Bidoni Storici – Fiorentina e Genoa, vi ricordate di Anthony Vanden Borre?

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“Bidoni Storici”, la rubrica che rispolvera dal passato tutti i bidoni che hanno avuto il privilegio di calcare i campi della nostra Serie A.

Oggi parliamo di Anthony Vanden Borre, difensore belga classe 1987.

Duttile tatticamente, centrale di difesa e all’occorrenza terzino, Vanden Borre fa il suo esordio in prima squadra, con la maglia dell’Anderlecht, a soli 16 anni. Il 13 marzo del 2004, gioca da titolare il match contro il Charleroi. Da quel momento in poi, il giovane Anthony, farà stabilmente parte dell’11 titolare, impressionando gli addetti ai lavori insieme al compagno di reparto, Vincent Kompany. A fine stagione vincerà campionato e Coppa di Belgio, trovando anche la maglia della nazionale maggiore belga.

Nella stagione successiva, esordisce anche in Champions League, totalizzando 22 presenze in campionato.

Insieme al fido Kompany, Vander Borre viene etichettato come il futuro dei difensori a livello mondiale, tant’è che nel noto videogame “Football Manager”, risulta tra i giocatori più forti in prospettiva del panorama mondiale, con i tanti “allenatori” che non perdevano tempo ad accaparrarsi la coppia difensiva del club belga.

Disputa altre due stagioni ad alto livello con la maglia dell’Anderlecht, fin quando nell’estate del 2007, viene prelevato dalla Fiorentina, che lo porta in Italia per 5 milioni di euro, più 4.5 di eventuale riscatto, offrendogli un contratto quinquennale.

L’avventura del “fenomeno” belga parte il 7 ottobre 2007, quando subentra a Pazzini durante Fiorentina-Juventus dopo 67′. Con Prandelli e con i viola non c’è feeling, ed il buon Anthony scenderà in campo soltanto altre due volta, prima di essere ceduto al Genoa a gennaio, che lo preleva con la formula del prestito, cedendo contestualmente Papa Waigo ai viola. A fine stagione, i grifoni pagano i 4.5 milioni di riscatto all’Anderlecht, con Vanden Borre che rimarrà sotto la Lanterna per tutta la stagione 2008-2009, totalizzando 31 presenze in totale.

Anche al Genoa, le prestazioni sono deludenti, per non dire scarse, così che nell’estate 2009 viene ceduto al Portsmouth. Con gli inglesi, il difensore belga disputerà 19 presenze di campionato e non verrà riscattato a fine stagione, a causa dei grossi problemi societari della società britannica.

Tornato al Genoa in attesa di una nuova sistemazione, con una potenziale sfavillante carriera che sta deragliando inesorabilmente, Vanden Borre si trova un accordo con i belgi del Genk nel settembre 2010. Essendo il mercato ormai chiuso, il difensore si allena con la nuova società, con il suo trasferimento che slitta a gennaio 2011.

Dopo 28 presenze ed una rete, nel luglio 2012 Vanden Borre si svincola dal Genk, rimanendo senza squadra. Nel settembre 2012 viene scartato dal West Ham, che lo aveva contattato per un provino.

La carriera del belga è in netto declino, così che nel gennaio 2013, l’Anderlecht gli offre una nuova chance.

La sua “nuova vita” in patria dura 3 stagioni, dove andrà a segno addirittura con una doppietta nel 2014, nel match di Champions League contro l’Arsenal.

Nell’estate 2016 viene ceduto ai francesi del Montpellier, con la quale disputa soltanto 10 incontri. Il 10 gennaio 2017, infatti, annuncia la decisione di ritirarsi dal calcio giocato a soli 29 anni.

Dopo due mesi in cui tutti ricordano Vanden Borre più per le sue gesta “virtuali” su Football Manager più che quelle reali, il belga stupisce tutti ed il 2 marzo firma per i congolesi del Mazembe (di cui è originario), di cui tutti si ricordano per aver affrontato l’Inter nella finale del Mondiale per Club 2010.

 

 

 

 

 

 

 

 

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