Banega nel girone degli ignavi: senza infamia e senza lode

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Termina dopo una sola stagione l’avventura di Banega all’Inter, senza lasciare traccia indelebile del suo passaggio in Italia

Ever Banega è uno di quei giocatori destinati a dividere in eterno, anche dopo il ritiro. O lo ami incondizionatamente, a prescindere dai successi, oppure ti è indifferente. Una carriera di tutto rispetto, condita da maglie importanti e trofei più o meno prestigiosi, ma sempre stoppata ad un passo dall’essere al top.

Ed è proprio ciò che è accaduto nella sua esperienza all’Inter: arrivato a zero fra tante aspettative, nella speranza che fosse finalmente maturo per prendersi la scena, dopo aver convinto tutti a Siviglia, la sua stagione è stata condita di alti e bassi. Tornato a vagare per il campo alla ricerca della giusta collocazione tattica, vera croce per chi si ritrova con un grande talento ma con altrettanta anarchia, l’argentino ha patito gli eccessivi tatticismi del nostro campionato, a cui non è mai sembrato prendere a pieno le misure. Più adatto al gioco spagnolo o argentino, Banega, libero di esprimere il suo talento senza pensare troppo a difendere. E dire che a Siviglia era diventato un centrocampista a tutto campo.

Trequartista, regista, mezzala, mediano. Le si è provate tutte, ma poche volte la stella di Banega ha davvero brillato. Quando lo ha fatto, però, il pubblico interista ne è rimasto deliziato. Certo, non ha sicuramente aiutato la stagione travagliata della squadra intera, con i vari cambi di allenatore che non giovano a chi già di per sé fatica ad inserirsi. Nemmeno la folta colonia argentina è stata d’aiuto.Una stagione che a ben vedere non è stata nemmeno da buttare per il Tanguito, che ha fatto registrare 6 gol ed 8 assist. Nel mezzo, però, tante panchine e troppi passaggi a vuoto.

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Di lui il ricordo più importante a Milano resterà la plusvalenza incassata in appena 12 mesi: arrivato a zero da Siviglia, vi ritorna per una cifra che si aggira sui 9 milioni. Non saranno i 30 offerti dalla Cina, ma sono sicuramente una manna dal cielo per rientrare nel fatidico tetto del FPF. Le buone operazioni non sempre sono quelle che danno risultati sul campo.

Buon ritorno a casa, Ever, ignavo dal rimpianto di una carriera che avrebbe potuto farti vincere tutto, ma che si è sempre fermata a un passo dalla gloria eterna. “Chi si accontenta…”

Fonte immagine: Calcionews24

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