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Nel diluvio di Terracina, il bis di Ackermann

Ackermann a Terracina

GIRO D’ITALIA – Dopo Fucecchio, Pascal Ackermann concede il bis e vince anche a Terracina. Intanto, Dumoulin si arrende e abbandona il Giro

Non fosse stato per il maltempo che ha reso insidiosissimo il finale di tappa e che giustamente ha indotto la giuria  neutralizzare gli ultimi 9 chilometri, la giornata di oggi si sarebbe potuta definire “facile facile” un po’ per tutti. Una frazione decisamente corta (appena 140 chilometri), senza alcuna difficoltà altimetrica ed un finale a Terracina disegnato appositamente per le ruote veloci. Insomma, la giornata giusta per risparmiare energie per chi sarà chiamato all’appello domani e per i tanti corridori coinvolti nelle cadute di ieri (vedi Caos cadute a Frascati. Vittoria a Carapaz, bene Roglic, si salva Nibali, ko Dumoulin. Cadute che, come già ipotizzato subito dopo l’arrivo, hanno eliminato uno dei principali favoriti per la vittoria finale, quel Tom Dumoulin vincitore nel 2017 e secondo nel 2018 che invece è caduto andando verso Frascati ed ha tagliato il traguardo sanguinante, dolorante e del tutto sfiduciato. L’olandese ha provato a ripartire oggi, ma dopo pochi chilometri si è dovuto arrendere, privando il Giro di un sicuro protagonista. Pochissimo altro da segnalare nella frazione odierna, se non lo strepitoso secondo successo di Pascal Ackermann, il nome nuovo che non sta facendo certo rimpiangere Peter Sagan, compagno di squadra alla Bora Hansgrohe che invece si dedicherà al Tour de France.

Sul traguardo di Terracina, flagellato dalla pioggia, la volata del campione di Germania è stata irresistibile, anche se diversa rispetto a quella che gli aveva consentito di trionfare a Fucecchio: in Toscana una volata tutta di testa che ha stroncato gli avversari, oggi in Lazio un’impetuosa rimonta su Fernando Gaviria che vedeva avvicinarsi sempre più la linea bianca, ma che è stato giustiziato dal tedesco a pochi metri dall’obiettivo. Con questo successo Ackermann consolida la sua maglia ciclamino, mentre giunge piuttosto nelle retrovie (19°) Elia Viviani, alle prese con qualche problema nel momento topico dello sprint ed ancora a secco dopo il declassamento di Orbetello.

Tutto invariato in classifica generale, ad eccezione dell’uscita di scena di Dumoulin, con Primoz Roglic che continua a guidare su Simon Yates e Vincenzo Nibali alla vigilia della primo arrivo insidioso del Giro 2019.

Tappa 5: ordine di arrivo

Tappa 6: Cassino – San Giovanni Rotondo (km 238)

Si attraversano gli Appennini e dal Lazio si raggiunge la dorsale adriatica, con arrivo nella penisola garganica. Se il continuo saliscendi che i corridori incontreranno sin dalla partenza, non dovrebbe creare eccessivi problemi, la lunga distanza (238 chilometri) sarà certamente un fattore importante, visto che l’arrivo è posto dopo una salita piuttosto lunga ancorché non particolarmente pendente. Dopo lo scollinamento c’è un tratto in discesa che potrebbe contribuire a chiudere le distanze, ma nell’ultimo chilometro la strada ricomincia nuovamente a salire. Non è un arrivo per velocisti, ma nemmeno per scalatori puri e la vittoria potrebbe arridiere agli uomini dotati di fondo e spunto veloce, come ad esempio Diego Ulissi.


Bettini Photo tratta dal sito www.cyclingnews.com

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