Bidoni Storici – Milan, ti ricordi di Ricardo Oliveira?

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“Bidoni Storici”, la rubrica che rispolvera dal passato tutti i bidoni che hanno avuto il privilegio di calcare i campi della nostra Serie A.

Oggi parliamo di Ricardo Oliveira, “bomber” brasiliano, classe 1980.

Ricardo Oliveira comincia la carriera giovanissimo nelle fila del Portuguesa, esordendo in prima squadra nel 1999.

Sigla la bellezza di 23 reti in 46 partite, e dopo 2 anni viene acquistato dal Santos.

Al Santos, Oliveira si fa notare al grande calcio, vincendo la classifica marcatori della Coppa Libertadores con 9 reti. Un exploit che gli consente di essere acquistato dal Valencia, all’epoca allenato da Rafa Benitez.

In termini di trofei è forse la stagione migliore del bomber carioca: il Valencia infatti alza al cielo Liga e Coppa Uefa.

Tutto ciò non basta per rimanere a Valencia, perchè il Betis Siviglia se lo porta in Andalusia. A Siviglia, Oliveira segna 26 reti in due stagioni, diventando l’idolo di casa e entrando a far parte anche della Seleçao.

Ma nell’estate 2006 sembra arrivare la vera svolta.

Il Milan cede Shevchenko al Chelsea, e deve trovare un sostituto che non lo faccia rimpiangere. Galliani quindi piazza il colpo e si porta a casa Oliveira per ben 17 milioni di euro di più il cartellino del mediano svizzero Johan Vogel.

L’avventura rossonera di Oliveira parte col botto: il bomber, infatti, regala la vittoria alla sua nuova squadra siglando il gol vittoria contro la Lazio e i tifosi milanisti pensano che sia sbarcata a San Siro una vera e propria macchina da gol. Invece no.

Oliveira sigla altre due reti, rispettivamente a Udinese e e Siena, più altre due reti in Coppa Italia. E poi? Buio totale.

Ancelotti lo schiera spesso e volentieri titolare, ma l’attaccante è un corpo estraneo e ci delizia spesso con erroracci sottoporta e prestazioni a dir poco scandalose. Il colmo è che potrà dire di aver vinto addirittura la Champions League in quella stagione!

Peccato che ad Atene, c’era un certo Pippo Inzaghi a demolire il Liverpool del suo ex mentore Benitez, mentre il nostro eroe stava a guardare nientepopodimeno che in tribuna. Al termine della stagione il bilancio è disastroso, e Oliveira viene rispedito in Spagna, con il Real Saragozza che lo preleva in prestito per 2 milioni di euro. A fine stagione i suoi gol nella Liga saranno 18, ma non basteranno ad evitare la retrocessione in seconda divisione della sua squadra, che nell’ultima gara di campionato crolla a Maiorca per 3-2 (dove lo stesso Oliveira firmerà una doppietta).

Nonostante ciò, Oliveira viene riscattato dagli spagnoli per la cifra pattuita di 11 milioni di euro e soprattutto per la gioia di Adriano Galliani.

Nel febbraio 2009 ritorna al suo amato Betis, firmando un contratto fino al 2013. Peccato che pochi mesi dopo, Oliveira viene acquistato dall’Al-Jazira (no, Osama non centra nulla) per addirittura 14 milioni di euro. Qui Oliveira, tra cammelli, burka, petrolio, e kebab, trova la sua dimensione, siglando diversi gol e vince la classifica cannonieri della Champions League Asiatica ed il premio come miglior giocatore della competizione. Dopo una fugace esperienza all’Al-Wasl, Oliveira torna in patria nel 2015, al Santos, e addirittura ritrova la maglia della Seleçao dopo ben 8 anni e mezzo: Dunga infatti lo convoca per i match contro Cile e Venezuela. Grazie ai gol siglati con la maglia del Santos, Oliveira viene convocato anche per la Copa America 2016, ma a causa di un infortunio è costretto a rinunciare, in favore di Jonas.

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