsando una cifra vicina ai quattro milioni per strapparlo all’Empoli, ma si è dimostrato un buco nell’acqua. Tanto impegno, ma poca sostanza. INCONCLUDENTE

DJORDJEVIC: doveva essere il sostituto naturale di Inglese, invece pare essere l’ombra del bomber ammirato ai tempi del Nantes e della prima esperienza laziale. Sembra quasi che quello gialloblu non sia un ambiente di suo gradimento. DISORIENTANTO