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Il ritorno dei Lupi

Il ritorno dei Lupi

Dopo 7 anni di inferno, 6 dei quali in Lega Pro, ritorna in Serie A il Lecce. E lo fa in grande stile, dopo un solo anno di Serie B, sbaragliando la concorrenza di Palermo and company dall’alto del suo essere Cenerentola ma neanche troppo. I giallorossi ne hanno scritte di pagine gloriose nel corso degli anni: dalla prima Serie A degli anni ’80, alla cavalcata di Ventura dalla C alla A con un tandem, Palmieri – Francioso, da urlo, dalle salvezze fantastiche con Cavasin alla guida, allo squadrone che annoverava Chevanton, sudamericano innamorato del Salento e Giacomazzi, uruguaiano anche lui che, nel Salento, ha messo su famiglia.

L’inferno

Quando fu sbattuto in Lega Pro per una presunta combine, con la rosa che aveva, tutti pensavano che sarebbe stata una formalità tornare, almeno, nella serie cadetta. Mantenne quasi tutti i giocatori che militavano, l’anno prima, nella massima serie. Ed, effettivamente, ricordo che guardai la prima partita di campionato, contro la Cremonese: dopo 30 minuti si era già sul 3 a 0 senza fatica e senza sudare tanto che la squadra tirò i proverbiali remi in barca e subì due goal dai Grigiorossi.

Il campionato era praticamente vinto a gennaio. Ma qualcosa si inceppò. Incomprensioni con l’allenatore da parte dei veterani, beghe societarie, malanni vari che portarono ad un sanguinoso play-off finito nell’ignominia.

Il purgatorio

E’ cominciato con il cambio di proprietà arrivato grazie a degli imprenditori locali vogliosi di non far sparire il calcio dal Tacco d’Italia. Sarebbe stata la disfatta di un intero territorio che poggia le proprie basi, innanzitutto, sul tifo sincero e genuino per i colori Giallorossi. I vari Sticchi – Damiani, Liguori e Adamo sono riusciti nel miracolo di prendere la macerie lasciate dalla gestione Tesoro (non nuovo ad avventure distruttive. A Busto Arsizio lo stanno ancora aspettando per un saluto amichevole…) per trasformarle in qualcosa di solido, concreto, ovvero in una società moderna con obiettivi lungimiranti ed a lungo raggio. In tutto questo mettiamoci anche l’entrata massiccia nella società di via Costadura, di un certo Renè De Picciotto, un facoltoso banchiere svizzero di origini italiane che conosce bene il Salento e sa come far fruttare gli investimenti.

Il paradiso

Il paradiso è oggi. Il paradiso è la Serie A. Il paradiso è la conquista di un qualcosa che era stato tolto con la forza ai salentini che si sono sentiti depredati di una fede, di una maglia, di un pezzo di cuore.

Il sole è tornato a splendere sul massimo campionato italiano.

I Lupi sono tornati e venderanno cara, carissima, la pelle.

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