Stadio San Siro, storia e origine di un mito

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Stadio San Siro: conosciamolo meglio, storia e origine di un mito

Piero Pirelli, presidente Rossonero nel  1925, decise e promosse l’idea per la costruzione di un impianto vicino al Trotto. Lo stadio San Siro venne costruito interamente a spese dell’allora patron Milanista, coadiuvato dall’ingegner Cugini e dall’architetto Stacchini. La capienza iniziale? Ben 35.000 persone! Mica poche per l’epoca.

Solamente un anno dopo, nel 1926 e più precisamente il 19 settembre, venne inaugurato l’impianto con un Derby amichevole tra Inter e Milan. Chi vinse? Beh, purtroppo i cuginastri per 6 a 3. Una delle loro poche soddisfazioni nei nostri confronti.

La proprietà rimase a Pirelli fino al 1935, anno in cui il Comune di Milano lo acquistò mantenendolo fino ad oggi. Non appena venne effettuato l’acquisto, il Comune, seguito dall’ingegner Bertera e dall’architetto Perlasca, ne portarono la capienza a ben 55.000 spettatori aggiungendo quattro  curve e incrementando le tribune.

L’esterno dello stadio San Siro agli albori

1941-1945. La seconda guerra mondiale ci trasferì di casa

Sicuramente uno tra i periodi più bui per l’Europa intera, riflesse i suoi effetti nefasti anche nel capoluogo lombardo. I milanesi, infatti, senza energia elettrica e senza la libertà di spostarsi in tranquillità  per la città, furono costretti a non poter più raggiungere lo stadio San Siro con i tram dell’epoca. Motivo per cui, le gare del Milan si svolsero fino alla fine del conflitto presso l’Arena Civica. Nel 1947, invece, venne presa la decisione di dividere l’impianto anche con l’altra squadra di Milano: l’Inter. Sempre secondi nei nostri confronti.

Il 1955 è stato l’anno della rivoluzione totale per lo stadio San Siro

L’ingegner Ferruccio Calzolari, coadiuvato dall’architetto Armando Ronca, decisero di aumentare drasticamente la capienza.

Inizialmente, grazie ad un secondo anello che invadeva le tribune subito sotto, si potè raggiungere l’incredibile portata delle 100.00 persone. Erano francamente troppe per la sicurezza dell’epoca e, a fronte di ciò, si decise di limitarne la capienza a “soli” 85.000 presenti. Una marea si per i tempi moderni, figuratevi per mezzo secolo fa. Durante questo ampliamento vennero anche aggiunti i famosissimi anelli a rampa che portano ai “piani” alti. Nel  ’57, invece, venne installata l’illuminazione notturna e nel 1967 il tabellone luminoso.

1980: l’anno in cui San Siro venne intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza

Giocò sia per l’Inter che per il Milan e si rese protagonista di due vittorie ai campionati mondiali con l’Italia. Secondo i massimi esperti calcistici resta il miglior giocatore italiano di tutti i tempi. Un mostro sacro. Il meglio di sè lo diede in nerazzurro, dove visse quattordici stagioni condite da vittorie su vittorie e record personali. Al Milan, invece, fu meno fortunato e,  dal  1938 iniziò il declino a causa di infortuni vari. Il più importante fu quello al piede, chiamato anche sindrome del “piede gelato”. In pratica un ostruzione ai vasi sanguigni del piede ne limitava di tanto i movimenti, causando estremo dolore. Dopo due anni in Rossonero non fortunati, mentre noi ci chiamavamo “Milano” per motivi politici, passò poi alla Juventus per poi esaurire la carriera di nuovo all’Inter dopo essere passato per il Varese (campionato di guerra) e l’Atalanta.

I mondiali del 1990. Orgoglio e nuovo restyling per lo stadio Meazza

Motivo di grande orgoglio fu l’assegnazione dei mondiali del 1990 all’Italia. Per questo motivo, il Comune di Milano, decise di effettuare un nuovo intervento di modernizzazione dell’impianto. Terzo anello creato e posti coperti. Giancarlo Ragazzi ed Enrico Hoffer furono gli architetti artefici del progetto, mentre Leo Finzi fu l’ingegnere. Vennero anche coperti da plastiche i posti a sedere e si raggiunse la capienza di 85.700 persone. Il tutto con sicurezza e comfort aumentati per i partecipanti alle partite dagli spalti. Oltre a tutto questo subì modifiche anche l’impianto elettrico e di illuminazione e il nuovo Stadio San Siro venne inaugurato il 25 aprile del 1990 a ridosso dei Mondiali presto ospitati.

