Al Dino Manuzzi l’Ascoli beffa il Cesena al 94°

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Al Cesena non basta passare due volte in vantaggio (Renzetti, Rigione) per vincere la partita: con due rigori (Gatto, Perez) l’Ascoli strappa infatti il 2-2

Dopo Latina e Spal, anche l’Ascoli pareggia rocambolescamente al Dino Manuzzi in extremis e sottrae al Cesena altri 2 punti fondamentali. Se quelli persi maldestramente nel girone di andata sono, di fatto, costati la panchina a Massimo Drago, questi potrebbero avere effetti un po’ meno dirompenti, perché almeno la prestazione c’è stata e, fino al contestato episodio finale, il Cesena di Andrea Camplone avrebbe meritato la vittoria. Però non basta, perché con i complimenti degli avversari, le sceneggiate di Rino Foschi a bordo campo e le furiose contestazioni al pessimo Abisso di Palermo non ci si salva, anzi, si rischia di peggiorare le cose. Per farlo servono soprattutto punti in classifica, ma anche la consapevolezza che sono stati gli errori del Cesena stesso a mettere l’arbitro e l’Ascoli nelle condizioni di fargli del male.

Dopo questo 2-2, il Cesena sarebbe oggi in Lega Pro, visto che ha perso lo scontro diretto con la Pro Vercelli, e all’orizzonte si profilano Carpi e Bari, non certo due squadre facili da affrontare: il rischio è che tra una quindicina di giorni le cose siano peggiori di quanto non lo siano già oggi. Eppure ho la sensazione che non ci sia la giusta percezione di questa drammatica situazione, si favoleggia infatti di una semifinale di Coppa Italia, di playoff promozione non troppo distanti, di un filotto di vittorie che arriverà da un momento all’altro… E’ vero, il Cesena ha giocato bene il secondo tempo di Perugia, così come la partita contro l’Ascoli di ieri, però per colpe proprie o altrui ha raccolto appena 2 punti, mentre dietro Trapani e Ternana hanno vinto, riducendo così le distanze ed accorciando la classifica che ora assomiglia ad un affollatissimo girone dantesco (9 squadre in 4 punti, da 27 a 24), nel quale bisognerà lottare fino alla fine per emergere e scampare le fiamme dell’inferno. Mors tua vita mea

Come detto, un arbitraggio non all’altezza quello di Abisso, ma non è certo una novità: tutte le volte che il Cesena lo incontra qualcosa di brutto succede. Colpa sua, colpa nostra, colpa della sfortuna? E chi lo sa… Di certo i bianconeri ci hanno messo molto del loro: Cocco prima e Kone-Ciano poi non hanno sfruttato clamorose occasioni in area di rigore a tu per tu con Lanni, Cascione ha fatto di tutto per spianare la strada al primo pareggio ascolano, la gestione del finale poi grida vendetta e mai si sarebbe dovuti arrivare al 94′ con Perticone uno contro uno in area di rigore. Quando c’è equilibrio, i dettagli fanno la differenza ed il Cesena ha pareggiato proprio a causa dei dettagli, non certo per una prestazione comunque positiva. Però non basta, serve di più, servono punti e cattiveria per raggiungere l’unico obiettivo che questo Cesena può permettersi oggi di targettare, ovvero la salvezza all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

E poi, inutile girarci attorno, serve assolutamente qualche innesto negli ultimi giorni di calciomercato: la difesa va puntellata perché non si può costringere il povero Cascione (peraltro infortunatosi nella ripresa) a certe figure che non merita di certo e non si può sperare che Garritano si trasformi all’improvviso da fantasista offensivo ad interditore (sintomatica l’ammonizione rimediata dopo appena 50″), nonostante abbia disputato una partita dignitosa da mezzala. Infine, il rebus portiere che va risolto all’istante: l’alternanza non giova né ad Agazzi né ad Agliardi, entrambi interpreti validi, ma non immuni da errori che vanno limitati dando ad uno di loro totale fiducia e conseguente continuità.


Articolo in collaborazione con www.cesenamio.it

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