Bardet e le cadute rianimano il Tour

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Più che le salite, è la pioggia ad animare il finale di tappa: bravo ad approfittarne Bardet che vince la tappa e sale al secondo posto in classifica

Nel finale della 19^ tappa del Tour de France, la Albertville – Saint Gervais Mont Blanc, piove ed improvvisamente succede quello che per tanti giorni abbiamo atteso invano: qualche attacco e battaglia serrata tra gli uomini di classifica. Più dell’impegnativo percorso, poterono due gocce d’acqua … Paradossale, ma è così ! Ad onor del vero, anche l’approccio iniziale è stato diverso dal solito, il gruppo dei migliori infatti non ha lasciato troppo spazio alla fuga da lontano con la chiara intenzione di provare a vincere la tappa, ma il merito è ascrivibile ad una sola squadra, la Astana di Beppe Martinelli che solo a tratti ha ricevuto la collaborazione della Katusha ed ancor più sporadicamente della AG2R; non pervenute invece Movistar e BMC le formazioni che avrebbero avuto il dovere morale di dare un aiuto sostanzioso al team kazako. Comunque sia, il risultato è che ai piedi dell’ultima salita il vantaggio dell’ultimo superstite all’attacco, l’indomito Rui Costa, era inferiore al minuto e poteva essere facilmente colmato nei chilometri conclusivi. Ma ecco che il meteo ci mette lo zampino e la pioggia leggera che inizia a cadere sulla corsa rende bagnato e scivoloso il fondo stradale con la discesa della Cote de Domancy che diventa una trappola per molti. Il primo a cadere è Pierre Rollande che faceva parte della fuga (le cadute di Daniel Navarro e Tom Dumoulin erano avvenute in precedenza a strada asciutta), poi tocca a Sebastian Reichenbach la cui scivolata spezza il gruppo, poi Bauke Mollema ed infine anche Chris Froome che trascina a terra Vincenzo Nibali. Ha la peggio l’olandese della Trek Segafredo che al traguardo paga un ritardo di 4’26” e precipita dal secondo al decimo posto in classifica, ma anche la maglia gialla rischia parecchio dovendo proseguire ammaccato e con la bicicletta di Geraint Thomas, non proprio adatta alle sue misure: sul traguardo paga un’inezia (appena 13″ dai principali rivali), ma è la prima volta in questo Tour che è costretto a cedere terreno. Chi invece si è esaltato con queste condizioni è il coraggioso Romain Bardet che si invola in discesa, raggiunge in breve Rui Costa e si lancia solitario sull’ultima salita: è il primo successo francese al Tour 2016 e per il portacolori della AG2R significa anche secondo posto nella classifica generale a 4’11” da Froome. Recupera una posizione anche Fabio Aru, sesto, che resta in vista podio (Nairo Quintana terzo lo precede di 1’33”). Domani, ultima tappa vera, l’arrivo è posto in discesa e se le condizioni meteo saranno le stesse potremmo anche assistere ad altre fasi convulse che potrebbero modificare la classifica generale, con il funambolo Bardet in agguato.

20^ Tappa: Megève – Morzine [km 146.5]

L’ultima vera fatica di questa edizione del Tour de France ha ancora il Massiccio del Monte Bianco come protagonista in una tappa che pur non proponendo l’arrivo in salita è molto impegnativa con quasi 3.500 metri di dislivello complessivo. Si riparte da Megève, l’epicentro di questa tre giorni alpina, ed anche domani la strada inizia subito a salire, questa volta verso il Col des Aravis (2^ cat. 6.7 km al 7%) una salita non troppo dura ma posta ad inizio tappa che può risultare indigesta a molti. Breve discesa ed altra salita verso il Col de la Colombière (1^ cat. 11.7 km al 5.8%), lunga ma non troppo ripida. Questa volta la discesa è estremamente lunga e la sua difficoltà dipenderà dalle condizioni meteo: con la pioggia può diventare selettiva quanto la salita. Raggiunto il fondovalle si percorrono una ventina di chilometri prima di attaccare il Col de la Ramaz (1^ cat. 13.9 km al 7.1%) che presenta una sezione molto impegnativa di 2 km a metà scalata. Ancora una volta discesa da prendere con le molle ed altro intermezzo pianeggiante prima dell’ultima scalata di giornata (e del Tour), il Col de Joux Plane (hors cat. 11.6 km al 8.5%), una salita davvero difficile sulla quale chi ne ha ancora qualcuna, sparerà le ultime cartucce per migliorare la propria posizione di classifica. L’arrivo non è in cima, ma bensì a Morzine, dopo 7 chilometri di discesa ed uno e mezzo di falsopiano il leggera ascesa (3%): a quel punto gli eventuali attacchi saranno volti a conquistare la tappa e non più a far saltare la classifica generale. Una tappa che mi aspetto spettacolare e molto insidiosa se le condizione meteo saranno avverse visto che sarà più la discesa della salita.

Tappa20

Dopo il numero fatto oggi, il percorso potrebbe essere ancora favorevole a Romain Bardet che ha dimostrato di essere molto abile in discesa. Personalmente però farei anche molta attenzione ad Alejandro Valverde che credo voglia togliersi la soddisfazione di vincere una tappa e trova percorso a lui adatto, sempre che non debba spremersi per Nairo Quintana che ha conquistato un posto sul podio e certamente vorrà difenderlo. Un altro nome che mi stuzzica la fantasia e che trova quota enorme è Wouter Poels che dopo aver scollinato il Joux Plane con Chris Froome potrebbe ricevere via libera per giocarsi le sue possibilità ed avere così una ricompensa per lo strepitoso lavoro svolto fin qui. Dubito infatti che il capitano voglia prendersi chissà quali rischi in discesa avendo già la vittoria in tasca. Altri possibili protagonisti sono Joaquim Rodriguez, all’ultima chance della carriera, Louis Meintjes e Richie Porte, mentre Fabio Aru dovrebbe arrivare solo per poter vincere e non credo possa accadere. Poche le possibilità per una fuga da lontano visto che mi aspetto uno svolgimento simile a quello di oggi, con una o due squadre (AG2R e Astana in particolare) a tenere alta l’andatura per sorprendere qualche avversario in difficoltà.


Ordine d’arrivo, classifiche ed informazioni sul sito ufficiale www.letour.fr

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