Milan: 50 nuovi azionisti nella società di Elliot

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Cinque giorni fa in occasione della cerimonia dell’Associazione Piccoli azionisti Milan s’è realizzato il trasferimento ai piccoli soci del titolo azionario Milan

Come riporta il Sole 24 Ore, il 3 luglio in occasione della cerimonia dell’Associazione Piccoli azionisti Milan è stata messa in pratica la cessione dei titoli azionari a soci minori. Si tratta di imprenditori e di uomini della finanza pronti ad aggiungere una piccola quota (circa lo 0,07%) alla fetta di torta più grossa che è di proprietà americana.

Fra i nomi più altisonanti Nicola Asti (Partner di Freshfields); Marco e Tommaso Dubini, Massimo Ferrari (CFO di Salini Impregilo);  Sergio Iasi (Chief Restructuring Officer) di Trevi Finanziaria e Roberto Italia (fondatore di Space Holding). 

Inoltre altri nomi di spicco: Sami Kahale (Direttore Generale di Esselunga); Marco Patuano (Amministratore Delegato di Edizione holding e membro del Consiglio di Amministrazione di AC Milan). Ancora Maurizio Tamagnini (Amministratore Delegato del Fondo Strategico Italiano); Pierfrancesco Vago (Amministratore Delegato di Msc) e Nicolò Zanon (Giudice della Corte Costituzionale). Infine Marco Sesana (Amministratore Delegato di Generali Italia) e altri volti milanisti della business community italiana.

Auro Palomba: Siamo orgogliosi di questo traguardo

Il presidente dell’APA (Associazione piccoli azionisti) ha manifestato grande soddisfazione per l’avvenuta operazione e perché il Milan è una delle prime squadre a coinvolgere il piccolo azionariato. Lo stesso Auro Palomba ha aggiunto che c’è massima disponibilità nel far il bene del club e nel migliorarne gli obiettivi sportivi e aziendalistici.

Un Milan degli azionisti sempre più modello anglo-americano

Insomma il Milan di Giampaolo, come quello di Gattuso è sempre più lontano dal modello a conduzione famigliare e sempre più aperto a un modello holding anglo-americano. E’ un’idea moderna e a volte vincente. Non che i piccoli azionisti possano incrementare le risorse del club, ma possono contribuire a diversificare una strategia di marketing e di business molto più simile a quello d’Oltremanica.

C’è da chiedersi se, qualora il Milan approdi finalmente alla tanto agognata Champions, il prossimo passo non sia la quota in borsa. E’ ancora presto per dirlo, ma l’influenza gestionale e modernizzante di Scaroni-Gazidis e soci si sta iniziando a vedere. E i tifosi tutto sommato, dalle prime reazioni a Milanello, non sembrano scontenti della nuova gestione. Ricordiamo che Elliot è ormai da un anno la società che detiene il maggior valore di mercato del Milan.

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