Al Ferraris il mondo è capovolto

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27 novembre 2016. Stadio Luigi Ferraris. Genoa-Juventus. Dopo 29 minuti una squadra conduce per 3-0 distruggendo gli avversari sotto tutti i punti di vista. Ordinaria amministrazione per i bianconeri? No, ordinaria follia per i rossoblu. È il grifone a dominare il match costringendo gli avversari alla resa prima che scocchi il secondo quarto d’ora. È il Genoa a sembrare la Juventus schiaccia-sassi che da anni distrugge ogni avversaria. È il Genoa ad uscire da un periodo di appannamento esaltando tutte le proprie caratteristiche. È Juric a riprendersi la scena schierando un Genoa perfetto in grado di schiantare i penta-campioni d’Italia, rimasti attoniti di fronte a una partenza straordinaria dei rossoblu. I primi trenta minuti della sfida di domenica rimarranno nella storia: in mezz’ora il grifone ha rovesciato il mondo, in mezz’ora il grifone è sembrato in grado di poter fare qualsiasi cosa. Imprendibile sulle fasce, cinico in attacco e perfetto in difesa: così il Genoa ha travolto la Juventus. Lo ha fatto in un pomeriggio apparentemente uguale agli altri, ma che ogni tifoso rossoblu presente al Ferraris avrà il privilegio di raccontare ai nipoti. Un pomeriggio nel quale i marziani sono sembrati terrestri ed i terrestri sono sembrati marziani. Un pomeriggio nel quale si è capovolto il mondo.

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