Bologna, una cinquina inaspettata

218

Cominciamo col dire che quando ne prendi 5, giri il pullman e torni a casa in silenzio.

Cominciamo col dire che se in Serie A becchi gol da una rimessa laterale non la vinci mai.

Cominciamo col dire che le partite durano 90 minuti.

Una galleria di horror, errori da far rabbrividire persino Alfredone Hitchcock: questa e’ più o meno stata la partita del Bologna.
Senza nulla togliere al Toro, per carità, che merita di vincere e stravincere, ma in Serie A, se fai Babbo Natale in agosto, esci da pochi campi con qualche punto in mano.
E dire che il primo tempo lasciava presagire ben altro.
Primo tempo a buon ritmo, un attacco di qua e uno di la, colpo su colpo e a viso aperto. Sembrava la classica partita da tripla finché una palla velenosa scivola nell’area rossoblu, la difesa si perde Belotti e pam: 1-0.
Si riparte come nulla fosse successo e pochi minuti dopo il Taider che non t’aspetti, raccatta un pallone in mezzo al campo, innesta il turbo avanzando dritto per dritto e dal limite sparecchia un destro all’angolino che rimette tutto in equilibrio.
Ci sarebbe da far scivolare i minuti finali del tempo senza rischiare e studiare di nuovo il piano partita davanti a una tazza di the e invece da un innocua rimessa laterale, Marios Oikonomou, la tazza ce l’ha già in mano e si fa una sontuosa bevuta offerta dal Gallo Belotti che fa 2-1 e complica le cose.
Si torna in campo coi gemelli diversi: il Bologna del secondo tempo ha gli stessi volti ma non le stesse energie. Va immediatamente in difficoltà e alla prima occasione utile il Torino mette 2 lunghezze di vantaggio con Martinez che pascola indisturbato nel cuore dell’area.
Molliamo a livello nervoso.
Ci sarebbe la possibilità di accorciare con Destro ma, Mattia, credendo forse di essere in fuorigioco, solo solo a pochi passi da Padelli, non controlla e fa pervenire all’estremo granata una mozzarella impanata che parerebbe anche un bambino.
Il Bologna finisce qua.
Il Torino sale in cattedra e imperversa.
Pulgar, fino li abbastanza positivo, in 5 minuti regala un autoassist per il quarto granata firmato Baselli e un rigore che definire ingenuo par poco (Mirante nega al Gallo il tris) e poi, col Bologna che pare un pugile suonato alle corde si becca anche il quinto (Belotti) e si va a casa con la manita che da sempre parecchio fastidio.
Era una partita e valeva i soliti 3 punti. Niente drammi, per carità.
Si reciti il solito copione del “non eravamo fenomeni dopo il Crotone e non siamo dei brocchi dopo il Torino”, però ci si faccia due domande e si capisca se effettivamente manchi qualcosa e , eventualmente ,si rimedi.
La sensazione e’ che Maietta (tanti anni e spesso tanti acciacchi) dia garanzie superiori a Marios che, l’anno scorso, non a caso, ha fatto più panca che minuti. La sensazione e’ che davanti manchi il supporto a Destro e che se Donsah rientra in fretta sia molto meglio.
Uno sguardo a singoli e reparti:
La difesa, ieri, si è sfaldata come un castello di sabbia travolto da un onda. Tutti abbastanza negativi: Marios di più.
A mezzo campo molto bene Taider, tanti polmoni, sagacia tattica e un gol da urlo (in 3 ufficiali 2 gol e un palo: tanta roba e grande novità), benino Pulgar nel primo tempo a smistar palloni e interdire. Drammatico dal minuto 70 in avanti.
Dzemaili non pervenuto. In netto ritardo di condizione. Una domanda senza polemica: era necessario presentarlo dall’inizio così presto? Lo so, col sennò di poi sarei un faraone egizio.
Davanti: Verdi fa molto fumo ma di arrosto nemmeno l’ombra, Destro, poco servito e con la luna in Capricorno, combina poco e niente, Rizzo fa più o meno come Verdi e il faraone del senno di poi si richiede: Krejci, why not?
E’ andata così. Poteva andare meglio. Doveva andare meglio.
Portiamo a casa la cinquina che lascia il segno in viso e ripartiamo. Ne mancano 36, possiamo solo fare meglio di ieri. Non sarà difficile…
 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.