Abbiati: un Addio da eroe

461
Addio Abbiati Donnarumma

L’addio di Abbiati apre una  nuova era per il Milan, che i più ottimisti definiscono posi-negativa, ma i più pessimisti definiscono periodo nero.

Christian Abbiati era ed è uno degli ultimi ragazzini che dalla Primavera rossonera sono approdati nella prima squadra e vi sono restati (a parte qualche parentesi di prestito) per tutta la loro carriera calcistica. Oggi, come oggi, non vedo si realizzi una possibilità simile, perché con il mercato globale che si sta sempre più definendo, sarà sempre più difficile intrattenere giovani delle prime squadre dall’arringa e dal corteggiamento dei milioni stranieri.

Penso a un Donnarumma, ancora minorenne, cuore rossonero, eppure sibillinamente si dice sia già sul mercato, per un valore pari a una cifra esosa come 40 milioni di euro. Ormai i tifosi rossoneri, come quelli di altri grandi squadre del nostro torneo si stanno abituando a questo aspetto mercenario della realtà calcistica e lo accetteranno, fra insulti via social e striscioni polemici come un dato di fatto. D’altronde non sono loro ad avere il potere in una società calcistica e la loro voce vale meno dei soldi che si possono incassare da plusvalenze significative.

Ecco, perché l’addio di Abbiati, commuove al pari di quelli di Di Natale, Klose, Toni,, Domizzi e Bellini ancor di più i sentimentalisti del calcio. Christian non è stato campione assoluto in campo, inutile negarlo, primo perché ha fatto più la vita da comodo secondo che da titolare, secondo perché ha raggiunto la nazionale in qualche occasione e nulla più. Christian è stato campione di spogliatoio! Uomo vero, professionista serio, altresì compagno non polemico. Quando toccava a lui la titolarità dei pali e negli ultimi anni sono stati scelti i vari Dida, Diego Lopez, Donnarumma ecc… non ha proferito parola indigesta, se non qualche polemica casuale. Probabilmente, se la Juve lo scelse come vice Buffon, vuol dire che in altre squadre meno ambiziose Abbiati poteva tranquillamente ritagliarsi il suo spazio di protagonista.

Non l’ha fatto, perché aveva nel cuore sempre e solo la sua squadra e anzi ha supportato il suo sostituto con consigli amichevoli e supporto umano. Certo il suo spazio fra i pali se l’è preso, anzi se una Champions fra le più emozionanti di sempre il Milan l’ha alzata, l’ha fatto grazie alla sua doppia parata su Martins in quel derby d’aprile che poi portò alla sfida italiana di Manchester. Forse per tutti Christian resterà quel ragazzino che minorenne tolse con la punta delle dita la bordata di Rapajc in uno degli scudetti più emozionanti della storia rossonera.

Poco in fin dei conti hanno ammirato Abbiati uomo, anzi dalla curva spesso per qualche grossolano errore sono piovuti fischi e rimproveri.

Ma lui è sempre rimasto lì, sotto quella curva, fra quei fischi che a volte diventavano applausi, ne suo stadio, sulla sua panchina, fra i suoi amici e i suoi compagni, perché lui Christian Abbiati non ha mai fatto vedere di sgradire la panchina e quando è stato chiamato ha sempre risposto presente sotto qualunque allenatore.

Ora, che ha detto addio, resta da chiedersi se Christian Abbiati ci mancherà.

Con tutte le previsioni ottimistiche che si possono fare, da adesso in poi poche saranno le bandiere rossonere del futuro e anche se abbiamo visto Gigio Donnarumma piangere di fronte al suo sostituto, purtroppo mettiamocelo in testa quelle lacrime, che lo designerebbero come erede, sono sì umane, ma no dureranno molto. Presto o tardi dallo stock del Milan uscirà anche lui verso altre mete più ricchi e ambiziose, e allora….adesso..negli anni diremo:

Christian Abbiati ci mancherai

Next articleCagliari, lunedì il “Conti Day”
Nato a Milano il 09/09/1984. Gestore content editor e piano editoriale del sito www.tifoblog.it. Come tutti i colleghi che scrivono in questo sito, noi ci proponiamo di fare del #tifogiornalismo senza tralasciare lo scoop e la notizia, ma interagendo con i tifosi. Collaboro per il sito www.milanoweekend.it - sezione Sport e per il sito www.casanapoli.net Nella vita studio e lavoro, perché non si finisce mai di imparare e coltivo una passione culturale sfrenata per arte, letteratura e poesia. Il mio motto è: a metà fra questo secolo e i precedenti con in testa di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.