Belgio: i fiamminghi son tornati?

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Il Belgio si riprende dopo la sconfitta iniziale con l’italia e infligge un perentorio 3-0 agli irlandesi. Ora la sfida con la Svezia è sfida qualificazione, ma matematicamente parlando i belgi hanno due risultati su tre favorevoli.

CAMBIO FORMAZIONE

Nel Belgio rispetto all’esordio Wilmots cambia modulo e giocatori. De Bruyne torna a a fare il trequartista naturale con licenza di svariare su entrambi i fronti della trequarti, mentre a riposto restano Nainggolan (che contro l’Italia ha giocato insufficientemente) e Fellaini. Dentro il pericolosissimo Carrasco, sulla mediana il nuovo acquisto del Dortmund Dembelè e in difesa a sorpresa il giovane Meunier.

Wilmots dunque rivede le sue idee tattiche, toglie dal campo alcuni giocatori a corto di fiato e ridà un senso logico allo schieramento della sua formazione, dopo la fase sperimentale della partita giocata a Lione.

DIFESA MEDIOCRE

Nonostante il 3-0 faccia pensare a una partita senza rischi  e contro l’Irlanda così è stato, la difesa del Belgio resta ad ogni modo una parte preoccupante dello scacchiere di Wimots. Sicuramente meglio il terzino Meunier di Ciman. Il ragazzino del Bruges, classe ’91 fornisce l’assist a Witsel, spinge moltissimo sulla sua fascia, blocca gli avantreni irlandesi e regala una prestazione fatta di corsa e generosità. I centrali sebbene si chiamino Alderweireld e Vermaelen restano sempre lenti, insicuri e sopratutto distratti. Specialmente sui calci piazzati lasciano ancora troppa libertà di smarcarsi agli avversari e come già visto contro l’Italia, se sottoposti ad efficaci contropiedi vanno in difficoltà. Courtois è una garanzia di efficacia, prontezza e sicurezza, ma seppur snodabile e attentissimo, il super portiere del Chelsea non può sopperire sempre alle mancanze del reparto.

Prima della Svezia Wilmots, se non vuol rischiare di tornarsene a casa in anticipo dovrà lavorare sodo sui meccanismi di intesa e marcatura. La difesa belga appare ancora troppo loggera.

CENTROCAMPO TORNATO AI SUOI LIVELLI

Dembelè è l’uomo giusto per il Belgio. Mediano che ferma l’azione avversaria e sa suggerire ai propri compagni. Muscoli e cervello uniti insieme a un’ottima capacità costruttiva. Witsel, finalmente torna a giocare come lo conosce mezza Europa dopo l’appannamento avuto contro l’Italia. Non soltanto segna la rete che chiude il match con un intelligente inserimento dalla metà campo, ma rifinisce l’azione con il passaggio giusto, usa la tecnica senza esagerare e non sbaglia mai nessun tocco. Carrasco è l’uomo in più del Belgio. Se fosse stato schierato contro l’Italia, avrebbe creato molti più problemi di Fellaini. L’uomo di Simeone è un composito di velocità e tecnica, tenacia e grinta. Si inserisce negli spazi e crea profondità, spesso illumina il gioco con il colpo che non t’aspetti e nello stesso momento consente al trio davanti di dialogare con i centrocampisti: è la cintura giusta per l’attacco.

DE BRUYNE E HAZARD: CHE SCHEGGE

Ammaliati dalla copertura difensiva di Candreva e Darmian, contro l’Irlanda fanno vedere che non sono andati in vacanza in anticipo, come si sperava. De Bruyne è davvero un siluro micidiale, se gli si concede spazio e visione del gioco, si infila nelle maglie avversarie come una scheggia. Se gli si concede la possibilità di vedere la porta, è pericolosissimo e si gli si fa fare il suggeritore, apre l’azione del goal come nell’1-0.

Hazard è la carta che Wimots deve imparare ad usare. Ha bisogno di spazi, tanti, come quelli che l’Irlanda lascia a destra nell’occasione del 3-0. In quelle situazioni è imprendibile e devastante. Deve migliorare sotto porta, controllare più la foga del tiro e la voglia di segnare, ma è dotato di tecnica e velocità non comuni, è una banderuola che se impazzisce fa girare il vento dalla parte giusta.

FINALMENTE LUKAKU

Dopo la prestazione scialba e rallentata contro l’Italia (anzi si dia addito a Bonucci e Barzagli di aver bloccato questo gigante) ieri ha fatto vedere chi è il celebre bomber dell’Everton. Una partita e due goal. L’uno e l’altro due piazzati precisi e micidiali. Non gli si deve concedere spazio, non bisogna dargli la possibilità di veder la porta o altrimenti difficilmente sbaglia. Se gioca di spalle si annulla da sè, perché a differenza di un campione come Higuain, lui non riesce a interpretare il ruolo di sponda, ma solo quello di chi fa a sportellate. Il cannoniere del Belgio ieri ha finalizzato tutto ciò che gli è stato offerto e ha saputo rispondere ogni volta che è stato chiamato in causa. Se non lo si bracca a uomo, il suo sinistro fa male.

LE ARMI IN PIU’DI WILMOTS

L’allenatore belga sa che ancora bisogna qualificarsi, prima di sapere chi affronterà agli ottavi. L’ex grande giocatore del Bordeax le sicurezze arrivano dalla rosa che si ritrova. Un parco giocatori di spessore internazionale, che hanno perso al Belgio di arrivare al secondo posto del Ranking internazionale sotto l’Argentina.

In quella panchina ci sono le armi che poche squadre di questo Europeo hanno.

Nainggolan deve solo tornare a fare quel che fa in Italia: sostanza, grinta, pressing e goal.

Mertens è l’elemento che già nel Napoli ha mostrato che a partita in corso sa trovare lo scatto in velocità o il gesto balistico tale da spezzare le gambe agli avversari.

Origi e Benteke sono due valide alternative a Lukaku. Entrambi giocano nella Premier, sponda Liverpool  e si sono già messi in mostra nel campionato inglese. Il primo è giovanissimo, appena 21 anni ed è un attaccante capace di interpretare più ruoli offensivi, perchè fra le sue doti ha la velocità e la dinamicità. Ha segnato poco, in stagione, solo 5 reti, ma se gli si concede spazio può pungere.

Benteke, invece, ha uno score più redditizio. Punta centrale, torre e attaccante dal discreto fiuto del goal. Ancora non s’è visto in questo europeo, ma non è certo stato convocato per far l’ombra di Lukaku.

Come si può intuire, Wimots deve prendere coscienza, dopo la vittoria contro l’Irlanda che la sua rosa può competere con ogni squadra e deve trasformare la qualità tecnica in qualità collettiva.

Fatto questo il Belgio potrà dimostrare di valere la posizione che detiene nel ranking FIFA, ma deve fare in fretta, perché la partita contro la Svezia potrebbe già ridimensionare o togliere le speranze dei fiamminghi.

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