La ristrutturazione del 1990

Negli anni 2000 pochi interventi, ma basilari

A causa dei paletti imposti dalla Uefa riguardo gli impianti che avrebbero ospitato le prossime competizioni, lo stadio subì alcune modifiche: calo della capienza  a 80.018 posti, manto erboso sostituito nel  2011 e nel 2015 venne aggiunta la “ground box”. 140 poltroncine che permettono di assistere al match praticamente da bordo campo.

Poter pensare di demolire in due secondi un pezzo  secolare di storia sì Milanese, ma sopratutto italiana sarebbe pura eresia. Prima di compiere uno scempio simile bisognerebbe pensarci bene. Sopratutto se anche all’estero lo stadio San Siro viene visto così:

”  la prima volta che vedi lo stadio Giuseppe Meazza[…]è impossibile non avere un sussulto. Quando è illuminato, sembra un’astronave atterrata  nella periferia milanese”

( The Times, 2009)

03 Luglio 2019: i progetti per il nuovo stadio sono in dirittura di arrivo

Ci siamo. Non oltre venerdi, Milan e Inter presenteranno il progetto tanto atteso dal Sindaco Sala. Da sempre contrario al nuovo impianto, ma che deve stare molto attento se non vuole perdere gli introiti derivanti da questo nuovo progetto. Insomma, sventolandogli sotto al naso le classiche banconote, scommettiamo che sarà ben contento del progetto?

Secondo infatti il Corriere dello Sport, Milan e Inter sono pronte. Una volta presentato il progetto a Palazzo Marino inizierà l’iter per la approvazione. Resta comunque in sospeso il discorso del design dell’impianto, mentre il via per i lavori non dovrebbe avere luogo prima di un anno e mezzo.

Dovesse Sala opporsi ancora, Milan e Inter han pronte il piano B. Realizzare l’impianto in un’altra zona che non sia limitrofa a San Siro e perchè no, magari non a Milano, facendo perdere, a questo punto giustamente a tutto il Comune, palate di milioni. Così son contenti a fare sempre i bastian contrari.

08 Luglio 2019: gli Architetti internazionali si scagliano contro il progetto per il nuovo stadio

Ci siamo. Non solo a Milano ed in Italia il progetto per la demolizione di San Siro con la conseguente costruzione di un nuovo ( più piccolo ) impianto, fa discutere.

Tuttosport riporta, infatti, la notiza che l’Architets Declare, un gruppo di architetti mondiali uniti con lo scopo di favorire interventi eco-sostenibili, si sarebbe opposto con fermezza per bloccare i  lavori. Citano ad esempio l’Arsenal che ha abbandonato Higbury lasciandolo però “in piedi” con una nuova destinazione d’uso. Una sorta di memoria per un monumento cittadino.

Da pazzi abbatterlo

” la demolizione di un edificio enorme per fare spazio ad uno più piccolo e’ abbastanza indifendibile come scelta di design. e’ da pazzi.

Questo è il comunicato emerso dagli Architetti internazionali.

Abbattere il campo più storico di Italia, al pari di un monumento è un’eresia, che venga ben pesata la questione prima di procedere.

10 Luglio 2019 Presentato ufficialmente il progetto per il nuovo stadio San Siro

Ci siamo. Il primo, fondamentale, passo per la costruzione del nuovo impianto ha preso il via ufficialmente.

Il nuovo stadio dovrebbe essere costruito, stando a quanto presentato da Milan e Inter, nell’area dei parcheggi dell’attuale Meazza. Quest’ultimo verrà, secondo le due società ma non secondo l’attuale sindaco Sala, demolito. Ricordo che Sala non vuole “buttarlo giù” a causa della promessa fatta al comitato olimpico. Promessa che garantiva la cerimonia d’apertura nell’attuale Scala del Calcio.

Passiamo ai numeri, che poi son quelli che più interessano:

  1. Capienza di 60.000 spettatori
  2. Proprietà del Comune con conseguente concessione alle due squadre
  3. Costi attorno ai 600-700 milioni di euro
  4. Realizzazione hotel e centro commerciale

Tutto questo dovrà essere messo al vaglio del Comune di Milano che, in caso di risposta affermativa, vedrà successivamente la formazione di un bando di architetti e non solo specializzati in costruzioni di impianti sportivi. Ricordiamo che il tempo delle autorizzazioni non è inferiore a 12 mesi e, se tutto andrà bene, il via dei lavori sarà nel 2021. Garantendo così la possibilità di usare il nuovo impianto, al posto del Meazza, durante le Olimpiadi del 2026.

 

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