CARA DEA, QUESTO ICARDI PER TE ERA TROPPA ROBA

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Buona prestazione per la Dea soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo piccolo calo e l’Inter, con un fastastico Icardi, non perdona. Pesantissime, purtroppo per noi, le assenze di Spinazzola, Caldara e Freuler.

Si sa, quando si va a San Siro puoi aspettarti di tornare senza punti. Soprattutto con un’Inter che viaggia a meraviglia sotto la guida di Luciano Spalletti, e senza 3 pedine fondamentali come Freuler (out per squalifica), Caldara e Spinazzola (entrambi fuori per infortunio). Tuttavia mai partire sconfitti, anzi. La scoppola subita lo scorso anno (7-1) doveva essere un motivo in più per dare l’anima per cercare di racimolare almeno un punto. Ed infatti l’atteggiamento, soprattutto nel primo tempo, è stato di quelli giusti. Certo, innegabile che nel complesso si poteva fare meglio, e che i cambi di Gasperini erano probabilmente volti più a giovedì, verso il match contro l’Everton a Liverpool, che alla partita stessa contro i milanesi. Detto ciò bisogna anche riconoscere i meriti a chi si dimostra più forte, e a chi ha un attaccante che su 3 palloni a disposizione te ne insacca 2.

LA FORMAZIONE

Gasperini opta per un 3-4-2-1. Palomino al centro della difesa sostituisce Caldara, mentre De Roon e Castagne sostituiscono Freuler e Spinazzola. Là davanti si punta sul ‘falso nueve’, con Gomez e Ilicic che si interscambiano spesso. A completare il reparto, Jasmin Kurtic.

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LA PARTITA

Primo tempo

La prima frazione è equilibrata. Prima mezz’ora equilibratissima, con la Dea che offre un buon possesso e crea qualche pericolo dalle parte di Hndanovic, in particolar modo quando Hateboer brucia Santon e da posizione defilata impegna il potere sloveno, abile nella respinta. L’Inter nella prima fase sembra non impensierirci molto, fino a quando Borja Valero si inventa una giocata sublime mandando Icardi a tu per tu con Berisha. L’attaccante argentino  calcia debole sul portiere albanese. I padroni di casa prendono coraggio, e creano una potenziale occasione ancora con Icardi, che di testa mette largo. Nel finale, l’Inter alza il baricentro provando ad affondare il nostro muro, che però regge bene.

Secondo tempo

Nella ripresa si nota qualcosa di diverso. Si vede che l’Inter vuole portarla a casa, mentre l’Atalanta sembra un po’ più impaurita, meno ‘spavalda’ se vogliamo. Ci può anche stare, ma non ci può stare lasciare solo Icardi in area di rigore. Errore gravissimo, imperdonabile, ingiustificabile. Perché se lo lasci solo, una volta ti può perdonare, ma due no. Cristante dorme su una punizione defilata di Candreva, e il centravanti nerazzurro insacca di testa. La Dea prova a reagire e crea una buona azione con il Papu Gomez (non al meglio della condizione, e si vede), che dal limite calcia alto col mancino. L’Inter non sembra pericolosa, finchè una dormita colossale della difesa atalantina permette a Icardi, con un grandissimo colpo di testa, di realizzare la doppietta personale. Entrano Petagna, Orsolini e Haas. I primi due entrano piuttosto bene, creando qualche pericolo, ma serve a poco.

Le assenze non devono rappresentare un alibi, anche se è evidente che non si trattava di assenze qualunque. E un Papu Gomez a mezzo servizio fa la differenza, purtroppo, in negativo. Perciò non si poteva chiedere molto di più ai nostri ragazzi in termini di risultato. Tuttavia ultimamente ci sono troppe disattenzione che paghiamo a caro prezzo, e che dobbiamo assolutamente eliminare. Già a partire da giovedì, dove bisogna fare almeno un punto (e in Inghilterra non sarà facile) per qualificarsi matematicamente ai sedicesimi di Europa League. Dea, è arrivato il tuo momento! SEMPRE FORZA ATALANTA!

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