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Parma

Parma, che grandissima figura di m…

Non basta il doppio vantaggio di Bobby English al Parma per portare a casa il derby. La Spal ne segna tre, la vittoria va a Ferrara.

Parma-Spal 2-3.

Non c’è altro da dire, non c’è nessun episodio su cui recriminare, il Parma ha perso una partita già vinta. Sul due a zero la partita era chiusa, bastava mantenere un minimo di attenzione e concentrazione, fare ciò che ci riesce meglio: difendere. Invece la testa dei crociati era già negli spogliatoi, regalando così tre punti salvezza e il derby, l’ennesimo, alla Spal.

Lenti, leziosi, impacciati dopo i due gol subiti, i ragazzi di D’Aversa e lo stesso allenatore sono andati nel pallone, impauriti da un possibile errore che alla fine è arrivato.

Come spesso rimarco, io non sono un allenatore e non mi permetto di insegnare nulla a nessuno, ma dopo la mossa di Semplici di inserire Antenucci qualcosa andava fatto. In fretta. Non si possono perdere dieci minuti ogni volta che si deve prendere una decisione! Un po’ di brillantezza mentale è richiesta in questi casi.

Mi consola parzialmente ciò che ho visto in Atalanta-Roma, non siamo proprio i più fessi della serie A fortunatamente. Non mi va neanche di criticare troppo questo gruppo, da inizio stagione stanno facendo miracoli, una partita storta ci può stare. Sicuramente rode il doppio per come si è sviluppata.

Peccato perché ora il calendario si complica e, dopo una sberla del genere, fare punti contro Juventus e Inter sarà quasi proibitivo. Erano tre punti che, visto lo stop della terzultima in classifica, avrebbero avuto il sapore della salvezza. Invece si continua a soffrire e sudare (che novità…).

La squadra comunque c’è, purtroppo ha il dono di fare e disfare il proprio destino, erigere capolavori e distruggerli in pochi minuti.

Piccola parentesi sul caso Baraye: per come si era messa la partita, con il risultato da recuperare, la priorità era quella di fare punti. Non c’erano le condizioni per farlo entrare. Qualsiasi sia il pensiero dei tifosi, sono d’accordo con D’Aversa, prima la squadra, poi se ci sono le condizioni si valuta il singolo caso.

Ora sogno un’impresa allo Stadium. Sarò pazzo, ma sognare non costa nulla.

LA CLASSIFICA:


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