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Roglic subito in rosa. Un grande Nibali sorprende ed è terzo

Primoz Roglic - Bologna

GIRO D’ITALIA – E’ partito con una breve ma difficile crono il Giro d’Italia numero 102. La prima maglia rosa allo sloveno Primoz Roglic

Il meraviglioso centro storico di Bologna ha ospitato la partenza dell’edizione 102 del Giro d’Italia: una cronometro individuale di 8 chilometri con un finale davvero difficile e spettacolare. Da Via Rizzoli, appena fuori Piazza Maggiore, uno alla volta, i corridori hanno percorso prima le strade acciottolate del centro storico, poi si sono lanciati a velocità impressionante sugli ampi viali che abbracciano il centro ed infine, giunti a Porta Saragozza, hanno imboccato la ripidissima salita che in 2.100 metri conduce al Santuario della Madonna di San Luca.

Uno spettacolo a tutto tondo. Sport, cultura e gente. Tantissima gente, soprattutto lungo l’ascesa finale. E, nonostante i 15 anni già passati, il più acclamato e ricordato dagli striscioni dei tifosi è sempre lui, l’indimenticato Marco Pantani, ancora vivissimo nel cuore della gente.

Il più veloce a completare il percorso è stato il favorito della vigilia Primoz Roglic, il “cannibale” di questa prima parte del 2019: il capitano della Jumbo Visma, 4° al Tour de France 2018, ha infatti già vinto il Giro degli Emirati Arabi, la Tirreno.Adriatico ed il Giro di Romandia, corse a tappe di una settimana nelle quali lo sloveno è stato imprendibile, in salita e a cronometro. Secondo un ottimo Simon Yates, mentre ha un po’ deluso Tom Dumoulin, il favorito per la vittoria finale del Giro d’Italia, già vincitore nel 2017 e secondo nel 2018: per l’olandese il quinto posto con un distacco di 28″ che appaiono decisamente troppi in soli 8 chilometri. Ha invece confezionato una mezza impresa Vincenzo Nibali, terzo a 23″ dal vincitore su un terreno non certo suo, visti i velocissimi 6 chilometri iniziali che andavano interpretati con il rapporto lungo e avrebbero potuto rappresentare un grosso handicap per lo “Squalo”. Molto bene anche Miguel Angel Lopez, colombiano che ha contenuto in 28″ (stesso tempo di Dumoulin) il ritardo. Tra gli italiani, buona prova anche di Giulio Ciccone, che ha sì perso tanto tempo nella parte pianeggiante, ma ha poi stampato un grande tempo sulla salita, il migliore, che gli vale la prima maglia azzurra del Giro 2019, ed anche Damiano Caruso, che ha chiuso al decimo posto.

Tappa 1: ordine di arrivo e classifica

Tappa 2: Bologna – Fucecchio (km 205)

Domani la prima tappa in linea, particolarmente adatta ad attcchi da lontano ed un finale insidioso, vista la salita del San Baronto a 28 chilometri dall’arrivo. La previsione è che un gruppetto ristretto riuscirà ad anticipare il finale e presentarsi a Fucecchio per giocarsi la vittoria di tappa o, in alternativa, che una o più squadre facciano corsa dura per eliminare i velocisti (potrebbe, ad esempio, provarci la UAE Emirates per spianare la strada a Diego Ulissi). Se così non fosse, la prima volata a ranghi ristretti con Elia Viviani nei panni del favorito.


Immagine tratta dal sito www.giroditalia.it

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