Berlusconi, ecco perché non venderà il Milan

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Noi milanisti, si sa, siamo abituati alle “manovre” di Berlusconi, di ogni natura e stampo. Correva la notte dei tempi quando ci portavano a casa Ibra e Robinho in mezzo minuto; ora molte lune, tramonti e albe si sono avvicendate da quella notte e non ci resta che lui, si, di nuovo lui, a raccontarci di una sua mirabolante idea. Idea che però fa acqua da tutte le parti e per diversi motivi.

Vediamoli dunque questi motivi.

“Voglio nero su bianco che i cinesi investano pesantemente ogni stagione, affinché il Milan torni grande, in caso contrario non vendo”. Riflettiamo. Premesso che una dichiarazione di impegni, se vogliamo intenti, è fattibilissima, perché non esiste alcun istituto giuridico che abbia la presunzione di far valere azioni stabilite da terzi su proprietà terze, che difficoltà avrebbero i cinesi ad assicurare a Berlusconi quanto sopra? Silvio dichiara che i cinesi ancora non hanno risposto. No, non ci siamo, da che mondo è mondo, se io acquisto da te un’auto, te la pago e facciamo il passaggio di proprietà, non mi puoi imporre in alcun modo di lavarla ogni settimana quando sarà legalmente mia. Posso promettere di farlo, ma poi sarò di fatto libero di decidere della mia “cosa”. Quindi, questa storia del pretendere investimenti, puzza. Andiamo avanti, pensiamo al Milan che sarà, ma pensiamolo con entrambe le proprietà e senza investimenti. Restasse Berlusconi, per sua stessa ammissione resterebbe Brocchi con un Milan di giovani italiani. Tradotto: Scarti e scarponi senza soluzione di continuità pur di non spendere, nessun risultato sportivo ed economico, con anzi grosse perdite economiche. Chi glielo fa fare di tenersi il Milan se il Milan non è più utile? Ve lo dico io, glielo fa fare la sete di potere, perché Berlusconi è ancora convinto di potere usare il Milan a scopi elettorali e pur di perseguirli non baderà a spese. Si, perché il fatto che non abbia soldi vale solo per il Milan, non scordiamolo. Un Milan cinese senza investimenti? Un Milan mediocre come sopra, ma con la grande differenza economica di oltre 700 milioni di euro in tasca al buon Silvio, senza più però il veicolo elettorale preferito. Berlusconi sta cercando un modo per dichiarare che non venderà il Milan ed ufficializzarlo dopo le elezioni e questo è un modo geniale per farlo, “se di fronte non ho uno che mi garantisce un Milan stellare non glielo vendo, mi immolo e me lo tengo!”. Quale mossa potrebbe essere mediaticamente migliore? Nessuna. Berlusconi è un genio assoluto della comunicazione e della manipolazione, lo sta dimostrando con noi, appesi ogni giorno alla ricerca della notizia più vicina alla parola “cessione”. Non venderà il Milan, facciamocene una ragione, il denaro per lui non è mai stato un problema, non lo sarà di certo in futuro perché in fondo lui non sa che farsene dei soldi, ciò che Silvio brama, è il potere, il cavalcare l’onda mediatica e che lo vogliate o meno, sia che se ne parli bene o che se ne parli male, Silvio sarà sulla bocca di tutti e avrà raggiunto il proprio scopo, scopo dal quale ripartire per la scalata al potere in tre anni, il tempo che gli manca a scontare la “squalifica politica”.  Maldini alzava la Champions League ed io mi chiedevo se sarebbe stato per sempre. Poi è finito.

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