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Alcune cose che non sapete sui tifosi del Chievo

Chievo Lazio

Il Chievo non ha tifosi, ma è vero?

Dici clivensi e ti rispondono: “E chi sono? Il Chievo non ha tifosi”. Breve storia triste, come si sentirebbe dire in giro. È la frase che si sente spesso pronunciare sui social, sulla quale le diverse pagine di Instagram e Facebook si sbizzarriscono più che possono, facendo ridere tutto il popolo amante del calcio e non. È però anche la frase che ai pochi (perché sì, lo ammetto, pochi siamo) tifosi del Chievo infastidisce più di tutte.

A Verona la squadra “storica” è sempre stata solo una. E questa non è il Chievo. È anche normale, visto che il Verona è stato a lungo tempo l’unica squadra rappresentativa della città. Probabilmente molti dei nostri genitori si ricordano o hanno esultato per la conquista dello scudetto dell’Hellas nell’annata ’84-85. Un traguardo storico per tutta la città.

Hellas Verona vs Chievo

Ma poi le strade si sono divise. C’è chi ha continuato e continua a seguire il Verona da decenni e chi, invece, con il tempo si è appassionato al Chievo, squadra atipica, nel vero senso della parola. Questo perché è l’unica squadra italiana proveniente dalle categorie regionali minori ad aver letteralmente scalato tutte le categorie, fino a raggiungere la massima serie e, addirittura, le coppe europee. Non so a voi, ma a me (forse perché di parte) vengono sempre i brividi nel sentire questa cosa. 

I veri tifosi del Chievo e i Looney Tunes

Ritorniamo alla frase: “Il Chievo non ha tifosi“. O meglio, ci sono e proprio per questa “particolarità” vengono considerati marziani nel panorama calcistico italiano. I supporters gialloblu la prendono sempre con filosofia. Testimonianza di questa accettazione di “alterità” da parte del pubblico clivense è un fatto curioso: il principale gruppo di ultras (il North Side) ha scelto come simbolo proprio Marvin il marziano, personaggio dei Looney Tunes, classico emblema di questa stranezza.

Tornando a parlare di cose serie, pochi sanno che la definizione di tifosi gialloblu è proprio questa: pochi ma buoni, realmente buoni. Buoni perché i supporters clivensi si sono sempre contraddistinti per la loro lealtà e correttezza: hanno infatti vinto più e più volte il premio Scirea come miglior tifoseria di Italia. Chiamiamolo poco… Testimonianza di come il Chievo debba essere preso come modello, sotto tutti i punti di vista.

Tralasciando tutti gli sfottò, siamo così sicuri che sia meglio avere una tifoseria così numerosa quando poi, nei momenti di reale difficoltà della squadra, queste persone sono le prime ad andare via o a fischiare? Oppure avere quella tifoseria “classica”, sul modello inglese degli anni ’70/80 (gli hooligans, per intenderci) che crea più problemi che altro?

Pochi ma buoni

L’unica certezza che i giocatori del Chievo hanno è che quei pochi tifosi che ci sono li sosterranno dal primo all’ultimo momento, dall’inizio alla fine del campionato. Credo sia ciò che forse conta davvero. Che gli altri si tengano i “veri” ultras, a noi va benissimo così. Pochi, ma essenziali.

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