Blackout Inter: capolinea di una rincorsa breve ma intensa

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La sconfitta a Crotone ha un solo verdetto: l’Inter ha gettato la spugna. Ed ora Pioli è passato da eroe a capro espiatorio

Scrivo questo articolo sull’ultima prestazione dell’Inter da Castletroy, nell’Irlanda più profonda. Castletroy è un paesino dal cielo sempre grigio, di poche anime, poca vita e poche idee, quasi tutte standardizzate. In questo senso Castletroy e Crotone dell’ultima domenica non sono poi così lontane. Cosa dovrebbe accomunare Castletroy e Crotone? Chiederete voi. Ma soprattutto che che caspita ci fa questo a Castletroy?

Sulla seconda domanda ci sarebbe fin troppo da raccontare, ma volendo parlare di calcio e di Crotone, l’Inter vista domenica ricorda tanto Castletroy. Anime spaesate che vagano per il campo con poche idee, poco da chiedere e con un’atmosfera tempestosa sulle loro teste. E’ come se lo stop contro il Torino avesse risvegliato i nerazzurri da un sogno e li avesse ricatapultati nella realtà a cui erano abituati fino all’addio di de Boer. La consapevolezza di non poter più lottare per l’obiettivo più importante ha resettato tutto, facendo venire a galla il deficit di risorse psicofisiche spese nei tre mesi di rincorsa con Pioli. E quando viene a mancare la testa, il corpo si adatta di riflesso.

Commentare il lato tecnico di una partita pressoché imbarazzante, con errori da terza categoria commessi da giocatori quasi tutti nel giro delle Nazionali, sarebbe superfluo. Basta dire che l’Inter si è fatta mettere sotto per buona parte di gara da un Crotone che in questo campionato ha dimostrato di essere tutto fuorché irresistibile, e che ormai si giocava solo la faccia. Riuscendoci benissimo, questo gli fa onore e ai siciliani vanno i migliori complimenti, soprattutto a Falcinelli, che sembra pronto al salto verso obiettivi più prestigiosi. La prestazione difensiva dell’Inter è stata un continuo commettere errori al limite del paranormale. Murillo sembrava con la testa già altrove, Medel da mediano pare non trovarsi più, e forse farlo giocare centrale al posto del colombiano avrebbe risolto due problemi in uno.

Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, perché la squadra in generale non ha girato affatto. E se ci si mette la terza sfortunata conclusione di Eder in tre partite senza vittoria, si comprende il momento. Ma anche un punto, così come contro la Samp, non sarebbe servito a nulla. Pioli è finito nella bufera dopo essere stato portato in trionfo per due mesi. Ma questo, si sa, è il calcio. Certo, alcune decisioni lasciano comunque perplessi, come ad esempio l’accanimento nell’inserire sempre Palacio invece che Gabigol, giusto per citarne uno. Ma siamo sinceri, non sarebbe cambiato nulla. Unico a salvarsi (e salvarci), Samir Handanovic.

L’obiettivo ora è quello di arrivare almeno in Europa League, anche se farlo attraverso i preliminari potrebbe essere controproducente. Ma è doveroso arrivare almeno davanti al Milan, che ha effettuato il sorpasso proprio domenica. Insomma, il derby non poteva cadere in un momento più appropriato.

Fonte immagine: Gazzetta dello Sport

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