Bis consecutivo di Elia Viviani in Israele

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Elia Viviani a Eilat

GIRO D’ITALIA – Dopo Tel Aviv, Viviani concede il bis a Eilat con uno sprint irresistibile, nonostante la scorrettezza di Bennett. Semplicemente fenomenale!

La temuta terza ed ultima tappa in terra israeliana scorre via velocissima, nonostante il caldo. Il solito tentativo da lontano anima la corsa, protagonisti ancora Guillaume Boivin ed Enrico Barbin (che consolida la sua maglia azzurra), già in fuga il giorno precedente, e Marco Frapporti: i tre danno filo dal torcere al plotone che per riprenderli a 6 km dal traguardo di Eilat deve volare a quasi 70 km/h gli ultimi 15/20 km con il vento a favore e strada in leggera discesa. La volata è lunga e convulsa: l’irlandese Sam Bennett prova ad anticipare i tempi e stringe verso le transenne Elia Viviani, che però riesce a sgusciare via e a conquistare la seconda vittoria di tappa consecutiva, davanti a Sacha Modolo ed allo stesso Bennett. La giuria analizza il filmato, ma non ravvisa irregolarità nella manovra del portacolori della Bora Hansgrohe, che così salva il risultato. Rohan Dennis conserva senza difficoltà la maglia rosa, con Tom Dumoulin a solo 1″.

Una vittoria netta e meritata, quella di Viviani. Ieri la Quick Step Floors ha svolto alla perfezione il suo compito (strepitoso il lavoro di Zdenek Stybar nei chilometri conclusivi) lanciando il suo velocista verso il traguardo per la stoccata finale. Lo stesso veronese, sempre più in maglia ciclamino della classifica a punti, ci ha poi messo del suo nel tenere testa al comportamento al limite del regolamento dell’avversario più insidioso, quel Bennett che, partito per primo, ha pericolosamente e vistosamente deviato dalla sua traiettoria per chiudere l’avversario in rimonta: con una spallata, Viviani si è fatto spazio superando poi l’irlandese a doppia velocità, con Sacha Modolo che proprio sulla linea conquista la piazza d’onore (una doppietta italiana al Giro mancava dal 2015).

La manovra di Bennett è parsa meritevole di squalifica e di retrocessione all’ultimo posto dell’ordine di arrivo, come peraltro già fatto altre volte in passato (Giacomo Nizzolo a Torino qualche anno fa, ad esempio), ma la giuria ha preferito lasciar correre, probabilmente perché nessuno è caduto e la vittoria di Viviani non è stata messa in discussione.

La carovana rosa ha lasciato Israele, dopo giorni intensi ed emozionanti nei quali ha ricevuto un’accoglienza calda ed entusiasta. Senza entrare nel merito delle vicende politiche, una scommessa vinta, quella di portare un grande giro al di fuori dei confini dell’Europa, dove il ciclismo sta crescendo come sport ed anche come filosofia di vita. Domani la corsa sarà di nuovo sulle nostre strade, con una tre giorni di grande spessore tecnico in terra di Sicilia.

3^ Tappa: Be’er Sheva – Eilat (229 km)

4^ Tappa: Catania – Caltagirone (km 198)

Dopo il giorno di riposo, funzionale al rientro in Italia da Israele, una tappa molto insidiosa nell’entroterra siciliano, da Catania a Caltagirone. Nonostante siano solo due le salite classificate come gpm (Pietre Calde e Vizzini, entrambe di 4^ cat.), la frazione è caratterizzata da un lungo susseguirsi di saliscendi, che sui quasi 200 km complessivi di lunghezza certamente resteranno nelle gambe. Spettacolare il finale, con l’ultimo chilometro in salita (pendenza media 8,5%, massima 13%), sul quale si attendono i finisseur e gli uomini da classiche.


Foto di Tim de Waele / TDWSports tratta dal sito www.cyclingnews.com

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