Dal quartiere veronese: improcedibilità, Chievo in Serie A!

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Campedelli sorride (per ora)

In questi giorni in casa Chievo ha tenuto banco la questione plusvalenze, sulla quale è stato aperto un fascicolo, che con oggi è stato momentaneamente chiuso.

Da dove nasce tutto?

Già qualche mese fa il noto website Calciomercato.com aveva riportato dati riguardanti alcune plusvalenze fittizie nello scambio di giovani calciatori emergenti tra Chievo e Cesena tra il 2015 e il 2017.

Motivo? Sembrerebbe per assicurarsi la regolarità sul bilancio. In realtà operazioni di questo genere sono state attuate da molte altre società in passato, perché pare che per iscritto non ci sia nulla che le vieti.

L’indagine poi era stata portata avanti, ma inizialmente pareva dovesse scemare nel giro di poco tempo.

Si apre un caso

Dopo la fine del campionato scorso invece la questione è riemersa prepotentemente, tanto che la Procura Federale ha iniziato ad indagare, aprendo un vero e proprio caso.

A suon di comunicati il Chievo si dichiara estraneo ad ogni procedura non consona alla legge sportiva.

Ma la società di Campedelli è sotto indagine e durante il processo la richiesta della Procura è chiara:

15 punti di penalizzazione da infliggere sulla stagione appena conclusa (con conseguente retrocessione), oltre a tre anni di deferimento per Campedelli.

Sembra tutto così assurdo e illogico.

I legali clivensi rispondono a tono, dicendosi fiduciosi e asserendo anche che il calcolo fatto dalla Procura sui conti gialloblu è stato sbagliato.

Insomma, un caos incredibile che incombe su una società che è uscita pulita dalle accuse per cui è SEMPRE stata tirata in ballo.

Come reagisce il Crotone

Durante la vicenda, il club calabrese, speranzoso di prendere il posto del Chievo in caso di retrocessione di quest’ultimo, non se ne sta zitto, agendo in maniera a dir poco scorretta.

Attraverso comunicati che hanno molto dell’intimidatorio, società e, addirittura, tifosi, tentano di interferire con la questione, provando a influenzare il giudizio del Tribunale Federale.

Seppur da terza parte interessata, nessuna società ha mai assunto un comportamento tale.

Ribaltamento nel finale

A causa di un vizio procedurale, il Chievo ha avanzato la richiesta di improcedibilità del deferimento.

In pratica, il presidente Campedelli doveva essere ascoltato dagli inquirenti prima del processo, ma la chiamata in Procura non è mai arrivata.

Il Tribunale Federale accoglie la richiesta del Chievo e rimanda gli atti alla Procura, che dovrà decidere se ricominciare daccapo l’indagine, ma ora come ora la squadra della Diga appare sana e salva.

Adesso la tensione può sfociare e le energie saranno tutte concentrate sulla preparazione per la nuova stagione.

Aleggia lo spettro di una nuova indagine, ma, qualora dovesse esserci, Campedelli&co sapranno difendersi a dovere.

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