Al Tour vince la noia. E Cavendish, di nuovo

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Una giornata estremamente piatta al Tour de France che verrà ricordata “solo” per la vittoria numero 30 di Mark Cavendish (la quarta nell’edizione 2016)

Diciamo subito che gli organizzatori avevano “mangiato la foglia” ed infatti hanno anticipato l’orario di partenza di questa 14^ tappa: la previsione (poi rispettata) di forte vento contrario sul percorso, il letterario Mistral proveniente da nord tipico della zona, ha suggerito che la media di corsa sarebbe stata piuttosto modesta e si sarebbe rischiato di concludere la frazione fuori dalla finestra della diretta tv, con tutte le evidenti conseguenze del caso. L’avvio è stato particolarmente lento e nessuno voleva andare in fuga (208 chilometri col vento in faccia sono un bel deterrente), così che nella prima ora sono stati percorsi appena 30 km nonostante il percorso pianeggiante. Poi qualcuno si è fatto coraggio e 4 ardimentosi si sono sacrificati per il bene di tutti (tra questi Cesare Benedetti della Bora Argon 18), guadagnando molto rapidamente terreno, ma non abbastanza per avere in premio la possibilità di vincere la tappa. Tenuti a lungo “a bagno maria” i fuggitivi sono stati ripresi ad una decina di chilometri dal traguardo dove è iniziata l’unica fase degna di nota, ovvero la preparazione dello sprint. Ancora una volta Mark Cavendish (Dimension Data) ha tagliato il traguardo per primo raccogliendo la quarta affermazione di questa edizione e portando a 30 il totale complessivo (Eddy Merckx è lì a 34): i tedeschi favoriti della vigilia si sono eclissati e la plateale protesta di Marcel Kittel (5°) è parsa più un segno di resa che non uno sfogo di rabbia. Il redivivo Alexander Kristoff con la seconda piazza ottiene il suo miglior risultato di questo Tour, il regolarissimo Peter Sagan si prende l’ennesimo podio, mentre fa piacere rivedere di nuovo in cima agli ordini d’arrivo John Degenkolb, ancora alla ricerca della miglior condizione. Purtroppo l’ordine d’arrivo è l’unico souvenir di questa tappa nella quale è mancato totalmente lo spettacolo, ma che conferma ancora una volta come Mark Cavendish sia il miglior velocista di tutti i tempi al Tour.

15^ Tappa: Bourg-en-Bresse – Culoz [km 160]

Manca l’arrivo in salita, ma a parte quello la 15^ frazione ha tutto per essere considerata un “tappone”: complessivamente saranno infatti ben 8 le salite da affrontare (solo 6 quelle segnalate come gpm) e le ultime due sono davvero impegnative. Tappa che si svolge interamente nella regione dell’Ain, a ridosso dei rilievi alpini e molto frequentata dal ciclismo professionistico con il Criterium del Delfinato: partenza da Bourg-en-Besse e strada che ben presto inizia a salire verso il primo gpm di giornata, subito un impegnativo 1^ categoria, il Col du Berthiand (6 km al 8.1%). Da questo momento in poi non ci sarà più un metro di pianura, se non gli ultimi 7 che portano al traguardo, come testimonia l’altimetria che ricorda il profilo di un seghetto. In rapida successione troviamo: Col du Sappel (2^ cat. 8.8 km al 5.6%), Col de Pisseloup (3^ cat. 4.9 km al 5.8%) e Col de la Rochette (3^ cat. 5.1 km al 5.4%). La salita a Hotonnes è omaggio (nel senso che non da punti per il gpm, ma va comunque scalata) ed arriva prima del piatto forte del giorno, il Grand Colombier (hors cat. 12.8 km al 6.8%) che a occhio farà piuttosto male visto che la seconda parte presenta pendenze superiori al 10%. Altrettanto impegnativa sarà la lunghissima discesa verso Culoz (1° passaggio sul traguardo) con 20 km velocissimi e ricchi di insidie che possono fare selezione quanto la salita. Ma non finisce qui, perché dalla linea del traguardo si tornerà verso les lacets du Grand Colombier (1^ cat. 8.4 km al 7.6%), una salita caratterizzata da tantissimi tornanti che selezionerà ulteriormente il gruppo dei migliori. Il traguardo è posto a 14 km dallo scollinamento, ma difficilmente chi avrà fatto la differenza in salita verrà ripreso in questo tratto.

Tappa15

Il percorso lascia supporre che a giocarsi la vittoria di tappa possa essere una fuga da lontano, partita già sulle rampe del primo gpm. E’ infatti del tutto improbabile che il Team Sky abbia interesse a tenere chiusa la corsa ed anche la Movistar proverà ad animare le acque solo nella seconda parte. L’impressione è che il vantaggio dei fuggitivi possa rapidamente dilatarsi, rendendo impossibile ai big il rientro prima dell’arrivo. La domanda è sempre la solita, chi farà parte della fuga ? E di questi, chi potrà vincere la tappa ? Proviamo qualche nominativo qua e là: Rafal Majka e Thomas de Gendt interessati ai tanti punti disseminati lungo la strada, Jarlinson Pantano, Vincenzo Nibali, Faria Rui Costa, Daniel Navarro, Ilnur Zakarin, Tom Dumoulin, Serge Pauwels. Dietro ci sarà invece lotta per la classifica generale e credo che Movistar e BMC non possano continuare a temporeggiare: uno dei luogotenenti di Nairo Quintana e Richie Porte (Alejandro Valverde e Tejay Van Garderen rispettivamente) dovrà provare ad anticipare i tempi per mettere in difficoltà il solidissimo Team Sky di Chris Froome; non è detto che ci riescano, ma hanno il dovere di provarci. Per i colori azzurri, mi auguro che Fabio Aru provi anche lui a fare qualcosa, mentre mi aspetto che corrano in difesa Bauke Mollema e Adam Yates, secondo e terzo della generale.


Ordine d’arrivo, classifiche ed informazioni sul sito ufficiale www.letour.fr

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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