ABBRACCIO ROSSONERO : NIANG, SE CI SEI BATTI UN COLPO

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Dura ormai da diverse settimane il periodo negativo del giovane attaccante francese Niang. Necessario un cambio di rotta in vista della finale con la Juventus a Doha se vuole mantenere la maglia da titolare

 

Un filotto di partite cosi brutte, Niang, non le inanellava da almeno un paio di stagioni.

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Fino ad ora ha realizzato solo tre reti in questo scorcio di stagione. Davvero poche se si pensa a come era stato promettente il suo pre-campionato e le prime sfide, prima di incappare in alcuni problemi fisici che lo hanno sicuramente condizionato nel suo percorso di crescita. Non è certo una critica alla media realizzativa, potrebbe essere migliore, certo, ma il dato più preoccupante e i segnali più inquietanti che lascia intravedere durante le partite sono, principalmente, di carattere psicologico. Continuo a non capire come sia possibile che ad oggi non salti più l’uomo nemmeno in velocità: suo vero “cavallo di battaglia” fino ad oggi. Con la Roma, Rudiger, sembrava Bolt. Mai un dribbling, una discesa in fascia o un semplice uno-due per poter entrare in area. Ogni azione proposta da Niang veniva prontamente interrotta con una disarmante facilità da parte degli avversari. Da quasi l’impressione che la sua voglia di segnare e di rendersi protagonista lo rendano “cieco” nel capire cosa realmente serva alla squadra durante le partite. Questo rischia di diventare un pericoloso limite per la sua carriera: deve fare il salto di qualità. I due rigori sbagliati sono emblematici. Posso capire il primo, sbagliamo tutti. Perseverare, invece, è diabolico. Con la Roma doveva “sfondare” la rete, non presentarsi ancora con una rincorsa insicura e uno “stop” prima del tiro per piazzarla. Soprattutto se stai togliendo per la seconda volta a Lapadula il pallone che si era guadagnato.

A tratti ho la sensazione che non sappia fare le scelte giuste. Montella avrà davvero da lavorare con lui per non rischiare di perderlo nella mediocrità di quello che si sta rivelando il suo carattere e, spiace dirlo, probabilmente anche il suo tipo di gioco. Altra nota negativa è che difficilmente recupera palloni: fa sistematicamente fallo qualsiasi sia la zona del campo e questo non va bene. Fosse per me lo farei allenare come si faceva un tempo: mani legate dietro la schiena e via a provare a contrastare l’avversario. Dubito ci riesca.

Abbiamo due partite importantissime nel prossimo futuro : Atalanta con cui bisogna assolutamente vincere per legittimare il terzo posto e sfida con la Juve in Supercoppa. Entrambi appuntamenti da non mancare. In vista di questi due big match, Niang, dovrà assolutamente ritrovare se stesso. In primis per lui , poi ovviamente per la squadra. Quando le sue galoppate erano efficaci ne beneficiavamo in maniera fondamentale sia a livello di gioco che di realizzazione. Ricordiamoci che Bacca si è inceppato più o meno quando si è fermato lui. Anche questo non è un caso.

Fortunatamente abbiamo un vero leader in panchina: Montella. Anche a livello psicologico il Mister sta rivelando tutte le sue doti. Ha quasi recuperato tutti gli interpreti assopiti fino a questa stagione e sono molto fiducioso possa, anche con il giovane Niang, riuscire nel suo intento di rilancio: diamo tempo anche a lui di crescere e all’Aeroplanino di riuscire nel suo compito, sono sicuro non ci deluderà. Forza Milan!

 

 

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