Mondiali 2018: il Belgio si candida all’iride

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Se gioca il Belgio non ci si annoia. La squadra di Martinez rifila “la manita” ad una comunque discreta Tunisia. “Diavoli Rossi” ora più che mai tra i candidati alla vittoria finale.

Nella seconda gara del Girone G, che comprende anche Inghilterra e Panama, la Nazionale guidata da Roberto Martinez ha trovato la seconda vittoria nel Mondiale ottenendo la qualificazione agli ottavi di finale ed eliminando la selezione africana. Subito partita viva con Mertens che viene messo giù al limite e già al 6′ Belgio in gol con il rigore trasformato da Eden Hazard. Trascorrono pochi minuti e al 16′ gol di Lukaku che, su assistenza di Mertens, ha bucato l’estremo difensore tunisino con un preciso diagonale. La Tunisia ha provato a riaprila con un colpo di testa di Bronn al 18′, ma prima Lukaku con un preciso scavetto (45′) e poi ancora Hazard e Batshuayi tra il 51′ e il 90′ hanno messo il punto esclamativo sulla gara. Nei minuti di recupero gol consolatorio siglato da Khazri che ha realizzato la sua prima rete nella manifestazione iridata.

Il Belgio è finalmente pronto a vincere?

È vero, Panama e Tunisia non sono certamente due squadre di prima fascia, forse neanche di seconda. Eppure il Belgio presentatosi in Russia pare aver trovato finalmente la quadratura del cerchio in modo da sfruttare al meglio tutti i talenti della cosiddetta “Generazione d’Oro”.

Il commissario tecnico Martinez ha fatto scelte precise e chiare sin dalla lista dei convocati: senza ordine ed equilibrio, il Belgio non andrà da nessuna parte. Il 3-4-3 presentato nelle prime due partite di questi Mondiali ne è la riprova.

I 3 corazzieri in difesa (Alderweireld, Boyata e Vertonghen) sono necessari per lasciar giocare al loro meglio i tantissimi giocatori di tecnica superiore che ci sono a disposizione.

Hazard e Lukaku rispetto ai tornei in Brasile e Francia sono diventati giocatori maturi; De Bruyne è esploso sotto la gestione Guardiola; con l’evoluzione del giocatore del City che è uno dei motivi della mancata chiamata di Nainggolan (Witsel è la spalla perfetta per lasciarlo libero di agire).

L’ex centrocampista dello Zenit è l’uomo che ha il chiaro compito di dare copertura a una squadra che con Carrasco e Meunier è decisamente a trazione anteriore.

A completare il tridente con Lukaku e Hazard c’è un Dries Mertens nel momento migliore della sua carriera che sembra essere spalla ideale per le due stelle della Premier League e che ieri ha giocato anche da centravanti. Se poi ci ricordiamo che in porta c’è un giocatore come Courtois e in panchina fioccano le alternative di livello, c’è da chiedersi:

cosa manca al Belgio per vincere?

I punti deboli dei Diavoli Rossi sono evidenti: in assenza di Kompany, il terzetto difensivo non dà abbastanza garanzie; specialmente contro squadre capaci di portare rapidamente il pallone nella metà campo offensiva.

Il giovane Boyata è atteso da test più probanti e anche contro la Tunisia è andato in difficoltà, in particolare nel primo tempo.

E paradossalmente, a frenare la squadra potrebbe essere il “troppo talento” che c’è in rosa, con alcuni giocatori che tendono all’indolenza (Carrasco su tutti). La tendenza a strafare e la mancanza di continuità hanno fatto cadere più volte il Belgio in passato, motivo per cui in panchina è arrivato Roberto Martinez.

Tecnico pragmatico e uomo centratissimo, ha approcciato questo ruolo con il chiaro intento di sfruttare al massimo tutti i membri della generazione d’oro.

Sapendo che non esistono Nazionali perfette dal punto di vista strutturale ha deciso di dare una chiara impronta tattica ai suoi; smettendo così di sentirsi dire che sono una squadra bella ma non vincente. Pensiero perfettamente riassunto dalla frase pronunciata nella conferenza stampa prima della partita con la Tunisia:

Senza Nainggolan siamo noiosi? Preferisco esserlo, è così che si vince.”

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