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Juventus

Ispettore Allegri, è un caso Dybala?

Forse è esagerato dire che Dybala sia un caso, ma una domandina ad Allegri io la farei.

Dybala, un passo indietro

Dybala si presentò alla Juve dopo un anno passato a fare il centravanti nel Palermo e immediatamente il mister cominciò ad arretrarlo affermando che il suo ruolo era quello della seconda punta. Gli oltre 20 gol segnati in stagione alla fine diedero ragione ad Allegri.

Poi con gli ingombranti arrivi, prima di Higuain e poi di CR7 sono un po’ diminuiti, ma non era certo ipotizzabile che Dybala segnasse solo 2 gol nell’intero girone di andata.

Quest’anno Allegri lo vede ancora più a tutto campo, a ricamare gioco con il suo sinistro magico. D’altronde, anche Giampaolo, ha affermato più volte che il segreto del giocare bene è l’arretramento dei piedi buoni.

Complice qualche battuta a vuoto di Pjanic e l’intesa naturale scaturita tra Mandzukic e Cristiano Ronaldo, pare che non ci sia più posto per Dybala nel reparto avanzato e ciò lo ha portato sempre più vicino al centrocampo e sempre più lontano dalla porta.

Il problema del gol

Senza rigori, li batte CR7, e senza punizioni, se prima erano da dividere in due ora sono da dividere in tre e comunque non ne abbiamo messa dentro nessuna, lo score recita di sole due conclusioni fortunate in campionato.

Poi, quando l’attaccante che si sente attaccante non segna, è normale che si senta un po’ nervoso. L’abbondanza di scelte a volte lo fa scivolare in panchina ed eventi particolari lo fanno stare fuori per tutta la partita.

Detto che se fosse andato in porto il cambio Mandzukic-Dybala magari avremmo vinto contro il Parma, la reazione della Joya non è stata presa bene dalla dirigenza e anche da una parte dei tifosi.

La punizione

Tutto ciò porta alla probabile esclusione dall’undici iniziale contro il Sassuolo. È vero che ha chiesto scusa, ma un segnale va dato, giusto per far capire che sei alla Juve.

Hai sbagliato, lo hai riconosciute chiedendo scusa ma c’è un piccolo prezzo da pagare.

L’esclusione che si paventa nella sfida di Reggio Emilia somiglia un po’ allo sgabello di Bonucci che si dice sia stata la scintilla della sua voglia di andare al Milan.

E sempre Milano potrebbe essere la destinazione di Dybala. Marotta lo vorrebbe per tentare di risollevare le sorti dei colori nerazzurri visto che Paulo è sempre stato uno dei suoi pupilli. Qualcuno parla di uno scambio con Icardi, cosa che farebbe infuriare i tifosi di entrambe le fazioni.

E quando un giocatore giovane ma già affermato ha un po’ di malumore in pancia, c’è subito l’interesse di qualche grande club che fiuta odore di affare.

Infatti circola da un po’ la voce che il Real volesse fare un’offerta per Dybala con inserimento nella trattativa di quell’Isco che la Juve ha vanamente inseguito negli anni in cui nessuno dei grandi nomi voleva venire a Torino.

Non credo che Dybala, ora che i grandi nomi hanno riscoperto la maglia bianconera, voglia andare a cercare fortuna da altre parti, in più l’idea del mister di trasformarlo in “tuttocampista” gli permette spesso di partire a fari spenti per poi poter attaccare l’area guardando la porta. Un po’ di imprecisione ha impedito di portare a casa un bottino più degno.

La partita

Stasera affrontiamo il Sassuolo a Reggio Emilia dopo i due punti regalati al Parma, dopo la sconfitta contro l’Atalanta e la non esaltante partita contro la Lazio.

Non proprio un periodo di vacche grasse.

Sicuramente c’è stato un richiamino di preparazione per mettere benzina nel serbatoio. Benzina che si spera possa tornare utile quando le partite diventeranno più pesanti.

Tanto il vantaggio in campionato è più che tranquillizzante.

Facendo punteggio pieno contro i neroverdi torneremmo di nuovo a +11 andando a rimediare immediatamente al passo falso contro il Parma.

La squadra di D’Aversa è una compagine ostica, che gioca bene e, anche se è rimasta orfana di Boateng, è pur vero che sono state le ottime prestazioni di squadra a permettere all’ultratrentenne pupillo di Mister Allegri l’approdo niente di meno che al Barcellona.

La formazione

Per affrontare quelli che sancirono la crisi della seconda Juve di Allegri la formazione titolare dovrebbe essere composta da Szczęsny in porta.

La difesa quasi scontata con gli unici arruolabili al centro rappresentati da Rugani e Caceres. Pare che già durante la settimana torneranno a disposizione i grandi vecchi. Oltre a Bonucci e Chiellini, anche Barzagli dovrebbe aver smaltito i propri acciacchi e torna tra i convocati e chissà quanto sarebbe stato utile nelle ultime partite.

Sulle fasce troveremo Alex Sandro a sinistra e molto probabilmente De Sciglio a destra al posto di Cancelo che nelle ultime partite ha accusato più di una amnesia difensiva.

A centrocampo scontato Pjanic in regia e Matuidi a macinare chilometri. Il terzo dovrebbe essere Khedira.

Il condizionale è necessario poiché il dubbio in avanti su chi affiancherà Mandzukic e CR7 è ancora in piedi.

Se dovesse giocare Bernardeschi allora spazio al tedesco al centro.

Se alla fine l’ultima maglia del tridente toccasse a Dybala, allora a centrocampo sarebbe necessaria più dinamicità di quella garantita da Khedira e in questo caso si aprirebbe il ballottaggio tra Emre Can e Bentancur.

L’epilogo perfetto della giornata?

La Juve vince con un gol decisivo di Dybala (non importa se gioca dall’inizio o entra a partita in corso), il nostro numero 10 si sblocca e, come 4 anni fa da Reggio Emilia parte la riscossa che porta alla finale di Champions.

Poi, una volta li, qualche cosa succederà

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