Abbraccio rossonero: Milan prima le pareggiavamo, ora NO

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Dopo Empoli il Milan trova nuova forza per credere al sogno europeo. Tre punti che un anno fa avremmo lasciato per strada e invece sabato sono diventati nostri

Milan: un primo tempo di vecchi spauracchi

Un anno fa in terra toscana finì 2-2. Sabato sera, invece, è finita 1-4 o 4-1, che dir si voglia. La creatura di Montella, pur senza Bacca, ha giocato una buona partita, sopratutto un devastante secondo tempo. Non c’erano dubbi che l’Empoli ci avrebbe creato difficoltà. Saponara, ex dall’animo tagliente ed effettivamente autore del goal pareggio, fra le linee è difficile da marcare e nel primo tempo gli abbiamo lasciato troppo spazio. Così ogni volta che la palla arrivava a lui, questi poteva aprire strade interessanti per i compagni. Il primo tempo, infatti, è stato giocato con troppa superficialità. Locatelli un po’ stanco e spaesato, Pasalic poco dirompente e Mati (presto uscito per l’ennesimo infortunio) poco nel vivo del gioco. Bonaventura spesso si perdeva in troppi dribbling e Suso era stato ben ingabbiato dagli avversari. Pur combattendo, creando discreta mole di gioco, poche erano le occasioni che potessero attivare Lapadula. Quest’ultimo, nonostante il goal iniziale, fatto di intuito e rapacità sotto area (vedi anche un impeccabile assist di Suso), pur lottando, da gladiatore come un eroe, non riceveva molti rifornimenti dalla trequarti.

Milan: quest’anno è diverso!

A fine primo tempo sembra la solita trasferta in bilico, nella quale i rossoneri tornano a casa con un risicato punticino o peggio con una sconfitta. Almeno un anno fa eravamo abituati a questi alti e bassi. Invece, NO. Questa squadra è diversa, ha più convinzione e un mancino in più: Suso. E’ lui a trovare l’occasione per concretizzare l’assist di Abate. Sul 2-1 le nostre certezze crescono e quelle dei toscani crollano. Ogni volta che ripartivamo, avevamo la possibilità di affondare nelle maglie di un Empoli, mai arrendevole, ma fragile. La fortuna ha baciato noi e non loro, così sulla travolgente azione al limite della linea di Bonaventura, abbiamo trovato la deviazione di Costa. Il vantaggio doppio ha rilassato un po’ tutti, ma escluso un tentativo di Maccarone non si sono corsi più pericoli.

Anzi, in partite simili a questa,  che un anno fa all’80’ non riuscivamo a sbloccare, troviamo il poker. Lapadula sembra Suso, rientra con un dribbling e calcia. Doppietta per lui, che dopo l’immediato tocco sotto porta, mostra anche un po’ di tecnica. Oltre a grinta e determinazione.

Milan: verso la Roma, con l’orgoglio addosso

Montella, Crotone, permettendo, potrebbe arrivare contro la Roma, in una condizione di parità o di vantaggio, impensabile a inizio stagione. I tifosi, vagamente scettici, dopo le prime impasse iniziali, si stanno ricredendo e vedono in questa costruzione un futuro glorioso. Età media ventitré anni. Carattere e convinzione. Qualità tecnica nei jolly Suso e Bonaventura e davanti un centravanti (in attesa che Bacca recuperi fisicamente e psicologicamente) che mostra combattività e gioco di squadra.

Per ora è un mix che emoziona e allontana i fasti ricordi del passato. Certo, non siamo nemmeno al giro di boa e bisogna aspettare prima di volare con la fantasia. Resta un dato i fatto: partite così un anno le avremmo perso, invece quest’anno NO. Perché c’è Montella o perché c’è Suso o perché c’è Lapadula o perché alcuni di questi ragazzi sono orgogliosi di indossare la maglia.

I tempi di Van Ginkel ed Essien sembrano finalmente lontani. Adesso siamo una squadra compatta, che concede poco all’avversario e contemporaneamente sa sfruttare ogni minimo errore con spettacolarizzazione (vedi Locatelli e i suoi goal) o con il massimo di concretezza.

Montella sta eseguendo un lavoro egregio, è riuscito a registrare una difesa che due mesi fa a Napoli ne ha imbarcate quattro, ha trovato la formula giusta per far rendere ogni suo ragazzo e ha ridato identità a un automa che vagava per i campi di serie A!

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