Bari-Reggina 1-1, un punto a testa. Che non serve a nessuno

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Bari-Reggina, derby del sud con gemellaggio

Ho scritto questo articolo con un po’ di ritardo. Meglio forse, perchè a caldo probabilmente avrei scritto altre cose, altri termini. Una cosa comunque che mi è venuta in mente ieri sera dopo la partita è stata proprio una frase di Giampiero Ventura in uno dei suoi due anni (o meglio, un anno e mezzo) passati da noi, frase scritta sulla lavagna dello spogliatoio prima di un fischio di inizio: “se vogliamo, possiamo”. Mi rimase impressa, la trovavo decisamente adatta a caricare una squadra e renderla cosciente della propria forza. Dopo Bari-Reggina invece, la frase potrebbe essere “vogliamo, ma non possiamo”. Sintomatica del momento che sta vivendo la nostra squadra, allenatore incluso. Non è che manchi la voglia, l’impegno. Manca una base, tattica ma anche atletica. A costo di essere ripetitivo, il primo tempo riassume gli equivoci di queste prime giornate, ovvero un Cornacchini totalmente in confusione o quasi, e dei calciatori irriconoscibili che commettono degli errori assolutamente inconcepibili se consideriamo la categoria da dove provengono. Squadra slegata, sfilacciata, in balia di una Reggina che è sembrata semplicemente ben organizzata, nonostante Frattali sia rimasto più o meno inoperoso per tutti i novanta minuti. Non è bastato un secondo tempo accettabile, perlomeno per il “cuore”, a salvare l’ennesima prestazione incolore.

Qual è il vero Bari?

Meglio feriti che morti, mi ha suggerito un amico. Ok ma è un punticino che non serve a nessuno. C’è da dire che sicuramente non è questo il problema, alla quarta giornata. La domanda più che altro è: si vedrà la luce in fondo al tunnel? Peggio di così non penso si possa fare. A questo proposito credo che la prossima partita contro la Virtus Francavilla sia decisiva per il mister. Vedremo. Si vocifera già di un arrivo di Castori, “pupillo” di alcuni elementi della società con cui ha condiviso l’avventura e i buoni risultati, soprattutto, di Carpi.

Cose buone, poche, al momento

Una nota positiva comunque la voglio trovare, ed è la seconda consecutiva tra l’altro, per Awua. Il nigeriano classe 1998 è stato il padrone del centrocampo, e ha impressionato ancora sia a livello tecnico che fisico. Sono curioso di vederlo accanto a Schiavone, il giocatore secondo me più adatto a dare geometrie nella zona nevralgica del campo. Altra lode ovviamente va alla cornice di pubblico presente al San Nicola. Non sembrava di sicuro una partita di Lega Pro (sugli spalti, beninteso) e, complice il gemellaggio tra le due tifoserie, si è messa in evidenza come spesso accade una coreografia da brividi. Aspettando che arrivino tempi (e risultati) migliori dal rettangolo di gioco. A cominciare dalla prossima partita in terra pugliese, per un derby che più “anomalo” non si può. Sempre e solo Bari!

fonte foto SSC BARI

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